TECH
Decima edizione, #Reset
Internet Festival 2020: come i giovani vivono e raccontano la pandemia
Se qualcuno pensasse che bambini e giovani non abbiano compreso la portata della pandemia, le loro attitudini e le loro idee portate alla decima edizione di Internet Festival a Pisa sono l’occasione per farci ricredere
di Celia GuimaraesPisa
#Reset, il tema della manifestazione, è un concetto di cui i bambini sono già capaci di esprimere nelle scelte e di integrarlo nei loro progetti. A cominciare dai più piccoli, impegnati nei laboratori di disegno che poi vengono trasformati in marionette, appesi su uno schermo, primo livello della nozione di ‘digitalizzazione’. Spiegano i tutor: i bimbi sanno già che devono lavarsi le manine, che i pennarelli sono personali, che la mascherina è un obbligo, e si comportano, con naturalità, di conseguenza.
Stesso discorso tra i più grandicelli, impegnati nella creazione di progetti individuali con i Lego che poi diventeranno un'unica struttura, che rimanda al concetto di ‘rete’.

Per passare poi, dagli otto anni in su, alla fase del coding, dove imparano i primi elementi di programmazione con i robottini che devono seguire non solo un percorso, ma una narrativa.

Alle Manifatture la pandemia diventa arte digitale
Le installazioni realizzate dall’Istituto Europeo di Design, “Contrasti”, “From the First” e “Lost Code” raccontano, invece, come la pandemia è stata percepita e una possibile vie d’uscita da un futuro distopico.

“From the First”, di Tiziano Bonsignore, Martina Liberati e Jenny Xia, con il personaggio ‘Deta’ ci propone una via digitale di opportunità inattese create dalla pandemia. “Contrasti”, a cura di Francesca Aldi e Irene Anedda, propone una timeline attivata da sensori che racconta le varie fasi del lockdown attraverso i suoni, con un ‘prima’ e un ‘dopo’, voci, rumori, musiche, che ci accompagnano nella quotidianità e altri che non potevamo ascoltare prima della chiusura delle attività: ticchettio di orologi, tastiere di pc, uccellini.


Stesso discorso tra i più grandicelli, impegnati nella creazione di progetti individuali con i Lego che poi diventeranno un'unica struttura, che rimanda al concetto di ‘rete’.

Per passare poi, dagli otto anni in su, alla fase del coding, dove imparano i primi elementi di programmazione con i robottini che devono seguire non solo un percorso, ma una narrativa.

Alle Manifatture la pandemia diventa arte digitale
Le installazioni realizzate dall’Istituto Europeo di Design, “Contrasti”, “From the First” e “Lost Code” raccontano, invece, come la pandemia è stata percepita e una possibile vie d’uscita da un futuro distopico.

“From the First”, di Tiziano Bonsignore, Martina Liberati e Jenny Xia, con il personaggio ‘Deta’ ci propone una via digitale di opportunità inattese create dalla pandemia. “Contrasti”, a cura di Francesca Aldi e Irene Anedda, propone una timeline attivata da sensori che racconta le varie fasi del lockdown attraverso i suoni, con un ‘prima’ e un ‘dopo’, voci, rumori, musiche, che ci accompagnano nella quotidianità e altri che non potevamo ascoltare prima della chiusura delle attività: ticchettio di orologi, tastiere di pc, uccellini.


