POLITICA
Sabato prossimo il corteo
I No Tav a Conte: "Non conosce la nostra determinazione". Ieri l'ok del premier all'opera
"Conte dimostra di non conoscere la determinazione del movimento No Tav". È' la conclusione di un messaggio che sta circolando in queste ore sui siti web dell'area del movimento che si oppone in Val Susa alla Torino-Lione. Nel testo si legge anche che il presidente del Consiglio "sa che la Torino-Lione non serve a nulla", che si creerà un problema di ordine pubblico e che perderà tanti voti e rispetto politico". Alta tensione nel M5s che ha confermato il no e ha chiesto, con Di Maio, che ora si esprima il Parlamento.

"Conte fino a poco tempo fa si era detto convinto che quest'opera non serviva all'Italia perché troppo costosa per i benefici. Aveva letto bene l'analisi consegnatagli dalla commissione nominata, ed ora ha cambiato idea, fulminato sulla via damasco da promesse di finanziamenti europei o da equilibri politici da mantenere? Abbiamo sempre definito il sistema Tav il bancomat della politica ed è solo di oggi la richiesta di arresto per il direttore della CMC che è il general contractor della Torino Lione. Un piccolo esempio di cosa abbia scelto il presidente Conte, altro che interessi degli italiani!", aggiunge il movimento.
"La manfrina di questi mesi giunge alla parola fine" e il governo ha "gettato anche l'ultima maschera allineandosi a tutti quelli precedenti". Pertanto adesso fermare la Torino-Lione "tocca a noi". È il testo di un comunicato ufficiale del movimento No Tav della Valle di Susa, che ribadisce per sabato prossimo l'annuncio di un corteo con migliaia di partecipanti verso il cantiere di Chiomonte: "Dimostreremo fin da subito la nostra vitalità".
Salvini, chi rimane per 'no' contro buonsenso
"Contro il buonsenso". Così Matteo Salvini risponde a chi gli chiede come valuta il confermato 'no' dei 5 stella alla Tav. "Che la Tav sia utile per viaggiare più veloce, inquinare di meno, spendere di meno, togliere i Tir dalle autostrade collegarci al resto d'Europa e al resto del mondo la Lega lo dice da sempre", aggiunge il ministro dell'Interno. "Chi rimane per il no non è contro Salvini o contro il governo è contro il futuro, contro il buonsenso", ha insistito.
"Non penso che ci sia lo scambio del mercato. La Tav è fondamentale come la Pedemontana e altre infrastrutture strategiche. Mi auguro che nessuno dica questi sì per rimandare il voto o far piacere a Salvini". Lo dice sempre il vicepremier conversando con i cronisti fuori Palazzo Chigi.
L'amarezza della Appendino
"L'amarezza e la frustrazione sono legittime, spero che il Movimento 5 Stelle sia coerente in Parlamento ma d'altra parte non abbiamo il 51%...". La sindaca di Torino, Chiara Appendino, commenta così l'apertura alla Tav del premier Conte a margine dell'inaugurazione della nuova area arrivi dell'aeroporto di Caselle.
"Sono sempre stata contraria alla Tav, ma sin dal primo giorno della mia campagna elettorale ho detto che un sindaco non poteva bloccarla. Il mio auspicio è che la mia maggioranza vada avanti, visto che abbiamo tanti temi importanti". Così la sindaca in merito alla possibilità che il sì alla Tav abbia conseguenze sulla tenuta della maggioranza pentastellata che amministra Torino.
La svolta di Conte sulla Tav
"Rappresento un governo appoggiato da due forze politiche che sul punto la pensano in maniera opposta. In gioco ci sono tanti soldi, che sono vostri, e vanno gestiti con la massima attenzione. Vanno gestiti come farebbe un buon padre di famiglia". Lo afferma il premier, Giuseppe Conte su Facebook.
"Nel frattempo sono pervenuti dei fatti nuovi, elementi da tener conto nella risposta che dobbiamo dare" all'Europa "entro venerdì. L'Ue si è detta disponibile ad aumentare lo stanziamento dal 40% al 55%, questo ridurrebbe i costi" per l'Italia, prosegue il premier. Che aggiunge: non realizzarla costerebbe più che farla. E sottolinea: "La decisione di non realizzare l'opera ci esporrebbe a tutti i costi derivanti dalla rottura dell'accordo con la Francia".
E ribadisce: "La tratta nazionale per l'Italia potrebbe beneficiare di un contributo Europeo pari al 50%. Anche qui saremmo di fronte a un forte risparmio. E di questo ringrazio pubblicamente il ministro Toninelli". "A queste condizioni - conclude - solo il Parlamento potrebbe adottare una decisione unilaterale" per fermare il Tav, visto che la ratifica dell'accordo sul Tav è stata fatta dal Parlamento.
Dura la reazione del M5s. "Alla luce delle dichiarazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ringraziamo per l'impegno, chiederemo che sia il Parlamento ad esprimersi e in aula vedremo l'esito della votazione. Vedremo chi è a favore di un progetto vecchio di 30 anni e chi invece sceglierà di avere coraggio", affermano in una nota congiunta i capigruppo M5S Stefano Patuanelli e Francesco D'Uva. "In merito al Tav la posizione del MoVimento 5 Stelle non cambia. Il nostro No a un'opera che rischierebbe di nascere già vecchia è deciso", sottolineano. "Un governo di cui fa parte il #M5s dà l'ok al Tav? Inaccettabile" dice la consigliera regionale pentastellata Francesca Frediani, valsusina e No Tav, alle affermazioni del premier Conte sulla Torino-Lione. "Il #tuttiacasa stavolta - aggiunge - sarebbe per voi".
Plaudono le opposizioni da Forza Italia a Fratelli d'Italia. "Con un anno di colpevole ritardo, Conte ha finalmente preso atto della realtà e ha detto sì alla Tav, folgorato sulla via di Lione. Alleluia. Ora i ministri ideologicamente contrari alle grandi infrastrutture dovrebbero trarne le dovute conseguenze. Altrimenti significa che sono contrari alle grandi opere ma non alle grandi poltrone". Lo dichiara Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia. "Dopo aver fatto perdere tempo all'Italia per un anno, Conte dichiara che "non realizzare il tav costa più che farlo". Finalmente. Ora però, per il bene dell'Italia, l'analisi costi-benefici si faccia al ministro Toninelli... speriamo in tempi più brevi...". Lo scrive su twitter il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.
"Ora Conte annuncia che il governo è per sì alla #Tav. Nella migliore delle ipotesi abbiamo perso più di un anno. Nella peggiore un altro giro di valzer che non porterà a nulla. Povera Italia". Così su Twitter il segretario Pd Nicola Zingaretti.