MONDO
Nuovo messaggio on line del Califfato
L'Isis conferma: ucciso il numero due dello "Stato Islamico"
Il portavoce dell'Isis Al Adnani, in una registrazione su Internet, conferma la morte del leader jihadista e lancia un nuovo proclama contro Stati Uniti e Russia

"L'unica cosa di cui si vantano gli americani - afferma Al Adnani - sono le conquiste di alcuni quartieri oppure l'uccisione di qualche nostro fratello come quella del fratello Abu Mu'taz al Qureishi annunciata come una grande vittoria". Lo scorso agosto gli Stati Uniti avevano diffuso la notizia dell'uccisione del braccio destro di Abu Bakr al Baghdadi durante un raid aereo nei pressi di Mosul, mentre si trovava a bordo di un auto con un altro alto esponente dell'organizzazione jihadista.
Il nuovo proclama contro gli Stati Uniti
Nella registrazione Al Adnani lancia anche un nuovo proclama contro gli Stati Uniti che "verranno distrutti e assaporeranno la tragedia". "L''America deve sapere che la bandiera dello Stato Islamico la porta una nuova generazione che sarà sempre più forte", afferma il portavoce dell'Isis. E aggiunge: "L'America oggi è debole e impotente. Una impotenza che la vede costretta ad elemosinare l'aiuto di Australia, Turchia e Russia. La battaglia va avanti come abbiamo pianificato, ti abbiamo trascinata in Iraq e Afghanistan".
L'isis chiama alle armi i giovani musulmani contro la Russia
Ma al centro del discorso di Al Adna, che promette la sconfitta della Russia in Siria, c'è la chiamata alle armi dei giovani musulmani contro Mosca. Dopo l'appello fatto ieri ai jihadisti del Caucaso dal leader di al Qaida siriana, Abu Mohamed Jolani, per vendicare gli attacchi aerei di Mosca in Siria, oggi è dunque il turno dell'altra organizzazione terroristica colpita dall'aviazione del Cremlino. Al Adnani si rivolge direttamente ai leader del Cremlino per affermare: "Russia sarai sconfitta, lo Stato islamico è diverso da quanto pensate". Poi cerca di infondere coraggio ai suoi combattenti affermando che "la gente della Siria mostrerà di essere più tosta di quella dell'Afghanistan". Tuttavia, nonostante le solite parole che inneggiano alla grandezza del Califfato "voluto e protetto da Allah", il numero due dell'Isis per la prima volta chiede ai propri combattenti di "non avere paura, non litigare e non fare prevalere gli egoismi" promettendo loro che le vittorie del Califfato "porteranno più soldi e più figli" per ogni combattente.