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ECONOMIA

Gentiloni visita lo stabilimento Avio di Colleferro: "l'Italia ce la può fare"

Il premier: "le notizie degli ultimi giorni lasciano intravedere previsioni di una crescita maggiore e aziende come Avio sono un segnale positivo per i lavoratori, ma c'è ancora molto da fare"

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Sono previsioni da "lancio spaziale" quelle relative al Pil dell'Italia, comunicate di recente dal Fondo Monetario Internazionale che a gennaio aveva previsto per quest'anno un +0,7%, mentre a giugno è cresciuto al +1,3%. “E' una bella crescita dal punto di vista della previsione di una istituzione come il Fmi". Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni che questa mattina ha visitato gli stabilimenti della Avio, azienda aeronautica e aerospaziale a Colleferro.
 
Il Presiente del Consiglio ha avuto modo di vedere gli impianti nei quali vengono costruiti i lanciatori europei Ariane 5 e Vega e il motore innovativo destinato ai futuri lanciatori dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) Vega C e Arianr 6. Ad accoglierlo il sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, l’amministratore delegato della Avio Giulio Ranzo e il presidente Roberto Italia.  "Mi avete fatto scoprire un gioiello italiano a due passi da Roma. Grazie per quel che fate e per la tecnologia che state sviluppando. Sono consapevole e affascinato che viviamo una diversa fase della corsa nello spazio”.
 
Il premier ha sottolineato dunque, non solo la crescita del Pil, ma anche la posizione di avanguardia che il Paese ricopre nel campo dell’aeronautica. Rivolgendosi agli operai e agli ingegneri ha affermato che aziende come queste, che continueranno ad assumere nei prossimi mesi, incoraggiano i lavoratori come chi svolge azione di governo.
 
Un segnale più che positivo che fa ben sperare. “L’Italia ce la può fare”, ha dichiarato il premier,  nonostante il lavoro da fare sia ancora enorme e nonostante le grandi cifre non sempre si traducono in risposte immediate per le famiglie e in lavoro per i giovani.
 
In materia di sicurezza e difesa europea, il premier ha poi ricordato l’entusiasmante impegno comune a cui Italia, Francia, Germania e gli altri partner europei hanno aderito, aggiungendo che "l’Italia intende sviluppare i passi avanti fatti negli ultimi mesi". 
 
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