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MONDO

Nadja Kriewald

Giornalista sulla nave libica: morta anche una bimba, la mamma ha continuato a stringerla

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C'è anche una bimba tra le vittime del naufragio del gommone soccorso lunedì dalla Guardia Costiera libica. Nessuno se ne era accorto "perché la mamma ha continuato a stringerla tra le braccia durante la traversata in gommone, fingendo che fosse viva: non voleva che venisse gettata in mare".

La giornalista tedesca di N-tv Nadja Kriewald era a bordo della nave libica al momento del salvataggio. Ed era lì quando la terza vittima del drammatico naufragio è stata scoperta, ormai sulla nave, sempre tra le braccia della madre. Era una bambina della Costa d'Avorio.   

La reporter ha raccontato all'Ansa quei drammatici momenti ed anche che le operazioni di soccorso sono state in realtà due. "Noi siamo arrivati sul luogo del naufragio alle 22 - ha spiegato - ma il capitano della nostra imbarcazione mi ha detto che un paio d'ore prima c'era stata un'altra missione nella stessa porzione di mare da parte di un'altra motovedetta della guardia costiera libica".   

Quel che è certo, ha assicurato, è che delle 165 persone tratte in salvo, tra cui 34 donne e 12 bambini, "nessuna si è rifiutata di essere salvata, forse erano delusi di essere stati salvati da una nave della marina libica e non da una europea ma sapevano che sarebbero morti di sete se fossero rimasti più a lungo in quel gommone".   

"Ho parlato con un ragazzo del Mali - ha proseguito -  visto che a bordo ero l'unica a sapere il francese, e lui mi ha detto che grazie a Dio nessuno era morto a bordo, nessuno si era accorto che la bambina fosse morta". Alla domanda se qualcuno possa essere rimasto in acqua, Kriewald ha risposto: "Non posso escluderlo al 100%, non ho controllato, ma non credo".
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