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POLITICA

Emilia-Romagna

Il deputato Pd Richetti indagato per peculato. Stamani il ritiro dalle primarie per il dopo Errani

A poche ore dal passo indietro del candidato arriva la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta sulle "spese pazze" del consiglio regionale

Matteo Richetti insieme a Debora Serracchiani (Ansa/Giorgio Benvenuti)
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Il deputato Pd Matteo Richetti, che proprio nelle ultime ore ha rinunciato alla corsa per le primarie del centrosinistra in Emilia Romagna, risulta indagato per peculato nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Bologna sui costi della politica dell'assemblea legislativa dell'Emilia Romagna.
 
A confermare l'iscrizione è stato l'avvocato Gino Bottiglioni, legale del parlamentare, che questa mattina ha chiesto di conoscere la posizione del suo assistito (presidente dell'assemblea legislativa dell'Emilia Romagna dal maggio 2010 al dicembre 2012) presso la Procura del capoluogo emiliano.
 
La maxi inchiesta sulle cosiddette 'spese pazze' potrebbe concludersi dopo le primarie del 28 settembre prossimo. "La scelta di ritirarsi dalle primarie - ha precisato l'avvocato Bottiglioni - prescinde dall'esistenza dell'iscrizione sul registro degli indagati. E' stata, da parte di Richetti, una valutazione politica. Apprendiamo dell'iscrizione - ha concluso il legale - con serenità".
 
E solo poco prima della notizia dell’indagine a suo carico, Richetti aveva deciso di fare un passo indietro e non partecipare alle primarie del centrosinistra per la presidenza della Regione Emilia-Romagna. Un ritiro che, come spiega il diretto interessato su facebook, non avrebbe a che fare con l’inchiesta.
 

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