MONDO
Dopo le elezioni
Gb, si dimettono i due capi dello staff di Theresa May
Merkel: "Negoziati rapidi e nel rispetto di scadenze"

Secondo il quotidiano, le dimissioni sono state chieste direttamente dal primo ministro dopo le forti pressioni arrivate nelle ore successive al voto da ambienti conservatori.
Timothy, uno dei due influenti e odiati consiglieri della May che ha lasciato il suo incarico, ha scritto una nota in cui si è assunto la responsabilità del contestato manifesto elettorale della May. Ma ha aggiunto che "continuo a pensare che quel manifesto costituisca un onesto e forte programma di governo". Il consigliere di Downing street ha polemizzato con gli articoli dei giornali, definiti "bizzarri", sul suo ruolo nella stesura del manifesto elettorale che riguardano l'inclusione: "Tema - aggiunge Timothy - che è stato soggetto a molti mesi di lavoro a Whitehall, e non è un mio progetto personale". Molto più stringato e secco il congedo della Hill: "E' stato un piacere servire il governo e lavorare con un così eccellente primo ministro. Non ho dubbi che Theresa May continuerà a servire e lavorare duro come primo ministro e lo farà in maniera
brillante".
L'attacco a Hill e Timothy da parte di ambienti conservatori fin dalle prime ore successive al voto, si era concretizzato in una lunga dichiarazione di Katie Perrior, ex direttore della comunicazione di Downing street che accusava i due di avere un approccio "scortese, infantile e abusivo". Non pochi deputati conservatori avevano chiesto un cambio di passo della May, a cominciare dall'allontanamento dei due potenti consiglieri che hanno di fatto guidato la campagna elettorale del primo ministro. Campagna disastrosa considerando che la May aveva deciso di chiamare i cittadini britannici alle urne per rafforzare la sua maggioranza in vista di Brexit e si è trovata invece a perdere consensi e seggi.
Perrior, ha detto al Times che "non potrò mai capire e come ha fatto May a perdonare il loro comportamento, chiudendo gli occhi e non capendo quanto distruttivi potessero essere. Mi ha sempre sconvolto il modo in cui due persone, mai elette da nessuno, potessero mancare tanto di rispetto ai membri del gabinetto. Non li ho mai odiati, ma sono dispiaciuta per come hanno misurato il loro successo sulla base di quanti nemici si fossero fatti". L'ex portavoce del governo racconta al Guardian di una "atmosfera di paura" durante le riunioni del mattino con Timothy e Hill e aggiunge che i due consiglieri di May inviavano sms ingiuriosi e aggressivi anche agli stessi membri del governo".
Bbc: ex ministro Barwell nuovo capo staff
Dopo la conferma dei cinque ministri più importanti del suo governo - Esteri, Interni, Difesa, Tesoro e Brexit - la premier Theresa May non annuncerà nessun altro nome, per oggi. Lo apprende il Guardian. Bbc ha invece reso noto che l'ex parlamentare ed ex ministro dell'Edilizia, Gavin Barwell, è stato nominato da Theresa May nuovo capo del suo gabinetto.
Merkel: "Negoziati rapidi e nel rispetto di scadenze"
La Germania vuole un negoziato "veloce" e puntuale sull'uscita della Gran Bretagna dall'Ue. A dirlo è stata Angela Merkel, che nel corso di una viaggio in Messico ha precisato la posizione di Berlino dopo che, sulla scia dei risultati elettorali a Londra, dalla stessa Commissione europea era stata ventilata l'ipotesi di un rinvio dell'inizio della Brexit. "Dal punto di vista del governo federale e in qualità di paese membro dell'Ue - ha sottolineato il cancelliere tedesco - siamo pronti. Vogliamo che si svolgano rapidamente, e nel rispetto del calendario".
"Abbiamo atteso i risultati elettorali in Gran Bretagna, ma nei prossimi giorni questi negoziati avranno inizio", ha voluto ricordare Merkel, che promette di "difendere gli interessi di 27 paesi", così come Londra "difenderà i propri". "Al tempo stesso - ha concluso la cancelliera - vogliamo restare un partner della Gran Bretagna che fa parte dell'Europa anche se non più dell'Ue".