ECONOMIA
Il premier Samaras candida l'ex commissario Ue Dimas
In Grecia spaventano le elezioni anticipate. Atene crolla a - 13% e si porta dietro l'Europa
Giù quasi tutti i listini Ue. Per eleggere il presidente della Repubblica servono 180 voti, ma il governo di unità nazionale di Samaras può contare solo su 155 voti. Favorito il partito di sinistra di Tsipras che ha già avvertito: se vinciano dichiareremo nulli gli accordi con la troika Ue-Fmi-Banca mondiale

Dalla Grecia arriva quindi sull'Eurozona uno tsunami. La paura degli investitori è che Syriza, il partito di sinistra nel Parlamento greco guidato da Alexis Tsipras e nettamente favorito rispetto alla linea del premier Samaras, spazzi via il suo governo di unità nazionale notoriamente vicino alle posizioni di Bruxelles. Tsipras ha, infatti, già avvertito che in caso di vittoria dichiarerà nulli gli accordi con la troika Ue-Fmi-Banca mondiale e chiederà la convocazione di una Conferenza europea per tagliare il debito dei Paesi in crisi. Decisione che rischia di riportare tutto indietro di cinque anni. Per le elezioni ci sono tre possibilità: la prima nel corso della seduta parlamentare del 17 dicembre e poi le successive il 22 e il 27 dicembre.
Se non si raggiungerà la maggioranza qualificata nelle prime tre votazioni, la legge impone le elezioni anticipate per il rinnovo del Parlamento. Elezioni che si svolgerebbero il 18 gennaio e a inizio febbraio. Si tratta, quindi, di un voto super delicato non solo per la Grecia, ma per tutta l'Eurozona. La sinistra radicale di Syriza è in testa in tutti i sondaggi (con il 32% circa dei voti e un 3 6% di vantaggio sul centrodestra di Nuova Democrazia).
Samaras ha annunciato l'anticipo del voto dopo aver incassato l'ok al budget 2015 ma dovendo al contempo ammettere che il piano di salvataggio della Troika non si chiuderà a fine anno, come sperava per motivi elettorali, "ma proseguirà ancora per qualche mese".
Bruxelles ha chiesto alla Grecia una correzione dei conti di due miliardi e mezzo anche il prossimo anno mentre Atene chiede un freno all'austerity. E così in attesa delle ultime tranche del piano da 240 miliardi di euro di prestiti, Atene rimarra' "per qualche mese" (probabilmente tre) sotto l'ombrello protettivo delle istituzioni internazionali.