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EUROPA

Un milione e 800mila elettori

Germania, si vota in Sassonia-Anhalt. Occhi puntati sull'estrema destra dell'Afd

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Seggi aperti dalle 7 di questa mattina in Sassonia-Anhalt per le elezioni nel Land centro-orientale tedesco che sono un test sullo stato di salute della Cdu di Angela Merkel e delle ambizioni nazionali dell'estrema destra dell'AfD.

Un milione e 800mila elettori sono chiamati alle urne Reiner Haseloff, al timone del Land ex Ddr dal 2011, punta alla rielezione per quello che, ha assicurato sarà il suo terzo e ultimo mandato. Ma l'ultradestra dell'Afd rischia di togliere la palma di prima forza politica della regione alla Cdu di Angela Merkel che governa insieme ai socialdemocratici e ai Verdi. Stando agli ultimi sondaggi, la Cdu riuscirebbe a difendere il podio con il 28,3% dei consensi, con l'Afd che incalza al 24,3%, praticamente lo stesso risultato di cinque anni fa.

Rispetto al voto del 2016 risulta in forte calo la Linke, il partito della sinistra, all'11,2%, rimane ferma al 10,3% la Spd, crescono di 3,5 punti i Verdi all'8,7%, in aumento anche i liberali dell'Fdp al 7,2%. 

Quel che va in scena è "il nuovo muro" che divide Est e Ovest del Paese, a oltre 30 anni dalla riunificazione tedesca. Ed e' proprio la forza nazional-populista dell'Afd il marchio di fuoco che corre lungo quella che un tempo era la cortina di ferro: da una parte l'ultradestra molto forte nell'ex Ddr soprattutto a scapito di una Cdu in piena crisi d'identità nell'ultimo tratto dell'era merkeliana, dall'altra il boom dei Verdi a sognare persino la conquista della cancelleria alle elezioni federali fissate per il 26 settembre.

Non a caso a Berlino si stanno seguendo con il fiato sospeso i rilevamenti demoscopici in Sassonia Anhalt. Il problema è che i sondaggi non sono omogenei: ha fatto furore quello dell'istituto Insa di una settimana fa, che vedeva l'ultradestra acchiappare il sorpasso sulla Cdu, al 26% contro il 25%.

Le implicazioni sono ovvie: con una Afd primo partito, potrebbero venire meno i numeri dell'attuale coalizione cosiddetta "Kenia" (dal colore dei partiti che la compongono), ossia Cdu più Spd e Verdi, che per fermare l'avanzata dell'ultradestra potrebbe essere costretta ad allargarsi ai liberali, se questi supereranno la soglia del 5%. Sul piano nazionale, una sconfitta dei cristiano-democratici - già notevolmente lacerati al proprio interno - rappresenterebbe ovviamente un pessimo viatico per le urne nazionali di fine settembre e per le speranza del loro leader, Armin Laschet, di conquistare la cancelleria. Allargando ulteriormente il quadro, lo spettro che incombe dal voto in Sassonia Anhalt è l'avanzata dell'ultradestra, che all'Est vanta una forza almeno doppia rispetto all'Ovest: l'Afd supera ampiamente il 20% dei consensi in Turingia, corre per essere primo partito in Sassonia, supera la Cdu in Brandeburgo ed e' con ampio margine terzo partito in Meclemburgo. 

Un'affermazione che pare lo speculare opposto del boom dei Verdi di Annalena Baerbock nei Laender occidentali, dove fanno premio le tematiche climatiche e quelle legate all'innovazione, mentre nell'ex Ddr prevalgono i temi sociali e qualche volta quelli 'sempreverdi' dei migranti. Vedere per credere i sondaggi nazionali divisi tra "le due Germanie" dall'istituto Forsa: la differenza non potrebbe essere piu' clamorosa. A Ovest il primo partito è quello dei Verdi con il 26% dei consensi, inseguiti per un solo punto dalla Cdu/Csu al 25%, mentre i socialdemocratici arrivano al 15% a pari merito con l'Fdp, laddove l'Afd non va oltre il 7% e la Linke sprofonda al 4%.

Molto diverso lo scenario nei Laender dell'Est, dove l'ultradestra con il 21% dei consensi sta a soli due punti di distanza della Cdu, al 23%. Qui i Verdi non vanno oltre il 12%, stessa percentuale peraltro raggiunta dall'Spd, mentre la Linke li supera ambedue al 13% e i liberali toccano il 10%.

Non sorprende dunque poche ore prima dell'apertura dei seggi, il segretario generale della Cdu, Paul Ziemiak, ha lanciato l'appello a "unirsi" dietro il governatore uscente della Sassonia Anhalt pur di impedire il successo dell'ultradestra: "Ogni voto per Reiner Haseloff è un voto contro l'Afd. Abbiamo bisogno di una rivolta democratica contro gli estremisti di destra".

Di contro, il capo organizzativo dell'Spd, Lars Klingbeil, punta il dito proprio sulla Cdu, accusata di aver "abbracciato" l'Afd. Secondo l'esponente socialdemocratico, "l'Unione Cdu/Csu ad oggi non ha alcuna strategia per contenere l'ultradestra. Haseloff mantiene le distanze, ma nelle seconde file la realtà è tutta un'altra".

Il riferimento è a diverse realtà locali, dove tra i cristiano-democratici non mancano le tentazioni di aprire le porte all'Afd. Una realtà che sembra stridere con le ultime dichiarazioni di Laschet, che ha parlato di una Cdu che sarebbe un "muro di fuoco" contro l'espansione dell'ultradestra. Non e' d'accordo il politologo Wolfgang Schroeder, che imputa alla Cdu una la "mancanza di senso di orientamento" nei Laender dell'Est.

Consapevoli del fatto che in Sassonia Anhalt risulta ancora molto alto il numero degli indecisi alle urne, qualcuno a Berlino ricorda le parole d'ordine ripetute ogni anno dai leader dell'Afd: "All'est scriviamo la storia", quella che si gioca al di qua di quella che un tempo fu la cortina di ferro è "una partita con il destino". 
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