ECONOMIA
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Fisco, Cgia: piccole imprese pagano 21 miliardi di tasse in più dei giganti web
Uno squilibrio aumentato dalla pandemia

Effetto pandemia
La pandemia ha accentuato lo squilibrio. La Cgia sottolinea che con il boom del commercio elettronico, negli ultimi 15 mesi le multinazionali del web hanno aumentato in Italia i ricavi, mentre la gran parte delle micro e piccole imprese ha subito un calo degli incassi preoccupante. Il livello medio di tassazione di queste big tech, per Mediobanca, al 32,1%, nelle nostre piccole realtà è intorno al 60%: praticamente quasi il doppio. Per la Cgia serve abbassare drasticamente il peso delle tasse sulle piccole attività che, ancora oggi, rimane su livelli insopportabili. La Cgia, ricordando che la mancata "trasparenza" fiscale di queste società tecnologiche costituisce un problema, plaude all'accordo siglato tra il Parlamento Ue e il Consiglio che impone alle multinazionali, alle loro controllate con un fatturato annuo di oltre 750 milioni e che operano in più di un paese, di pubblicare e rendere accessibile l'importo delle imposte versate in ogni Stato membro.
Sedi in paesi a fiscalità agevolata
Secondo gli Artigiani di Mestre la ragione per cui le controllate presenti in Italia delle multinazionali del web beneficiano di un tax rate del 32,1% sta nel fatto che circa la metà dell'utile ante imposte è tassato nei Paesi a fiscalità agevolata che ha dato luogo a un risparmio fiscale cumulato che, nel periodo 2015-2019, è stato di 46 miliardi. Ma non sono solo i giganti stranieri del web a sfruttare la fiscalità di vantaggio concessa da molti Paesi Ue, ci sono anche alcuni grandi player italiani - Cementir, Campari, Eni, Enel,Exor, FCA, Ferrari, Illy, Ferrero, Luxottica Group -che hanno trasferito la sede fiscale o quella legale, magari solo di una consociata, all'estero. E molte hanno deciso di spostare la sede legale in Olanda, ad esempio, perché lì è possibile beneficiare sia di una legislazione societaria molto favorevole - che permette agli azionisti storici di avere il doppio dei voti in assemblea, modalità che consente di difendersi meglio da eventuali scalate di investitori stranieri - sia, eventualmente, di un trattamento tributario alquanto generoso, che il governo olandese riserva a ogni big company. Con queste operazioni, formalmente ineccepibili da un punto di vista fiscale-societario, per la Cgia si è però ridotta la base imponibile di coloro che pagano le tasse in Italia, penalizzando, in particolar modo gli imprenditori di piccola e piccolissima dimensione che, a differenza delle grandi aziende, non hanno la possibilità di trasferirsi altrove.
G7: su corporate tax minima
Un tema che è sul tavolo dei ministri delle finanza del G7 a Londra che sono sul punto di siglare uno storico accordo sulla tassazione delle aziende multinazionali, che dovrebbe comprendere anche una tassazione minima a livello globale sui profitti (corporate tax). Obiettivo dell'accordo sono soprattutto i grandi giganti tecnologici, come Amazon e Microsoft, che finora sono riusciti a trarre vantaggio dalla possibilità di vedere tassati i propri profitti nei Paesi dove il regime fiscale è più conveniente.