POLITICA
Giustizia e riforme
Ermini: la riforma del Csm segni l'abbandono di pratiche di potere
Secondo il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura David Ermini il sistema giustizia è fragile, la magistratura ha perso credibilità. Inoltre: "Sano che esistano le correnti, ma la loro influenza deve fermarsi sulla soglia del Consiglio Superiore"

Necessario fronte comune magistrati e avvocati per il rilancio e coraggio su riforme
Il vicepresidente del Csm ha caldeggiato come "Magistrati e avvocati devono fare fronte comune, abbandonando ottiche corporative, a difesa dell'autonomia e indipendenza della giurisdizione, premessa e garanzia d'attuazione del principio d'uguaglianza" e "nel chiedere alla politica più coraggio nello slancio riformatore". "La reciproca legittimazione è il presupposto indispensabile del contributo di ciascuno all'attuazione dei principi, dei diritti e delle tutele stabiliti dalla Costituzione", ha sottolineato Ermini, giudicando "sterili, ancor più che inopportune, contrapposizioni e diffidenze reciproche". "Davanti a noi abbiamo una stagione di riforme a largo spettro, che coinvolgono il sistema giustizia nel suo insieme, addirittura con misure organizzative, mi riferisco alla stabilizzazione dell'ufficio del processo, che hanno l'ambizione di un cambio di paradigma e mentalità nell'agire del giudice" e "credo che al di là dei profili problematici che pure non mancano le riforme possano e debbano però essere soprattutto il perno del rilancio del sistema giudiziario al servizio della collettività". A giudizio di Ermini "se davvero si arriverà a contenere nei limiti della ragionevole durata i tempi dei processi, a ricondurre cioè la giustizia penale e civile a modelli virtuosi di efficienza, qualità e celerità, ciò significherà rigenerare il tessuto fiduciario tra i cittadini e i protagonisti della giurisdizione. Ma ciò potrà avvenire, lo ripeto anche in questa sede, se tutti gli operatori del diritto, in primis avvocati e magistrati, responsabilmente e con spirito costruttivo collaboreranno insieme al perseguimento di questo obiettivo".
Csm, con nuova legge elettorale stop a pratiche di potere
Da tempo ormai, da almeno due anni, sollecito la riforma del Consiglio Superiore e dell'ordinamento giudiziario. Nelle prossime settimane il Governo dovrebbe formalizzare le sue proposte. Il mio auspicio è che la nuova legge elettorale per i togati favorisca la rigenerazione valoriale dell'associazionismo giudiziario e l'abbandono di pratiche di potere. Le correnti riflettono le plurime sfaccettature culturali della magistratura ed è sano che esistano, ma la loro influenza -ha ammonito Ermini- deve fermarsi sulla soglia del Consiglio Superiore".
Caos Procure, 'sanzioni severe a toghe coinvolte, no insinuazioni su disciplinare Csm'
"I noti fatti di due anni fa e diverse vicende successive hanno inferto ferite ancora aperte. E tuttavia la reazione c'è stata, è in corso una riflessione anche autocritica da parte delle correnti, e come Consiglio Superiore siamo intervenuti e stiamo tuttora intervenendo, in sede disciplinare e amministrativa di incompatibilità, sanzionando severamente i magistrati responsabili di comportamenti non in linea con il Codice disciplinare". Ermini ha specificato: "Ecco perché amareggiano le insinuazioni di chi solleva dubbi sull'operato e l'imparzialità della Sezione disciplinare o di chi parla di giustizia addomesticata magari ostentando numeri che di per sé, se non rapportati alla platea di riferimento, risultano di nessun valore" e che " a me pare appartengano tutte al pericoloso gioco alla denigrazione e alla delegittimazione della magistratura che rischia in realtà di vulnerare l'indipendenza e l'autonomia della giurisdizione come fondamento della democrazia".
Futuro Italia passa anche attraverso riforma della giustizia
"Se il futuro dell'Italia passa anche attraverso la riforma della giustizia, oggi ci troviamo di fronte a una grande sfida: trasformare la crisi in straordinaria opportunità di modernizzazione del Paese. Ma ciò richiede - insisto - collaborazione e impegno da parte di tutti gli attori del processo. È un'opportunità che dubito potrà riproporsi, sprecarla sarebbe irresponsabile" ha affermato David Ermini,