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ECONOMIA

Presidente Eurogruppo: "Programma aiuti scade il 30 giugno"

Grecia, è rottura tra Eurogruppo e Atene: "No alla proroga degli aiuti fino al referendum"

I hanno discusso senza Atene - che ha lasciato il tavolo dei negoziati - il piano B, ossia la gestione del default della Grecia dopo il 30 giugno. Varoufakis: danneggiata la credibilità dell'Eurogruppo. Oggi direttorio Bce. Il ministro tedesco Schauble: "Probabile che Atene nei prossimi giorni finirà in una situazione difficile ma resta parte dell'Eurozona e dell'Europa"

Jeroen Dijsselbloem
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Bruxelles Il 30 giugno è la deadline, non si va oltre. Il programma di aiuti alla Grecia "per quanto triste, si concluderà quindi martedì sera", data ultima per rimborsare la rata da 1,6 miliardi al Fmi. Lo dice il presidente dell'Eurogruppo Dijsselbloem durante una conferenza stampa a Bruxelles dopo l'interruzione dei lavori del vertice finanziario perché Atene ha lasciato il tavolo dei negoziati. Il numero uno dell'Eurogruppo è netto: "L'Eurozona - dice - deve mantenere la credibilità". O riforme e aiuti, oppure niente. Ultima chiamata, quindi, per Atene che aveva chiesto ai ministri finanziari dell'Eurozona di prorogare il programma di aiuti fino al 5 luglio, ossia fino al giorno del referendum sulle proposte dei creditori. Ma la risposta dell'Eurogruppo, che è tornato a riunirsi senza la Grecia "per prepararsi a tutto quello che è possibile fare per preservare la stabilità e la solidità dell'Eurozona", è stata negativa.

Il ministro tedesco Schaeuble: la Grecia resterà parte dell'Eurozona
Per il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang 
Schaeuble, che ha parlato al termine della riunione dell'Eurogruppo senza Atene, è probabile che il Paese ellenico "nei prossimi giorni finirà in una situazione difficile" ma "resta parte dell'Eurozona e dell'Europa". Schaeuble ha aggiunto che i Paesi dell'Eurozona faranno "tutto il possibile per aiutare la Grecia in una situazione difficile" e che "faremo di tutto per combattere ogni possibile contagio". Il commissario Ue agli Affari economici Moscovici: "L'Eurozona continua a esistere e ha 19 membri". 

Padoan: situazione della Grecia colpa del governo di Atene
Per il ministro dell'Economia Padoan "non è l'Europa che non è stata capace di trovare per la crisi greca, ma piuttosto sono le scelte del governo greco che non sono a mio avviso adeguate alle necessità della Grecia". "L'Europa, al contrario - ha sottolineato Padoan – sta dimostrando una grande coesione e sta facendo di tutto non solo per mantenere l'integrità della zona euro, ma per rafforzarla". Quanto all'atteggiamento del governo nel negoziato con la Grecia, il ministro ha riferito che "l'Italia ha continuato ad avere in tutte queste riunioni un atteggiamento il più possibile favorevole al mantenimento di un dialogo, che in questo momento purtroppo si è interrotto". In questo momento, ha concluso, "la decisione è in mano al governo greco". 

Eurogruppo: più forti per limitare conseguenze
Nel comunicato finale dei 18 ministri delle Finanze senza Varoufakis, si sottolinea che "la fine dell'accordo finanziario dell'Efsf (il Fondo europeo di stabilità finanziaria, ndr) con la Grecia, senza la prospettiva immediata di un successivo accordo, richiederà misure da parte delle autorità greche, con l'assistenza tecnica delle istituzioni, per salvaguardare la stabilità del sistema finanziario greco. L'Eurogruppo - continua il documento - controllerà da vicino la situazione economica e finanziaria in Grecia e rimane pronto a riunirsi per prendere le decisioni appropriate se necessario, nell'interesse della Grecia come paese dell'Eurozona". Infine, "restiamo pronti ad assistere e sostenere la Grecia e il popolo greco se richiesto, in seguito alla fine dell'accordo finanziario con l'Efsf".

