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Coronavirus

Lezione online

Fauci: lavorare a un vaccino universale contro i coronavirus

L'immunologo americano parla in streaming durante la lezione "Covid-19 in 2021: lezioni apprese e sfide rimaste", trasmessa oggi sui siti dell'Accademia dei Lincei e dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù

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Sono sempre di più i dati che confermano l'efficacia e sicurezza dei vaccini anti-covid sviluppati finora. "Visto che negli ultimi 18 anni abbiamo avuto tre pandemie da coronavirus, è venuto il momento di iniziare a lavorare ora ad un vaccino universale per i coronavirus, in modo da essere pronti per la prossima pandemia". 

A indicare l'obiettivo è l'immunologo Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infections Diseases (Niaid), nella lezione "Covid-19 in 2021: lezioni apprese e sfide rimaste", trasmessa oggi sui siti dell'Accademia dei Lincei e dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù. 

"La notizia del 2020 è stato lo sviluppo così rapido di questi vaccini - ha detto - ora bisognerà lavorare a vaccini capaci di dare una protezione efficace contro tutti i coronavirus. Questi vaccini universali dovranno essere in grado di proteggere la popolazione mondiale dall'insorgenza di pandemie dovute a vecchi e nuovi coronavirus e alle loro varianti".



Quasi il 60% dei contagi da asintomatici
Almeno un terzo delle persone contagiate dal coronavirus Sarscov2 rimane asintomatico. Uno dei principali problemi per l'isolamento e tracciamento dei casi, è rappresentato dal fatto che "il 59% dei contagi è da asintomatici, di cui il 35% in fase pre-sintomatica", sottolinea Fauci. Le misure base per la prevenzione, ha continuato, "rimangono l'uso di mascherine e visiere, mantenere una distanza fisica di almeno 1,8 metri, evitare luoghi affollati e assembramenti, privilegiare ambienti esterni rispetto agli spazi chiusi e lavarsi spesso le mani". 

Circa le modalità di contagio, Fauci ha ricordato che il principale veicolo di trasmissione è respiratorio, con il droplet, cioè le particelle prodotte con saliva e starnuti da una persona infetta in un ambiente chiuso, ad una distanza inferiore a 1,8 metri, o il droplet o particelle che a volte rimangono sospese nell'aria per vario tempo ad una distanza maggiore o minore di 1,8 metri. "Meno comune è il contagio per contatto con le superfici - ha chiarito - il virus è presente anche nelle feci, sangue, sperma e secrezioni oculari, ma probabilmente il loro ruolo nella trasmissione è minimo rispetto a quello respiratorio".

Variante sudafricana sembra la più problematica
Tra le varianti emerse del coronavirus SarsCov2 la più problematica sembra quella sudafricana, spiega l'immunologo. Fauci ha passato in rassegna 5 varianti emerse finora negli Stati Uniti: quella britannica, che "aumenta la trasmissibilità e probabilmente la gravità della malattia, ma è ben coperta dai vaccini finora autorizzati e quella sudafricana, che sembra la più problematica, perché aumenta probabilmente la trasmissibilità, riduce in parte l'efficacia di alcuni vaccini e in vitro sembra anche diminuire quella degli anticorpi monoclonali". 

C'è poi quella brasiliana, contro cui "vaccini e anticorpi monoclonali potrebbero essere meno efficaci", quella isolata in California, che secondo studi preliminari sembra avere "una maggiore trasmissibilità e gravità", e quella isolata a New York, contro cui gli anticorpi monoclonali potrebbero essere meno efficaci. "Fortunatamente per noi - ha concluso - i vaccini che abbiamo proteggono tutti in qualche modo dalle varianti, anche se in grado minore". 
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