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MONDO

Urne aperte fino alle 23

Elezioni nel Regno Unito: cruciale il voto in Scozia. Sturgeon sogna ritorno nell'Ue

48 milioni di persone chiamate alle urne in Inghilterra, Scozia e Galles

Nicola Sturgeon
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Nicola Sturgeon è il nodo che potrebbe complicare la sopravvivenza in carica del premier britannico Boris Johnson e in prospettiva quella del Regno Unito.

A urne aperte, l'ipotetica vittoria, schiacciante, della favorita leader dello Scottish National Party, potrebbe portare la Scozia verso la strada indipendentista con la proposta di indire un nuovo referendum sull'eventuale uscita della Scozia dal Regno Unito e con il conseguente rientro nell'Unione Europea. D'altronde gli scozzesi già in passato si erano espressi contro la Brexit.

"Chiederò la vostra opinione, e quella di nessun altro, per un referendum sull'indipendenza da tenere nella prima parte della legislatura": Sturgeon, prima ministra della Scozia, lo ripete da mesi. Il Partito Nazionalista scozzese punta a tornare in Europa, ma dovrà ottenere la maggioranza assoluta. I suoi principali avversari sono Anas Sarwar, il candidato del partito laburista scozzese, e il "politico di peso" Gordon Brown, scozzese e già primo ministro del Regno Unito. E mentre il Labour sul tema scottante dell'indipendenza resta prudente, il quarto contendente il conservatore Douglas Ross si oppone a un nuovo referendum che, dovrebbe essere autorizzato da Londra. Johnson ha già dichiarato che la questione è stata chiusa una volta per tutte nel 2014.

Circa 48 milioni di persone sono chiamate alle urne in Inghilterra, Scozia e Galles, in cui sono in ballo 143 consigli comunali, i deputati del Parlamento scozzese e di quello del Galles, 13 sindaci fra cui quelli di Londra, Liverpool e Bristol e un deputato nella circoscrizione di Hartlepool. I seggi chiuderanno alle 23 italiane con lo spoglio che, causa Covid, inizierà domani. 

Il voto a Londra
Il primo ministro britannico Johnson ha votato a Londra nelle elezioni locali, con la compagna Carrie Symonds. I Tory sono accusati dai loro detrattori di promuovere figure di facciata nei loro ranghi. In particolare a Londra dove i britannici bianchi sono in minoranza e rappresentano il 45% della popolazione, secondo il censimento del 2011, ovvero la cifra più bassa per qualsiasi area della Gran Bretagna. Il candidato sindaco dei conservatori, nelle elezioni del 2016, Zac Goldsmith, accusato di islamofobia contro il sindaco uscente Sadiq Khan, perse. Per questo, probabilmente, i Tory hanno optato per un candidato di minoranza dopo le controversie che hanno afflitto Goldsmith. La corsa per la poltrona di primo cittadino di Londra è stata posticipata di un anno a causa della pandemia e tutti i 20 candidati hanno fatto campagna elettorale su temi come l'occupazione, gli alloggi e il problema dei reati all'arma bianca diventato una vera e propria emergenza.

Il parterre degli aspiranti sindaci è il più ampio ed eccentrico degli ultimi tempi. Tra gli altri sfidanti appaiono: lo YouTuber da 3,3 milioni di iscritti Niko Omilana, dato al 5%; l'attore televisivo Laurence Fox; l'autoproclamato guerriero spaziale intergalattico interpretato dal comico 41 enne Jon Harvey. Candidati stravaganti a parte, Sadiq Khan è il favorito alla rielezione e dovrà vedersela con il conservatore Shaun Bailey.
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