MONDO
Ostaggio dei jihadisti
Isis: Obama conferma la morte della cooperante americana Kayla Jean Mueller
La notizia della sua morte era stata annunciata dallo Stato Islamico venerdì scorso. Obama: "Troveremo i responsabili e li porteremo di fronte alla giustizia". Per dimostrare la morte di Kayla i jihadisti avrebbero inviato alla famiglia una foto del cadavere. La Casa Bianca: "In Medio Oriente c'è almeno un altro ostaggio"

L'annuncio dell'Isis
Lo scorso venerdì, 6 febbraio, lo Stato islamico aveva annuciato che l'operatrice americana era stata uccisa in uno dei raid aerei su Raqqa lanciati dalla Giordania come rappresaglia per l'esecuzione del pilota Muad Kasasbeh, arso vivo dagli jihadisti. Ma non ha mostrato foto o immagini del cadavere.
L'Isis avrebbe inviato alla famiglia foto del cadavere
La 26enne, originaria di Prescott (Arizona), era stata rapita in siria nel 2013 per poi finire nelle mani degli jihadisti dell'Isis. La famiglia, che aveva lanciato un appello all'Isis, avrebbe ricevuto proprio dai jihadisti un messaggio privato in cui venivano fornite "ulteriori informazioni" sulla morte della giovane operatrice. Lo ha reso noto la Casa Bianca. E per dimostrare la morte di Kayla i jihadisti avrebbero inviato alla famiglia anche una foto del cadavere.
"Con il cuore infranto, dobbiamo condividere che abbiamo avuto la conferma che Kayla Jean Mueller ha perso la vita" si legge in un comunicato dei genitori, Kayla "ha dedicato la sua giovane vita ad aiutare coloro che hanno bisogno di libertà, giustizia e pace".
Casa Bianca: "Almeno un altro ostaggio"
Intanto la Casa Bianca fa sapere che c'è almeno un altro cittadino americano che viene tenuto in ostaggio in medio oriente, senza tuttavia fornire ulteriori dettagli.