MONDO
Iraq: attentato Isis in bar di tifosi del Real Madrid, almeno 16 morti

Gli investigatori, giunti poco dopo sul luogo, hanno spiegato che lo 'Stato Islamico' è contro il calcio, è vietato (haram) in quanto considerato anti-Islam e un simbolo dell'Occidente. Per di più, le vittime sostenevano una squadra europea. In passato, infatti, le persone scoperte a giocare a fottoball - soprattutto i giovani - sono sempre stati punite duramente dai terroristi, in alcuni casi anche torturate e uccise. A gennaio del 2015, ad esempio, 13 ragazzi furono giustiziati a Mosul perché "colpevoli" di aver guardato in televisione una partita di calcio tra la nazionale irachena e quella giordana per la Coppa d'Asia. I terroristi li hanno arrestati e condotti allo stadio della città per poi fucilarli davanti a una folla di decine di persone, mentre dagli altoparlanti ammonivano che "questa è la punizione per chi viola o disattende le leggi dello 'Stato Islamico'".
La squadra di calcio del Real Madrid esprime "profondo rammarico per il terribile attentato che oggi in Iraq è costato la vita a 16 tifosi e ha causato il ferimento di altri 20". E' quanto recita il comunicato ufficiale pubblicato sul sito del Real Madrid. "Il club è triste ed esprime tutto il suo affetto e le sue condoglianze ai familiari e agli amici delle vittime", prosegue il comunicato, nel quale viene anche manifestata "solidarietà al popolo dell'Iraq, che subisce l'ingiustizia di una violenza estrema".
Nel testo si annuncia che "i giocatori del Real Madrid indosseranno domani un braccialetto nero simbolico in segno di lutto e di rispetto. Perché il calcio e lo sport saranno sempre territori di incontro, concordia e pace".