Coronavirus
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Fondazione Gimbe: serrata di Natale è inevitabile

Il monitoraggio conferma un lieve rallentamento nella crescita dei nuovi casi, sovrastimato da un ulteriore calo dei tamponi. Cala la pressione sugli ospedali, ma area medica e terapie intensive rimangono sopra soglia di saturazione rispettivamente in 10 e 14 regioni. Continua a salire il numero dei decessi.
"A fronte di questi numeri - sottolinea Gimbe, come riporta l'Agi - le (in)decisioni politiche sono in balia di conflitti governo-regioni, compromessi partitici e reazioni emotive, piuttosto che essere informate da un piano strategico per tutelare la salute, sostenere concretamente l'economia e gestire le conseguenze sociali della pandemia. Governo e regioni non possono limitarsi a temere la terza ondata, devono arginarla".
Nella settimana 9-15 dicembre, rispetto alla precedente, si osserva una flessione dei nuovi casi (113.182 vs 136.493), a fronte di una riduzione di oltre 88 mila casi testati (462.645 vs 551.068) e di un rapporto positivi/casi testati stabile (24,5% vs 24,8%). Calano del 9,5% i casi attualmente positivi (667.303 vs 737.525) e, sul fronte degli ospedali, diminuiscono ricoveri con sintomi (27.342 vs 30.081) e terapie intensive (3.003 vs 3.345); in lieve riduzione anche i decessi (4.617 vs 4.879). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:
Decessi: 4.617 (-5,4%)
Terapia intensiva: -342 (-10,2%)
Ricoverati con sintomi: -2.739 (-9,1%)
Nuovi casi: 113.182 (-17,1%)
Casi attualmente positivi: -70.222 (-9,5%)
Casi testati -88.423 (-16,1%)
Tamponi totali: -162.837 (-12,9%).