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SCIENZA

Spazio

Il prossimo dg ESA Josef Aschbacher: “La Luna sarà il trampolino verso Marte”

L'austriaco che da quattro anni guida l'ESRIN di Frascati diventerà il numero uno dell'Agenzia Spaziale Europea dal 1° luglio: “L'Europa dello spazio sarà più forte”. Sull'Italia che sperava in un direttore generale italiano aggiunge: “Le elezioni sono fatte così, ma credo che l'Italia non sia troppo dispiaciuta per la mia nomina”

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di Andrea Bettini ROMA - Per quattro anni ha diretto i programmi di osservazione della Terra dell'Agenzia Spaziale Europea e l'ESRIN, il centro dell'ESA di Frascati, vicino a Roma. Austriaco, 58 anni, Josef Aschbacher è pronto a trasferirsi a Parigi: il primo luglio diventerà direttore generale e prenderà la guida di tutta l'Europa dello spazio. La nomina è arrivata la scorsa settimana, al termine di una lunga e combattuta selezione. Fra i dossier più importanti che troverà sulla scrivania c’è il ritorno sulla Luna. Missione Artemis: Stati Uniti capofila, ESA partner di primo piano.

Direttore Aschbacher, la NASA vuole riportare l'uomo sulla Luna nel 2024. Se tutto andrà secondo i piani questo accadrà durante il suo mandato, che terminerà nel 2025. Siamo davvero a un passo da questo traguardo e quando toccherà a un europeo?
Gli Stati Uniti hanno un progetto molto ambizioso per andare sulla Luna entro la fine del 2024. Vogliono che una donna raggiunga la superficie. È piuttosto ambizioso ma insieme ai partner internazionali stanno lavorando con grande impegno e determinazione. Si sta definendo proprio in questo periodo quando toccherà a un astronauta europeo. Non c’è ancora una data, ma accadrà.

La rinnovata attenzione per le missioni sulla Luna ha invece allontanato ancora di più l'obiettivo di raggiungere Marte?
Marte e la Luna sono strettamente connessi. Procedono come un unico progetto. Ci sarà il Gateway in orbita lunare, ci sarà la tappa intermedia sulla Luna ma questo non ci distrae dall’obiettivo di raggiunge Marte. Ci arriveremo. Ci sono anche privati che vogliono andare sul Pianeta Rosso, come Elon Musk. Una cosa non ostacola l’altra: la luna è un trampolino di lancio verso Marte

Cosa pensa dei programmi di Elon Musk, che punta a portare astronauti sul Pianeta Rosso entro sei anni?
Sono molto ambiziosi. Alcuni anni fa ho sentito Elon Musk dire a una conferenza che avrebbe voluto raggiungere Marte nel 2024, che è impossibile vista la situazione attuale. Farlo in sei o sette anni è ancora molto ambizioso ma Elon Musk dedica molta energia allo spazio e alle sue attività. Personalmente penso che succederà un po’ più tardi, ma succederà.

A proposito di SpaceX, le compagnie private sono sempre più protagoniste nel settore spaziale. L'Europa da questo punto di vista a che punto è e dove può arrivare?
È in corso una forte commercializzazione delle attività spaziali, non solo negli Stati Uniti ma anche in Europa. E l’Europa deve ricoprire un ruolo importante. La domanda è se possiamo avere qualcosa di simile a SpaceX in Europa oppure no, cosa significa o cosa serve per arrivare a questo risultato. Sicuramente una cosa che farò quando diventerò direttore generale dell’ESA sarà cercare di rafforzare questo processo a livello europeo.

Uno dei settori in cui l'Europa eccelle è quello dell'osservazione della Terra. È ciò di cui si occupa l'ESRIN di Frascati, che lei ha diretto in questi ultimi anni. È una specializzazione che l'ESA intende rafforzare?
L’osservazione della Terra è una priorità per l’Europa ed è il più grande direttorato dell’ESA. È anche il programma più grande per numero di satelliti e per investimenti perché serve a prendersi cura della popolazione e del nostro pianeta. Sono convinto che sia un’importantissima applicazione delle attività spaziali e sarà sicuramente rafforzata.

L'Italia ha aumentato considerevolmente il proprio contributo al budget dell'ESA. È il terzo contributore dopo Francia e Germania. Non è un mistero che nei mesi scorsi abbia anche sperato nella nomina di un italiano come nuovo direttore generale. Che ruolo avrà nel futuro dell’ESA?
L’Italia è un paese importante nell’Agenzia Spaziale Europea. È il terzo contributore in termini di budget e all’ESA ci sono molti italiani bravissimi e estremamente qualificati, non necessariamente solo come direttori ma anche in altri ruoli chiave. È vero che l’Italia ambiva ad avere un candidato a direttore generale ma le elezioni sono fatte così e a volte sono fortunate altre persone. Talvolta però io sono ritenuto la miglior scelta dopo un italiano, dato che da anni sono qui a Frascati e mi piace molto. Quindi credo che l’Italia non sia troppo dispiaciuta per la mia nomina dato che sono considerato un forte sostenitore anche del vostro paese.

Paesi emergenti come la Cina e l'India sono sempre più attivi. Intanto gli Stati Uniti hanno da poco creato la Space Force, una nuova forza armata. Dopo decenni di collaborazione internazionale, lo spazio rischia di diventare di nuovo un terreno di competizione fra potenze e magari anche un ambito sempre più militarizzato?
Nello spazio come sempre c’è competizione, ma anche cooperazione. C’è competizione fra Stati Uniti, Cina e anche Europa in diversi settori. Dall’altro lato c’è anche forte cooperazione e lavoriamo molto bene in particolare con gli USA. Un po’ meno con la Cina, ma anche con India, Russia, Giappone e altri paesi. È normale. Ciò che vogliamo è che l’Europa sia un partner forte e credibile per una buona cooperazione a livello globale.

Come spera che saranno l'ESA e l'Europa dello spazio fra quattro anni?
Penso che quanto avrò concluso il mio mandato, fra quattro anni e mezzo, l’Europa dello spazio sarà più forte. Spero che avremo rafforzato la cooperazione con la Commissione Europea e l’Unione Europea e anche che avremo una visione chiara di dove l’Europa vuole andare. A volte c’è bisogno di fare un attimo un passo indietro, mettere a confronto l’Europa con Stati Uniti e Cina in termini di potere economico e status politico sul palcoscenico mondiale, vedere cosa sta facendo lo spazio e cosa serve. È qualcosa che vorrei discutere con la Commissione Europea e gli Stati membri per vedere se possiamo definire e rafforzare il ruolo dell’ESA e dello spazio in Europa.
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