AMBIENTE
Rapporto Arpa Piemonte
Il Monviso si "scioglie". L'allarme degli esperti: "Rischio di frane importanti"
Il fenomeno sarebbe dovuto allo scioglimento dello strato di permafrost per l'innalzamento delle temperature. Nei prossimi giorni la parete est verrà ispezionata con un drone

Gli esperti ipotizzano che causa del collasso, oltre alla fratturazione della roccia, sia la degradazione del permafrost, lo strato perennemente gelato.
Il distacco di roccia sul Monviso si è verificato alla sommità del Torrione del Sucai, a 3200 metri di altitudine e si è sviluppato fino a 2800 metri, interessando una fascia rocciosa di 45-55 metri. I massi di maggiori dimensione rotolati a valle sono almeno 4, con una volumetria di 150-250 metri cubi.
La frana viene monitorata con grande attenzione: "Considerata la marcata fratturazione dell'ammasso roccioso nel settore già interessato dal crollo, è probabile - scrivono nella relazione i geologi di Arpa - che la parete non abbia ancora raggiunto un equilibrio". Nei prossimi giorni la parete est del Monviso, la montagna da cui nasce il fiume Po, verrà ispezionata con un drone.