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SPETTACOLO

Festival di Cannes, 12 minuti di applausi e lacrime per le 'Meraviglie di Alice'

Un trionfo per la regista toscana che non trattiene le lacrime. Molto apprezzato anche Tommy Lee Jones ma oggi è il giorno di Maps to the stars

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di Laura SquillaciCannes 2 minuti di applausi per il film di Alice Rorhwacher l'unico italiano in concorso al Festival di Cannes. Un trionfo che forse neppure la regista toscana si aspettava.

Ieri dopo la prima del film il pubblico in sala si è alzato a battere le mani per Le meraviglie, opera seconda della Rorhwacher che racconta la storia di una famiglia di apicoltori, alle prese con una vita lontana dalla modernità, sconvolta dall'arrivo in paese di una trasmissione tv condotta dalla bella fata bianca interpretata da Monica Bellucci.

Alice ha trattenuto a stento le lacrime mentre in sala il pubblico applaudiva il suo film. Visibilmente commossa anche la sorella Alba, protagonista insieme alle bambine - in primis Gelsomina, e la stessa Monica Bellucci. L'attrice ha sfoggiato tutta la sua bellezza in un abito nero che le arrivava fino sopra alla caviglia. Difficile, guardandola, pensare che a settembre compirà 50 anni.

Ad accogliere il cast sul tappeto rosso solo il cote' femminile della giuria guidate da Jane Campion. Un modo per 'coccolare' la nostra Alice, unica donna insieme a Naomi Kawase in corsa per la Palma d'oro, e anche per allontanare l'eco delle polemiche dello scorso anno quando il Festival propose solo film firmati da uomini.

Applausi ieri in sala anche per il western The Homesman di Tommy Lee Jones affiancato nel film dal l'ottima Hilary Swank una donna coraggiosa che salva il protagonista da un'impiccagione chiedendo in cambio un aiuto per riportare in Iowa tre ragazze rinchiuse in un manicomio.

Oggi e' il giorno di David Cronenberg con il suo Maps to the stars con Robert Pattinson, Julianne Moore, Mia Wasikowska e John Cusack. Il film ha ricevuto una timida accoglienza in sala alla proiezione in anteprima alla stampa forse perché parte in sordina e solo sul finale riesce a decollare.

La pellicola ha un’impianto narrativo corale che include uno scrittore di manuali di auto-aiuto, la moglie che gestisce la carriera del figlio attore tredicenne. A loro si aggiungono Agatha in cura per un’insana passione per il fuoco e il suo potere purificatorio e l’attrice Havana che vuol rifare un film interpretato dalla madre ormai defunta, un remake e una figura materna che partoriscono ossessioni e incubi.
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