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ITALIA

Il personaggio

Lotito indagato. Chi è il presidente della Lazio

L'accusa è di tentata estorsione. Le tappe della carriera del presidente della Lazio, "grande elettore" di Carlo Tavecchio in figc

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Il patron della Lazio Claudio Lotito è indagato dalla Procura di Napoli per tentata estorsione, nell'ambito di un filone di inchiesta che riguarda il mondo del calcio. Perquisioni in corso da parte della polizia giudiziaria nella sede della Federcalcio.

Chi è Claudio Lotito
In un'intervista rilasciata lo scorso anno a Salvatore Merlo de Il Foglio, Lotito chiariva così il suo rapporto con il mondo del calcio: “Con me pensavano d’aver preso la vacca per le zinne, e invece hanno preso le palle di un toro”.
Claudio Lotito è nato a Roma il 9 maggio del 1957.  Il padre era un dirigente di polizia di origini umbre, la madre una signora di San Lorenzo di Amatrice. Diplomatosi presso il Liceo Classico Statale "Ugo Foscolo" di Albano Laziale e residente a Ciampino, ha conseguito una laurea in pedagogia.

Come imprenditore, opera nel settore delle pulizie e del catering. Nel 2004 è diventato presidente della SS Lazio, nel 2011, insieme a Marco Mezzaroma, ha acquisito la proprietà della Salernitana.

Il sostegno a Tavecchio e le gaffes
Alle ultime elezioni federali, Claudio Lotito si è speso per la candidatura - risultata vincente - di Carlo Tavecchio. Il presidente della Lazio è subito entrato nel consiglio federale con la delega alle riforme. Alla prima uscita della Nazionale dell'era Tavecchio si è presentato a bordo campo. Vestito con un giubbotto della federazione con la stampa "Italia", ha subito suscitato polemiche. I presidenti di altre società lo hanno accusato di "ingerenza".  A settembre 2014 si è espresso così sull'amministratore delegato della Juventus Beppe Marotta: "Marotta con un occhio gioca a biliardo e con l'altro mette i punti". Il manager juventino è notoriamente affetto da una patologia oculare. 
Sempre nell'intervista a "Il Foglio", Lotito asseriva: “Nel calcio la gente pensa di aver trovato sempre qualche fesso da mungere. E spesso i fessi sono i presidenti delle squadre di calcio. Ma io non sono fesso. Non mi faccio mungere”. 

Nel corso di questa stagione, altre dichiarazioni hanno sollevato polveroni. Come quella sul Carpi. A detta del presidente della Lazio, la squadra emiliana "non poteva salire in Serie A", per questioni di convenienza economica. Il Carpi ha poi ottenuto la promozione sul campo. In molti chiesero le sue dimissioni dal comitato di presidenza Figc. Dimissioni mai rilasciate.

L'arresto nel 1992
Nel 1992, Claudio Lotito viene coinvolto in un'inchiesta della magistratura sugli appalti della regione Lazio ed in seguito arrestato in compagnia di un funzionario della Regione Lazio che, secondo i magistrati, rivelava all’imprenditore i coefficienti di massimo ribasso necessari ad aggiudicarsi la gara da 27 miliardi di lire per le pulizie nel triennio 1992-1995. I magistrati ritenevano anche che fosse socio occulto delle imprese vincitrici per favorire le società vicine ai partiti. 

Il coinvolgimento nello Scandalo Calciopoli
Come presidente della SS Lazio, sul finire della stagione 2005/2006, Lotito viene coinvolto nello scandalo Calciopoli per illeciti commessi nel campionato precedente, cioè il primo della sua gestione. Il 14 luglio 2006 viene condannato dalla Commissione d'Appello Federale all'inibizione per 3 anni e 6 mesi e al pagamento di un'ammenda di 10.000 euro, mentre la Lazio è condannata alla retrocessione all’ultimo posto del campionato 2005-2006, alla penalizzazione di 7 punti da scontare nel successivo campionato di serie B e ad un'ammenda di 40.000 euro.
Il 27 ottobre la Camera di Conciliazione ed Arbitrato del CONI comunica le sentenze definitive, condannando Lotito a quattro mesi di inibizione (pena ulteriormente ridotta rispetto alla sentenza d'appello della Corte Federale che lo condannava a due anni e sei mesi). Per la Lazio viene confermata la sentenza d'appello che revocava la retrocessione all'ultimo posto del campionato 2005-2006 condannando la società biancoceleste a 30 punti di penalizzazione, mentre i punti di penalizzazione da scontare nel campionato di Serie A 2006/2007 passano dagli 11 previsti dalla Corte Federale a 3.
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