POLITICA
Interviste al Corriere e a La Stampa
Governo, Di Maio: "Stanco di litigare". Salvini: "Solo litigi? A un certo punto si divorzia"
I due vicepremier si dicono stanchi dei litigi all'interno della maggioranza e disposti ad andare avanti con il governo "se si fanno le cose", ma poi ciascuno su giustizia, autonomia e flat tax rivendica le proprie, diverse, posizioni

Salvini: "Se si sta insieme solo per litigare si divorzia"
Su quello che chiedono i cittadini sembra concordare Matteo Salvini che intervistato dal quotidiano La Stampa torna sulle tensioni interne al governo. "Aprile, maggio, giugno, luglio: sono quattro mesi di beghe, polemiche, attacchi da parte di tutti, Toninelli, Bonafede, Di Battista, Di Maio, la Lezzi. Io sono stufo, e vabbé, ma inizia a stufarsi anche la gente". Staccare la spina? "La spina - spiega il vicepremier - si stacca se si litiga soltanto. Noi facciamo anche delle cose e delle cose buone. Però confesso che faccio sempre più fatica. Se gli attacchi vengono dalla sinistra, fa parte del gioco. Se arrivano dagli alleati, è grave". Il giornalista gli chiede cosa gli dia più fastidio. "Che si dica sempre "no" e si cerchi sempre di bloccare tutto", risponde. "A parte il clima deteriorato degli ultimi quattro mesi, rifarei la scelta che ho fatto un anno fa. Il governo potrà andare avanti a lungo o poco, ma ha fatto anche cose buone", sottolinea il vicepremier parlando del governo al passato. E quando il giornalista glielo fa notare replica: "A un certo punto se si sta insieme solo per litigare, si divorzia. Vedremo".
Il ministro dell'Interno ha poi commentato le parole della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen che si è detta disponibile a un nuovo patto sui migranti e a ridiscutere il trattato di Dublino "sarebbe auspicabile", dice Salvini, sicuramente "un segnale positivo" da parte dell'Ue. "Mi auguro solo che non sia un modo per la coppia Francia-Germania di cambiare la forma e lasciare intatta la sostanza, cioé che i migranti che arrivano in Italia ci restano".