MONDO
Presunte tangenti
Inchiesta Eni–Saipem: chiesti 6 anni e 4 mesi per Paolo Scaroni
Al processo in corso a Milano per le presunte tangenti pagate dalle due società al Ministro dell’energia algerino per avere appalti e altri favori

Nella sua requisitoria il Pm Palma ha citato gli “elementi di prova” sui presunti pagamenti corruttivi che ha definito il “biglietto di invito alle gare” pagato da Saipem “per scalzare gli avversari”. Al centro del processo c’è un presunto pagamento di 197 milioni di euro di tangenti per far ottenere a Saipem nel paese nordafricano appalti da 8 miliardi di euro e per far avere a Eni l‘autorizzazione del ministro dell‘Energia algerino ad acquistare la società canadese Firs Calgary Petroleums, titolare dei diritti per lo sfruttamento di un giacimento algerino e far estendere la concessione sullo stesso. I fatti contestati sarebbero avvenuti tra il 2007 e il 2010, periodo in cui ai vertici delle due società c’erano Scaroni e l‘ex presidente di Saipem, Pietro Tali. Tutti gli imputati hanno sempre respinto ogni addebito.