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TECH

Bando per 104 giovani interessati al Made in Italy

Google, borse studio per giovani "digitalizzatori"

Google e Unioncamere cercano giovani per uno stage di sei mesi presso piccole e medie imprese: obiettivo far emergere le eccellenze del Paese in Italia e all'estero

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di Celia Guimaraes Google ha 104 borse di studio pronte per giovani "digitalizzatori". Il bando di concorso, annunciato oggi, prevede che i ragazzi laureati o in procinto di diventarlo, possano operare per 6 mesi all’interno di più di 50 Camere di Commercio con il compito di affiancare le piccole e medie imprese nel percorso verso la digitalizzazione. 

Si tratta del terzo step di Google per la promozione delle eccellenze del Made in Italy, presentato qualche mese fa dal presidente Eric Schmidt, a Roma.

I giovani selezionati riceveranno una borsa di studio di 6.000 euro e, dopo un training formativo realizzato da Google e Unimercatorum, aiuteranno le imprese nei territori di appartenenza a sfruttare le opportunità offerte dal web per far conoscere, nel mercato interno e a livello internazionale, le eccellenze del Made in Italy.

Diego Ciulli, Senior Policy Analist di Google, lavora a questo progetto fin dalle prime fasi, e, intervistato in esclusiva per Rainews, ci ha spiegato che Mountain View ci tiene molto. "E' un progetto che vede insieme le piccole e medie imprese e il ministero dell'agricoltura, partito con la piattaforma sulle eccellenze del Made in Italy, che è proseguito con la diffusione delle competenze digitali". In pratica, nella seconda fase, sono stati coinvolti gli imprenditori che, su iniziativa volontaria, sono entrati a far parte della piattaforma sulle eccellenze. “C'è stato anche molto interesse da parte delle università”, ha aggiunto Ciulli.

Adesso, con la pubblicazione del bando di gara (pubblico e aperto a tutti i giovani con i requisiti), il progetto entra nella terza fase, quella più ambiziosa, che si propone di coinvolgere i giovani, formarli e utilizzare le loro competenze, in particolare nei territori di provenienza.

“Le domande per le borse di studio vanno fatte online e riguardano 52 territori, non necessariamente sono rivolte a giovani con competenze tecniche o tecnologiche. Fondamentale è la laurea, così come è fondamentale la conoscenza approfondita del territorio dove si intende lavorare”, ha precisato ancora Ciulli.

Google, prima di dar vita a questa terza fase del progetto Made in Italy ha fatto una sorta di test in 20 località e, nel cento per cento dei casi, i partecipanti sono stati assunti dalle imprese. "Uno studio recentissimo dell'università di Lovanio ha rivelato che, per ogni posto creato sul digitale, si generano 4,3 posti nell'indotto. Ecco perché l'impegno di Google per portare le eccellenze italiane nel mondo grazie al web continuerà sicuramente anche nel futuro”, ha concluso.
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