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MONDO

L'accordo tra il governo siriano e le forze di opposizione

Siria, fragile tregua: ripetute violazioni del cessate il fuoco

Scontri a due ore dall'entrata in vigore (mezzanotte locale). Ieri l'annuncio di Putin: accordo firmato da ribelli e da Assad

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Scontri in Siria poco più di due ore dopo l'entrata in vigore del cessate il fuoco vengono segnalati dall'Osservatorio siriano per i diritti umani (Sohr), riportano i media internazionali. Secondo l'ufficio di monitoraggio, ribelli hanno violato la tregua e conquistato una posizione nella provincia di Hama. Un gruppo ribelle accusa invece il governo di bombardare aree dei villaggi di Atshan e Skeik nella provincia di Idlib, che confina con quella di Hama.

Tregua scattata a mezzanotte
La tregua fra le parti in conflitto, mediata da Russia e Turchia, è scattata salla mazzanotte locale (le 23 italiane) in tutta la Siria. Gli accordi sono stati firmati dal governo siriano e dalle forze di opposizione, che dovranno presto avviare le trattative di pace. L'annuncio dell'accordo per il cessate il fuoco era stato annunciato ieri dal presidente russo Vladimir Putin: "Poco fa è arrivata la comunicazione che è avvenuto un evento che noi non soltanto abbiamo aspettato a lungo, ma su cui abbiamo lavorato molto per renderlo possibile". "Gli accordi - ha detto Putin - sono fragili e hanno bisogno di pazienza e attenzioni particolari".

Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha detto che l'accordo sul cessate il fuoco in Siria verrà presentato al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. "Informeremo i membri del Consiglio di Sicurezza sul lavoro che abbiamo fatto e risponderemo alle loro domande", ha detto Lavrov.

Le sigle che aderiscono alla tregua in Siria sono Faylaq Al-Sham, Ahrar al-Sham, Jaysh al-Islam, Suwar Agi Sham, Jaysh al-Mujahideen, Jaysh Idlib e Jabhat al-Shamiyah. Lo riporta il ministero della Difesa russo in un comunicato visto dall'ANSA. Secondo il ministro della Difesa Serghei Shoigu "i comandanti più influenti dell'opposizione armata hanno preso parte ai negoziati, che sono durati due mesi, e hanno permesso di individuare il territorio controllato dai ribelli". Da questo momento in poi, ha precisato, "chi non deporrà le armi" verrà considerato "un gruppo terroristico", alla stregua dell'Isis e di Jabhat al-Nusra (che non sono coperte dagli accordi). In tutto le sette formazioni - stando ai dati forniti dal ministero - comprendono almeno "51mila persone".

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