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ITALIA

Scontro toghe-politica

Giustizia, Legnini: "I magistrati non devono partecipare a campagne politiche"

 "C'è un divieto a partecipare a campagne politiche per i magistrati - spiega il vice presidente del Csm - C'è invece un diritto a esprimere opinioni. Questo referendum si è caricato di significato politico, ci sono ragioni per avere più cautela"

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"Esiste il diritto del magistrato a esprimere un'opinione su referendum o riforme, ma c'è un divieto a partecipare alle campagne politiche. Il referendum costituzionale, secondo il procuratore Spataro, non è competizione politica, ma ha a che fare con la Costituzione.
Io su questo sarei più cauto. I partiti hanno approvato quella riforma, e le correnti della magistratura potrebbero trovarsi al fianco dei partiti nella competizione elettorale". Lo ha detto il vice presidente del Csm, Giovanni Legnini, commentando l'intervento del Procuratore della Repubblica di Torino, Armando Spataro in cui rivendica "il diritto-dovere di schierarci".

Caso Morosini? Sanzioni non spettano al Csm
Sul caso del membro del Csm Piergiorgio Morosini, che in una intervista, poi smentita, avrebbe duramente criticato il presidente del Consiglio Matteo Renzi sottolineando, in riferimento al referendum istituzionale, e a un suo convinto 'no' sul quesito, che il premier "andava fermato", Legnini sottollinea: "Non sarà domani, ma martedì o mercoledì l'incontro chiesto dal ministro Orlando" per discutere di questo caso. E spiega: "non esiste un potere di convocazione da parte del ministro della Giustizia. Su un'eventuale azione disciplinare l'iniziativa non spetta al Csm, ma al Procuratore generale della Cassazione o al ministro, a noi invece tocca giudicare". E conclude: "In plenum Morosini ha smentito, io non so se quelle parole sono riferibili a lui. Chiunque le pronunci, per me sarebbero inaccettabili". 

Riforma prescrizione necessaria. Si farà a breve
"E' necessaria una riforma della prescrizione - dice ancora Legnini - devo prendere atto che il ministro Orlando si è impegnato affinchè questa riforma, finalizzata a riparare gli errori della ex Cirielli, si farà a breve. E' una necessità per il nostro Paese, non possiamo permetterci che 100mila processi e più muoiano", sottolinea il vice presidente del Csm. "Io penso che si debba approvare al più presto", aggiunge.

No a clima infuocato e di accuse reciproche
"Sono preoccupato che generalizzazioni e toni eccessivi ed alti possono determinare un clima che allontana le soluzioni dei problemi della Giustizia. In un anno e mezzo stiamo affrontando una fase di straordinario lavoro, di autoriforma, di innovazione - dice ancora Legnini - il Parlamento è impegnato in un complesso articolato di riforme. Non abbiamo bisogno di determinare quel clima infuocato di reciproche accuse che rischia di collocare in secondo piano il lavoro che serve per vincere una grande battaglia nel nostro Pese: quella di una Giustizia efficiente, equa nell'interesse dei cittadini e della società".
 
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