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ECONOMIA

Grecia fa meglio

FMI: Italia fanalino di coda per crescita in Eurolandia

Il Fondo Monetario Internazionale nelle previsioni economiche di primavera vede il fallimento dell' Eurozona molto improbabile ed invita ad non esagerare con la paura legata all'impatto dei movimenti anti-euro in vista delle prossime elezioni in Francia, Germania e anche in Italia

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di Tiziana Di Giovannandrea Secondo le stime pubblicate dal Fondo Monetario Internazionale, l'Italia con una crescita dello 0,8% nel 2017 e nel 2018 è il Paese che cresce meno nell'ambito dell'Unione Europea, anche se le stime autunnali del FMI parlavano di una crescita allo 0,7 per cento. Sempre per il FMI il Belpaese è superato anche dalla Grecia, il cui Pil sale del 2,2 per cento quest'anno per accellerare al 2,7 per cento nel 2018. Gli esperti di Washington però dipingono un quadro migliore per il debito, che sale meno rispetto al previsto con il rapporto defict/Pil al 2,4% per l'anno in corso (stesso valore del 2016) per poi scendere all'1,4% nel 2018 e azzerarsi nel 2022.

Com'è noto, il governo stima per l'Italia una crescita dell'1,1 per cento nel 2017 e dello 0,1 per cento per il 2018 mentre l'OCSE stima un Pil in aumento dell'1,0 per cento sia per quest'anno che per il prossimo.

Gli esperti dell'organizzazione guidata da Christine Lagarde per quanto riguarda l'economia mondiale vedono segnali di ripresa  (3,5% contro il 3,1% registrato nel 2016), ma restano significativi i rischi al ribasso fra i quali soprattutto protezionismo e crisi geopolitiche.   

Il Fondo Monetario Internazionale, poi, invita a non esagerare i timori legati all'impatto dei movimenti anti-euro in vista della prossime elezioni in Francia, Germania e anche in Italia. "E' vero che ci sono movimenti politici con piattaforme anti-euro ma un break-up della zona euro richiede vari passi che a nostro avviso sono poco probabili: è meglio non esagerare l'impatto di breve termine di tali visioni", ha dichiarato Maurice Obstfeld, capo economista del Fondo monetario Internazionale, illustrando il World Economic Outlook (Weo) di primavera. " Vediamo alcune tensioni riflesse negli spread ma non direi che i mercati sono compiacenti", ha osservato Obstfeld, riferendosi il particolare alla Francia e alle imminenti elezioni con la leader del Fronte Nazionale, Marine Le Pen, che ha in programma, in primo luogo, l'uscita dall'euro.
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