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EUROPA

L'uomo si era dato alla fuga

Francia. Poliziotta accoltellata, muore l'aggressore, ferito durante l'arresto

Il fatto è accaduto a La Chapelle-sur-Erdre, a pochi chilometri da Nantes. Tre agenti feriti durante le operazioni di fermo

Il ministro dell'Interno sul luogo dell'attacco (Getty)
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E' morto, per le ferite riportate nello scontro con i gendarmi al momento del suo fermo, l'uomo che aveva accoltellato la poliziotta francese questa mattina nei pressi di Nantes. Durante le operazioni era stato ferito gravemente. Feriti anche tre agenti. Si chiamava Ndiaga Dieye ed era noto ai servizi per la sua assidua pratica dell'Islam radicale. Era registrato presso la FSPRT (File di allerta per la prevenzione della radicalizzazione terroristica) e affetto da disturbi psichiatrici.

Il fatto
L'uomo che oggi ha ferito gravemente un'agente municipale con un coltello a la Chapelle-sur-Erdre ha tenuto in ostaggio una giovane donna per circa due ore e mezzo. Lo ha reso noto il procuratore di Nantes, Pierre Sennés. L'aggressore, durante la fuga, era entrato nell'appartamento della donna, da cui ha fatto fuoco contro i poliziotti che poi lo hanno ucciso. In precedenza aveva aggredito un altro poliziotto, protetto dal giubbotto antiproiettile.

Questa mattina una poliziotta del corpo municipale di Nantes era stata accoltellata a una coscia da un uomo che si era dato alla fuga portando con sé l'arma d'ordinanza dell'agente. La vittima è stata ricoverata d'urgenza, grave, ma non è in pericolo di vita.

Immediatamente era scattata una caccia all'uomo con oltre 240 agenti impegnati nella ricerca del sospetto tra gendarmi, tiratori scelti, unità cinofile e un elicottero. Su Twitter, la gendarmeria aveva lanciato un appello ai residenti ad "evitare la zona e rispettare strettamente le consegne". Prima era stata trovata l'auto del sospetto, incidentata. Poi lo scontro a fuoco tra l'uomo e le forze di polizia. 

L'aggressore, Ndiaga Dieye, noto alla polizia, ha sparato contro le forze dell'ordine che lo avevano localizzato colpendo tre gendarmi prima di essere a sua volta gravemente ferito. Sarebbe deceduto poco dopo, secondo fonti vicine alle indagini citate dall'Afp.

Iscritto nel fascicolo degli islamisti a rischio per la loro radicalizzazione
Ndiaga Dieye, l'uomo che questa mattina ha accoltellato gravemente una poliziotta a La Chapelle sur Erdre, era nato nel  novembre 1981 a Saint Nazaire. Era stato rilasciato dal carcere a marzo di quest'anno. Rimesso in libertà, era stato iscritto nel Registro per la prevenzione della radicalizzazione terroristica. Dieye era noto alle forze dell'ordine per molti reati commessi già durante l'adolescenza. Mentre era in carcere, era stato segnalato per diverse aggressioni contro le guardie e i compagni di cella. Nel 2016 gli era stata diagnosticata la schizofrenia. Dal 2016 praticava  l'Islam "rigoroso", riferisce la polizia francese ed era iscritto nel fascicolo degli islamisti a rischio per la loro radicalizzazione. 

Sul posto il ministro degli Interni
Sul posto anche il ministro degli Interni francese, Gerald Darmanin, che si è congratulato con i gendarmi per la cattura dell'uomo. "I gendarmi hanno neutralizzato l'individuo sospettato dell'accoltellamento dell'agente della polizia municipale di  Chapelle-sur-Erdre. Grazie a loro e un pensiero speciale ai gendarmi feriti durante questo arresto", ha scritto Darmanin su Twitter. 

La sindaca di Nantes ha espresso solidarietà alla poliziotta ferita. "Sono scioccata da un simile atto ignobile, inqualificabile, che condanno con fermezza", ha scritto, sottolineando il "momento estremamente grave" dopo che "oggi un uomo ha aggredito con un coltello una agente della polizia municipale nei locali della polizia  municipale di La Chapelle-sur-Edre", vicino Nantes. "Prendersela con  chi ci protegge quotidianamente - aggiunge - cosa c'è di più  ignobile?".  "Penso prima di tutto a questa donna, in attesa di notizie sulle sue condizioni, alla sua famiglia e ai suoi colleghi", aggiunge il  sindaco, che precisa di essere "in costante contatto con il sindaco di La Chapelle sur Edre" al quale assicura il suo "sostegno".

Il precedente
L'aggressione subita vicino a Nantes dalla poliziotta segue, di poco più di un mese, un altro accoltellamento, sempre ai danni di una agente di polizia francese. Era il 23 aprile, infatti, quando nei pressi del commissariato di Rambouillet, a una sessantina di chilometri a sudovest di Parigi, un immigrato tunisino ha accoltellato alla gola una funzionaria amministrativa di 49 anni, uccidendola. L'aggressore è stato a sua  volta ucciso dalla polizia, che gli ha sparato per fermarlo. In quell'occasione l'antiterrorismo ha aperto un'indagine e in merito all'omicidio sono state fermate tre persone ritenute legate al killer, arrivato in Francia dalla Tunisia nel 2009. Era stato regolarizzato nel 2019.

Dopo l'aggressione di Rambouillet, il ministero degli Interni francese aveva chiesto ai prefetti di rafforzare la sorveglianza e la sicurezza intorno ai commissariati. I prefetti, riferiva Bfmtv che aveva potuto visionare la circolare, venivano sollecitati a "rafforzare la vigilanza e le misure di  sicurezza intorno e all'interno dei commissariati di polizia e delle brigate della gendarmeria, in particolare per quanto riguarda gli  ingressi". Si sottolineava la necessità di "rinnovare ai funzionari di polizia e ai militari della gendarmeria le istruzioni di attenzione da osservare per la loro protezione in servizio ma anche quando liberi  dal servizio". E ai prefetti veniva anche chiesto di garantire che le misure di protezione fossero "effettivamente in atto", in particolare "nei luoghi aperti al pubblico e nei luoghi di culto".
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