Il piano B e la gestione del default
"Il governo greco - ha detto il presidente dell'Eurogruppo Dijsselbloem - ha rifiutato le proposte dei ministri dell'Eurozona che hanno fatto uso di tutta la flessibilità possibile. Il processo non è concluso, la Grecia l'ha interrotto e sta sottoponendo l'ipotesi del referendum al popolo greco con una opinione negativa, cosa che noi consideriamo scorretta". Dijsselbloem ribadisce che i rappresentanti dell'Ue sono "ancora disponibili a sostenere la Grecia che però deve garantire un piano credibile e una assunzione di responsabilità". I ministri, dopo la ripresa dell'Eurogruppo, stanno discutendo di come gestire il prossimo default di Atene, inevitabile quando martedì non potrà pagare 1,6 miliardi dovuti al Fmi, possibilmente in modo "ordinato", e di come "garantire la stabilità finanziaria dell'Eurozona" facendo "qualunque cosa sia necessario", secondo quanto dichiarato dal presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem. Dopo la proposta da parte dei creditori istituzionali di prorogare l'attuale programma di salvataggio di 5 mesi in cambio di riforme e il 'no' di Atene, che ha parlato di ultimatum e ricatti non attuabili, si lavora quindi a un piano B come ha fatto intendere il ministro delle finanze finlandese Alexander Stubb all'arrivo all'Eurogruppo straordinario. Con la "decisione molto triste" dei greci (di indire un referendum sulle proposte dei creditori, ndr) "ora il piano B procede molto velocemente, e diventa il piano A".

Varoufakis: "Danneggiata la credibilità dell'Eurogruppo"
La decisione dell'Eurogruppo di non accettare la richiesta di Atene di estendere il programma di aiuti per alcune settimane "danneggia la credibilità dell'Eurogruppo e il danno potrebbe essere permanente", ha dichiarato il ministro delle Finanze ellenico Varoufakis, al termine dell'Eurogruppo, che ha ripreso intorno alle 18 i lavori e ha finito poco prima delle 20 di ieri senza di lui. "Ho spiegato ai colleghi dell'Eurozona perché non potevamo accettare le proposte", ha aggiunto il ministro, "i termini dell'accordo erano recessivi, i numeri dei finanziamenti non tornavano e non c'erano elementi che suggerissero che il piano avrebbe posto fine alla crisi". Poco prima il ministro greco aveva detto che la "possibilità che la Grecia vada o meno in default sugli 1,6 miliardi di euro da versare al Fondo Monetario Internazionale entro il 30 giugno dipende dalla "flessibilità" dei creditori. Varoufakis aveva inoltre chiesto che la restituzione degli 1,9 miliardi di euro di interessi che la Bce ha maturato sui bond greci detenuti così da poter rimborsare l'istituto di Washington". 

Tsipras: "Il popolo greco sopravviverà". Poi critica l'Fmi
Secondo quanto riportano fonti del governo ellenico, Alexis Tsipras in un colloquio telefonico con la cancelliera tedesca Merkel e il presidente francese Hollande avrebbe detto che "qualsiasi decisione l'Eurogruppo prenderà, il popolo greco avrà ossigeno fino alla prossima settimana e sopravviverà". Tsipras ha sottolineato ai suoi interlocutori che "la democrazia è un valore basilare in Grecia e che il referendum si terrà qualsiasi cosa l'Eurogruppo decida". Poi ha affermato: a rendere difficile un accordo è l'insistenza dei creditori per coinvolgere il Fondo monetario internazionale nel piano di salvataggio della Grecia.

Oggi direttorio Bce sulla crisi greca
Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea, riferiscono fonti vicine alla questione, dopo che da Bruxelles si è appreso della drastica accelerazione registrata sulla fuga dei depositi, si riunirà oggi per teleconferenza per decidere il da farsi sulle quattro grandi banche della Grecia sulle quali ha il potere di vigilanza. A seguito dell'incontro avvenuto a Bruxelles con il presidente della Bce, Mario Draghi, il vicepremier ellenico, Yanis Dragasakis, e il portavoce del governo di Atene per gli affari economici, Euclid Tsakalatos, "continueranno a lavorare a stretto contatto con la Bce e la Banca di Grecia per la stabilita' del sistema bancario del Paese".
 
La coda agli sportelli: ieri ritirati 700 milioni
Ma da lunedì che cosa potrebbe succedere? Formalmente la Grecia è sotto la copertura europea fino al 30 giugno. E fino a ieri stava negoziando una possibile proroga di 5 mesi agli aiuti. Ma poi il premier Alexis Tsipras ha colto tutti di sorpresa annunciando un referendum sulle proposte Ue per domenica 5 luglio. Una mossa che ha ricevuto un'accoglienza gelida da parte dell'Eurogruppo. E così un crescente numero di greci si è precipitato a ritirare contanti ai bancomat, nel timore che a breve la situazione possa precipitare. Le banche greche continuano ad avere accesso ad un meccanismo di liquidità di emergenza della Bce, chiamato Ela e gestito dalla Banca centrale nazionale. Tuttavia se martedì, come è ormai altamente probabile, Atene non dovesse risarcire una maxi rata da 1,6 miliardi di euro al Fondo monetario internazionale, la Bce potrebbe decidere di chiudere questo canale. E a quel punto i contanti finirebbero praticamente all'istante. Nella sola giornata di sabato dalle banche elleniche sono stati ritirati fondi per 700 milioni di euro, a quanto si apprende da Bruxelles. Solitamente invece, in un normale fine settimana vengono prelevati circa 30 milioni di euro. 

 
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