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Insulti razzisti a Koulibaly: la procura della Figc apre un'indagine

In corso accertamenti della Digos per identificare i responsabili dei cori rivolti al calciatore del Napoli al termine del match contro la Fiorentina

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La Procura federale ha aperto un'indagine sulle espressioni di matrice razzista rivolte da tifosi della Fiorentina al difensore del Napoli Kalidou Koulibaly al termine della partita vinta dai partenopei.

La Federcalcio ha fatto sapere che nelle prossime ore saranno compiuti ulteriori atti istruttori acquisendo gli atti pertinenti dalla Questura di Firenze. La Procura ha già acquisito i referti dei propri ispettori e ascoltato il calciatore.

Accertamenti della Digos di Firenze sono in corso per identificare i responsabili dei cori razzisti. Al vaglio degli investigatori ci sono le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza dello stadio. In base a prime verifiche, i cori sono stati intonati dalla Curva Fiesole, quando era già in corso l'uscita degli spettatori. 

Secondo quanto si apprende dall'Ansa, per identificare i responsabili gli agenti starebbero confrontando le immagini riprese dalle telecamere puntate sugli spalti del Franchi con quelle direzionate sui tornelli di uscita, in modo da ricostruire le fasi dell'esodo degli spettatori e individuare i responsabili. Nei prossimi giorni un'informativa con l'esito di queste prime indagini verrà inviata in procura per l'apertura di un fascicolo d'inchiesta.

Lo sfogo di Koulibaly sui social
"Scimmia di m... Mi hanno chiamato così. Questi soggetti non c'entrano con lo sport. Vanno identificati e tenuti fuori dagli stadi: per sempre". Lo scrive su Twitter e Instagram il difensore del Napoli, per denunciare gli episodi di razzismo avvenuti al Franchi nei confronti non solo di Koulibaly ma anche di Frank Anguissa e Victor Osimhen.

Figc condanna atteggiamenti scellerati
"Gli insulti razzisti a Koulibaly? Purtroppo è da diverse domeniche che abbiamo episodi di questo tipo. La Figc ha una netta posizione di condanna su questi atteggiamenti scellerati. Ora aspettiamo il Giudice Sportivo ma so che la Procura federale ha già avviato una indagine e richiesto gli atti". Lo ha detto il presidente della Figc Gabriele Gravina, intervenuto a margine della presentazione del Centro Var presso l'International Broadcast Centre della Lega Serie A a Lissone (Monza e Brianza).

"Per gli imbecilli non c'è decreto che tenga, lo sono per cultura non per vocazione. È un fatto culturale, stiamo pensando a norme più stringenti ma non è problema di norme, è un problema di educazione", ha proseguito Gravina. "Stadi più moderni possono aiutare? Sicuramente gli stadi rappresentano l'esigenza di quei nuovi agorà che stiamo cercando di incentivare. Abbiamo bisogno di luoghi che abbiano impatto positivo sia sui bilanci sia sulla gestione dell'evento", ha concluso il presidente della Figc.

Assocalciatori: fuori per sempre razzisti dai nostri stadi
"Gli insulti razzisti rivolti ad alcuni calciatori in occasione della partita Juve-Milan le scorse settimane e ieri al termine di Fiorentina-Napoli sono comportamenti da ritenersi gravi e inaccettabili. Questi soggetti non sono tifosi, non sono veri appassionati di calcio e vanno individuati ed espulsi per sempre dai nostri stadi". Lo dice all'Ansa Umberto Calcagno, presidente dell'Assocalciatori, invitando tutti a "non sottovalutare" il razzismo e sollecitando l'intervento delle istituzioni sportive e politiche. "Insieme a tutti i calciatori e le calciatrici associati siamo pronti a fare la nostra parte per dire basta al razzismo".

"Il calcio segue i valori dell'uguaglianza e del rispetto reciproco, valori che poco hanno a che fare con questo tipo di atteggiamenti - aggiunge Calcagno - Purtroppo non è la prima volta che succede nei nostri stadi e probabilmente non sarà l'ultima, ma noi abbiamo il compito di non sottovalutare questi comportamenti e continuare a contrastarli con tutta la nostra forza". "Ci vuole un impegno comune delle istituzioni sportive e di quelle politiche per reprimere - conclude il presidente dell'Aic - ma anche per educare con progetti che partano dalle scuole. Insieme a tutti i calciatori e le calciatrici associati e associate siamo pronti a fare la nostra parte per dire basta al razzismo".
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