EUROPA
Trieste
G20 sulla Ricerca, ministra Messa: "Fondi del Pnrr per digital skills da soli non bastano"
Offerta formativa e aspetti etici della tecnologia tra i temi affrontati dai ministri dei vari Paesi

"Ci sono i fondi nel Pnrr le 'digital skills' " ma "i soldi non bastano, bisogna cambiare l'offerta formativa e far muovere nel mondo accademico tutto quello che può "concorrere nella formazione sui temi del digitale" ha sottolineato la ministra Messa sulla carenza in Italia di competenze digitali, al termine del G20 sulla Ricerca a Trieste. "Sulle competenza dobbiamo riorganizzare e cambiare i contenuti della nostra offerta formativa e dobbiamo anche farlo in tempi rapidissimi". Messa ha anche spiegato che "se noi iniziamo ad agire oggi avremo persone formate fra 3-5-7 anni".
Etica della tecnologia
"Ci sono tanti aspetti etici sull'uso delle tecnologie digitali e sull'uso dei dati" e la "ricerca deve essere aperta", ha sottolineato dalla ministra italiana dell'Università e Ricerca, Maria Cristina Messa, parlando con i giornalisti al termine dei lavori. "Il secondo punto fondamentale e importante a livello globale sul quale abbiamo convenuto è quello relativo a come sfruttare la tecnologia digitale nel rispetto dei principi e dei valori etici" ha detto Messa. "Esistono tanti aspetti etici da quello di un uso consapevole dei dati, ma anche sul tipo di ricerca che viene fatta e che deve essere aperta: c'è un grossissimo progetto europeo sui dati pubblici" ha sottolineato Messa.
La dichiarazione finale dei ministri della Ricerca
"Promuovere lo sviluppo tecnologico incentrato sulla persona, aumentando l'accesso alla ricerca e all'istruzione superiore per tutti', affrontando il 'divario digitale' e mitigando 'i rischi di sicurezza negli ambienti digitali in modo inclusivo ed equo".
E' il punto centrale della dichiarazione finale dei ministri della Ricerca dei Paesi del G20, riuniti per la prima volta a Trieste in un incontro presieduto dal ministro dell'Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, al quale hanno preso parte anche organizzazioni internazionali quali l'Ocse e l'Unesco.
Nella 'Dichiarazione congiunta sulla valorizzazione della ricerca, dell'istruzione superiore e della digitalizzazione per una ripresa forte, sostenibile, resiliente e inclusiva' i ministri si sono inoltre impegnati a "continuare il lavoro avviato per identificare i principi etici e i valori richiesti per plasmare società inclusive, resilienti e sostenibili attraverso iniziative di scienza aperta e di educazione" e la necessità di "proteggere i diritti umani, la dignità, la privacy e i dati personali in tutto il ciclo di vita della progettazione e dell'uso dell'intelligenza artificiale e di tutte le tecnologie digitali nella ricerca, nella gestione dell'educazione, nell'insegnamento e nell'apprendimento".
Si fa anche riferimento a "produrre e condividere informazioni su ricerca e istruzione in modo aperto, sicuro e 'Fair' (Findable, Accessible, Interoperable and Reusable), rispettando i regolamenti nazionali e internazionali e osservando i principi e i valori accademici ed etici" oltre all'impegno a "promuovere la partecipazione di donne e ragazze negli studi Stem e in altre materie legate alla progettazione e realizzazione di iniziative digitali".