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FOOD

La pasta ripiena emiliana

Il tortellino o 'Ombelico di Venere': dove nasce e come si prepara. Protagonista della Festa Pd

La leggenda dice che il tortellino abbia la forma dell'ombelico di Venere. La sua popolarità - divinità o no - è indubbia. La chef Lucia Antonelli spiega i segreti per prepararlo al meglio. Certo è stato tra i protagonisti anche della Festa dell'Unità a Bologna

Tortellini in brodo (foto Thinkstock)
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di Paola Cutini In tema di cibo parli di Bologna e pensi al tortellino: la pasta ripena famosa in tutto il mondo che in questi giorni ha guadagnato ulteriore popolarità grazie alla Festa dell’Unità e al patto del ‘tortellino’ di Renzi.

La leggenda dell'ombelico di Venere
La patria dei tortellini, si sa, è l’Emilia. La leggenda fa risalire il tutto all’episodio della Secchia Rapita, sfociato in una delle grandi battaglie del Medioevo nella quale si scontrarono Bologna e Modena nel 1325 a causa  - si racconta – proprio del furto di un secchio tarlato. La storia è stata narrata prima dal poeta modenese Alessandro Tassoni ed è stata poi ripresa nell’800 da Giuseppe Ceri, il quale racconta che alla battaglia presero parte (parteggiando per i modenesi) anche le divinità Venere, Bacco e Marte. Dopo aver passato la notte in una locanda, Venere fu sorpresa completamente nuda dal proprietario che andò a svegliarla. L’uomo ammaliato tentò di riprodurne le fattezze, nello specifico dello splendido ombelico, con un fazzolettino di pasta.

La disputa Bologna - Modena
La locanda dove è nato il tortellino si trovava a Castelfranco Emilia, città di confine, oggi è in provincia di Modena, che fino al 1929 apparteneva ai bolognesi. Da qui la storica ‘disputa’ sulla paternità del tortellino. In realtà, come spiega la chef Lucia Antonelli, “Tutta la via Emilia racconta della pasta ripiena con alcune piccole o grandi varianti”.

Il segreto della chef per fare i tortellini 
Secondo la tradizione, la forma dei tortellini ricorda un piccolo anello e il ripieno è un misto di varie carni con prosciutto, mortadella, parmigiano e noce moscata. I tortellini tradizionalmente vengono serviti in brodo, di cappone o di gallina. La chef Lucia Antonelli, che questo anno ha vinto la ‘sfida’ tra bolognesi e modenesi per la preparazione del miglior tortellino, spiega che il segreto per prepararlo al meglio sta nella pasta: “Bisogna sforzarsi di tirare la sfoglia con il mattarello e poi ovviamente scegliere le materie di prima qualità”. Oltre a stendere la pasta rigorosamente con il mattarello, la ricetta della chef consiste nel rosolare il lombo di maiale, aggiungere mortadella, parmigiano reggiano, sale e pepe. I tortellini poi vengono serviti nel brodo di gallina.

La pasta della festa
I tortellini hanno sempre avuto un successo straordinario. “Le massaie che preparavano la pasta fresca tutti i giorni - dice Antonelli - Quella ripiena serviva per festeggiare e ‘arricchire’ momenti particolari come matrimoni, natale ecc”.  Questa volta il tortellino invece è servito per stringere il patto politico che ha preso il suo nome.
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