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MONDO

Londra intensifica attacchi in Siria e livelli di sicurezza in Gb

Gb: secondo raid aereo in Siria con 4 aerei e droni. Obiettivo il campo petrolifero di al-Omar

Seconda missione dell'aviazione britannica contro obiettivi dell'Isis in Siria. Attaccati il campo petrolifero di al-Omar e diversi pozzi marginali. "Le operazioni non saranno né brevi né semplici", ha ammonito il ministro della Difesa britannico. La cellula responsabile degli attacchi di Parigi, a cominciare da Abdelhamid Abaaoud, aveva legami con individui in Gran Bretagna e questi jihadisti risiedevano a Birmingham.  Innalzati i livelli di sicurezza a protezione della regina e dei membri della Royal Family

Buckingham Palace, residenza ufficiale della Regina d'Inghilterra
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Londra Malgrado l'Isis abbia annunciato, subito dopo l'ok della Camera dei Comuni ai raid inglesi in Siria, che la Gran Bretagna sarà il prossimo obiettivo di attacchi terroristici, l'attività militare in Medio oriente prosegue a pieno regime.

Il ministro della Difesa della Gran Bretagna, Michael Fallon ha annunciato una seconda missione di bombardamento dell'aviazione britannica contro obiettivi dell'Isis in Siria. Così come è avvenuto l'altro ieri all'esordio delle operazioni, è stato attaccato il campo petrolifero di al-Omar che si estende alle porte di Deir Ezzor, capoluogo dell'omonima provincia orientale, una delle roccheforti principali dell'auto-proclamato califfato.

Al-Omar è uno degli impianti estrattivi più vasti del Paese, probabilmente il più produttivo, ed è controllato, dal luglio 2014, dai jihadisti  che si servono del greggio venduto di contrabbando per finanziarsi. Colpiti anche diversi pozzi marginali.

Il ministro Fallon, in visita nell'enclave di Akrotiri a Cipro, ha spiegato che i raid sono partiti proprio da tale base militare, e che vi hanno preso parte due caccia Tornado e per la prima volta altrettanti Eurofighter Thyphoon giunti in zona operativa soltanto da meno di 48 ore, subito dopo il via libera del Parlamento di Londra, oltre a droni del tipo Mq-9 Reaper.

"Le operazioni non saranno né brevi né semplici", ha ammonito il ministro davanti a una platea di duecento avieri. "Ci stiamo confrontando con un nemico di tipo nuovo, che non avanza richieste e non prende ostaggi, che non vuole trattare, che non si oppone a ciò che facciamo ma a ciò che siamo". Comunque, ha concluso, "faremo il possibile per minimizzare il numero delle vittime civili". 

Preoccupano intanto le indiscrezioni pubblicate dal Guardian, che ha ripreso e ampliato quelle del Wall Street Journal. Secondo il quotidiano la cellula responsabile degli attacchi del 13 novembre a Parigi, a cominciare dal suo defunto leader Abdelhamid Abaaoud, aveva legami con individui in Gran Bretagna sospettati di appartenere a una rete clandestina europea facente capo all'Isis, rete che sarebbe quindi più ampia di quanto ipotizzato. Questi jihadisti risiedevano a Birmingham, la seconda città del Paese, e sono per lo più di origini marocchine, proprio come Abaaoud. 

Un altro degli attentatori, che il giornale britannico però non identifica, nel corso del 2015 si recò sia a Londra che a Birmingham, dove "incontrò persone che si suppone avessero l'intenzione e le risorse per pianificare un atto di terrorismo nel Paese, o per contribuire a realizzarlo": i 'contatti' dell'anonimo jihadista sono adesso oggetto di un'inchiesta affidata all'Mi5, il controspionaggio, e all'anti-terrorismo.

In pratica alle indiscrezioni della stampa britannica vi sarebbe la conferma di Marcus Beale, comandante aggiunto della polizia della regione inglese di West Midlands, che ha affermato di essere a conoscenza di tali elementi, aggiungendo che i suoi uomini stanno collaborando tanto con Scotland Yard e le autorità nazionali quanto con gli inquirenti belgi e francesi "per affrontare qualunque minaccia riguardante il Regno Unito" dove, ha spiegato, "l'eventualita' è classificata di livello quattro, vale a dire considerata altamente probabile".

Alle minacce dell'Isis e agli avvertimenti dei servizi segreti europei e statunitensi, la Gran Bretagna risponde con un innalzamento dei livelli di sicurezza a protezione della regina e dei membri della Royal Family più in vista. Lo rivela il Daily Telegraph secondo il quale il più esposto sembra essere il principe Harry, quinto in linea di successione al trono, per il suo impegno, in qualità di ufficiale dell'esercito, per ben due turni di combattimento in Afghanistan.

 Il controspionaggio (Mi5) e i responsabili della sicurezza della famiglia reale (i 400 uomini dell'unità 'Special Protection 14' o 'SO14') stanno riconsiderando tutti gli appuntamenti di ogni membro della famiglia, nel Paese e all'estero, partendo dal principio di annullare quelli non indispensabili. Tra gli impegni valutati, ma di cui la cancellazione è improbabile, c'è il viaggio nell'ex gemma dell'Impero, l'India, dei duchi di Cambridge, William e Kate, previsto la prossima primavera.

I momenti più a rischio sono rappresentati dagli spostamenti da un punto ad un altro nel corso delle cerimonie. Tra le disposizioni già adottate c'è quella di sostituire le automobili più visibili, come la vecchia Rolls-Royce usata dal principe di Galles, Carlo, con piu anonime Range Rover blindate.
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