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POLITICA

Question Time al Senato

Franceschini: 300 milioni contro le barriere architettoniche nei luoghi della cultura

Solo il 53% dei musei, monumenti e aree archeologiche, statali e non statali, ha migliorato le proprie strutture rimuovendo le barriere fisiche

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Nell'ambito dei fondi del Pnrr, "il ministero ha previsto uno stanziamento da 300 milioni per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi della cultura e il rafforzamento della competenza degli operatori": lo ha spiegato il ministro della Cultura, Dario Franceschini, rispondendo al question time al Senato a un'interrogazione degli esponenti di Italia Viva Daniela Sbrollini e Davide Faraone. 

"La presenza delle barriere architettoniche - ha ricordato Franceschini - rappresenta una criticità molto forte nei luoghi della cultura italiani". L'investimento previsto "sarà rivolto in gran parte ai musei e agli istituti statali, ma una quota del 10%, che potrà aumentare, andrà ai siti regionali, provinciali, civici", ha aggiunto. Il ministro ha accolto l'invito della senatrice Sbrollini ad adottare iniziative per rimuovere le barriere in tutti i luoghi, pubblici o privati gestiti da enti pubblici o organizzazioni no profit, deputati ad ospitare eventi e servizi culturali, come teatri e cinema: "Ci lavoreremo - ha detto - sia all'interno delle risorse del Pnrr sia con le risorse ordinarie".   

Franceschini ha parlato anche del sostegno alle bande musicali, "alle quali sono stati riconosciuti i ristori: continueremo a lavorarci, è un settore che merita il più ampio riconoscimento". 

Itsart, piattaforma di promozione della cultura
Il ministro ha risposto poi a un'interrogazione di Fratelli d'Italia sulla piattaforma digitale per la diffusione della cultura italiana partita il 31 maggio, Itsart. "In queste ore sono in corso contatti tra la Rai e la società che gestisce Itsart per creare forme di collaborazione", ha detto specificando che a due settimane dal lancio, la piattaforma ha registrato 400mila accessi, 35mila utenti registrati e 120 streaming sui contenuti in catalogo che sono più di 700. La società è controllata al 51% da Cdp e il restante 49% da Chili. Itsart, ha ribadito Franceschini, è "nata da una norma di legge che il Parlamento ha approvato" e partita dall'idea "di colmare provvisoriamente la fase della chiusura e delle riaperture parziali e avere un luogo che potesse offrire eventi culturali dal vivo", ed è affidata alla gestione di Cassa Depositi e Prestiti" che ha scelto autonomamente un partner privato (Chili, ndr) ed è giusto che la politica non interferisca".

Incentivi a Fondazioni con corpi di ballo
Per il settore della danza, ha spiegato il ministro della Cultura, Dario Franceschini, il governo "è intervenuto con misure d'urgenza nel decreto Sostegni e con misure contenute nel ddl collegato sui temi dello spettacolo che sta per arrivare in Parlamento": in quella sede "sarà possibile stabilire criteri che prevedano incentivi e sostegni alle fondazioni liriche che sceglieranno, senza obbligatorietà, di mantenere il corpo di ballo all'interno delle proprie attività".

"Ciascuna fondazione è stata invitata a formulare una proposta ai ministeri vigilanti, corredata dalla documentazione sulla sostenibilità finanziaria", ha aggiunto il ministro, rispondendo a un'interrogazione di Forza Italia e ricordando che "solo quattro fondazioni hanno mantenuto il proprio corpo di ballo, mentre le altre 10 hanno dovuto dismetterlo per questioni di bilancio". 

Museo Lombroso
Il Museo Lombroso di Torino, finito al centro delle polemiche perché accusato di "razzismo scientifico", "è di proprietà dell'Università di Torino" e in base alla documentazione dell'Icom (International Council of Museums) Italia "rispetta agli standard per rimanere aperto", come ha spiegato il ministro della Cultura, Dario Franceschini, nel suo intervento al question time al Senato.

"Non posso chiuderlo, anche se volessi - ha sottolineato - ma se potessi non lo chiuderei, perché il mio compito è aprire musei e non chiuderli". "Oggi giustamente gli studi anatomici di Lombroso sono respinti dagli studiosi - ha ricordato Franceschini, rispondendo a un'interrogazione del senatore del Maie Saverio De Bonis - ma rappresentano un pezzo di storia dello sviluppo dell'antropologia fisica. L'allestimento odierno del museo è studiato in modo da far conoscere il pensiero di Lombroso calato nel periodo in cui visse, dimostrando l'infondatezza dei pregiudizi della fisiognomica, di una parte controversa del pensiero scientifico che collide con l'attuale sensibilità sociale, preservandone dunque la memoria in modo critico".
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