ITALIA
La questione è stata sollevata dal vice presidente del Csm, Legnini
Mala giustizia:ministro Orlando chiede ispezione a Napoli per decine migliaia di sentenze ineseguite
Il vice presidente del Csm, Giovanni Legnini dopo un incontro con i responsabili degli uffici giudiziari sulla carenza di personale amministrativo, ha detto che "nel Distretto di Napoli restano ineseguite attualmente 50mila sentenze definitive, 30mila delle quali di condanna e 20mila di assoluzione". Il ministro Orlando chiede immediatamente un'ispezione ministeriale

A sollevare la questione è stato oggi il vice presidente del Csm, Giovanni Legnini che incontrando i giornalisti a Napoli dopo un incontro con i responsabili degli uffici giudiziari sulla carenza di personale amministrativo, ha detto che "nel Distretto di Napoli restano ineseguite attualmente 50mila sentenze definitive, 30mila delle quali di condanna e 20mila di assoluzione".
Dodicimila delle 50mila sentenze definitive non eseguite - hanno precisato fonti del Csm - riguardano persone da arrestare. Ai provvedimenti restrittivi si uniscono - ha sottolineato il procuratore generale di Napoli Luigi Riello - i mancati sequestri di beni.
Durissimo anche l'intervento, a un dibattito sul processo penale, del presidente dell'Anm Piercamillo Davigo,che ha definito le aule di giustizia in Italia dei "suk Arabi", l'opposto di quel che accade negli altri Paesi europei e negli Stati Uniti dove le udienze vengono celebrate in "religioso silenzio". Secondo il presidente dell'Anm questo mette in risalto la distanza tra l'Italia e il resto del mondo occidentale. Altrove, il processo è "una cosa seria, tant'è che il 90 per cento degli imputati si dichiara colpevole e sceglie i riti alternativi";invece "in Italia c'è sempre la speranza di non scontare la pena". Ed è proprio la prospettiva di sfuggire alla pena che in Italia non può far decollare i riti alternativi,un fenomeno a cui contribuisce anche il frequente ricorso all'amnistia: "in 50 anni sono stati 35 provvedimenti", nota Davigo. E se si abbassasse il quorum , come chiede una proposta di legge del senatore Manconi, "rinunceremmo definitivamente alla speranza che qualcuno patteggi". Il risultato di questa situazione è che "continuiamo a fare un numero sterminato di processi , molti di più che negli altri Paesi".