Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Egoma-il-superfood-dal-Giappone-che-allunga-la-vita-f6e5bc3f-dab7-4361-bcdd-e9684165e74c.html | rainews/live/ | true
FOOD

Progetto “Global Perilla Network”

Egoma, il superfood dal Giappone che 'allunga la vita di 10 anni'

I semi della pianta, e l’olio che si può ricavarne dalla spremitura, sono ricchi di valori nutrizionali, tanto che in Giappone egoma è talvolta chiamata “jyuunin”, che significa “dieci anni” 

Condividi
di Paola Cutini All'aspetto sembra basilico, ma appartiene alla famiglia della menta. La Perilla Frutescens – o egoma - è una pianta del Nord-Est asiatico che promette di allungare la vita di dieci anni, un 'superfood' che appartiene alla tradizione alimentare giapponese fin dai tempi antichi.

Le foglie sono note per il loro sapore e aroma. I semi della pianta, e l’olio che si può  ricavarne dalla spremitura, sono ricchi di valori nutrizionali, tanto che in Giappone, egoma è  talvolta chiamata “jyuunin”, che significa “dieci anni” in giapponese. Le foglie di egoma, inoltre, sono utilizzate in alcuni piatti, come ad esempio il sushi, anche per neutralizzare eventuali germi che potrebbero trovarsi sul pesce crudo.

Nel 2025 il Giappone, una delle zone dove egoma cresce in abbondanza, sarà una delle prime nazioni ad affrontare una società in cui gli anziani avranno raggiunto, per numero e per  longevità, una presenza considerevole. In previsione di questo fenomeno, la Città di Toyama si sta attrezzando per diventare il primo comune elderly-friendly del Giappone con il progetto “Global Perilla Network” e ha incaricato il Genuine Education Network con l’intento di tutelare e far conoscere la cultura culinaria giapponese e introdurre queste antiche usanze, e le loro proprietà nutritive, anche nelle famiglie italiane.

La chef italiana, una stella Michelin, Cristina Bowerman ha raccolto l’invito a firmare le prime ricette per dimostrare in Italia possibili usi e applicazioni di egoma, tra cui 'un carciofo di lunga vita'.  A tavola, del resto, egoma promette bene: "Lo studio dei composti bioattivi nelle foglie di PerillaFrutescens - ha spiegato Gabriella Morini, ricercatrice dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Cuneo) - ha portato a valutarne la possibilità di uso come antiallergico, come insetticida naturale, come conservante in moderni packaging, come inibitore della formazione di film batterici, ma anche come ingrediente in grado di dare una particolare e gradita nota aromatica alla birra artigianale, nella quale ha anche dimostrato attività conservante".
Condividi