SALUTE
Una persona su tre si ammala di cancro per cattiva alimentazione
Tumore al polmone, 20% dei casi curato grazie a nuovi farmaci
"Vi è una maggiore incidenza di tumori al nord e al centro Italia, ma al sud c'è una maggiore mortalità prevalentemente per una scarsa prevenzione e per una carenza di apparecchiature", ha spiegato il presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Toracica, Cesare Gridelli

Prof. Gridelli, quali le novità terapeutiche e le prospettive della ricerca sul cancro al polmone?
Stiamo assistendo ad un cambiamento radicale nel trattamento dei tumori del polmone. Oggi riusciamo a curare circa il 20% dei casi grazie a nuovi farmaci biologici, con una terapia cosiddetta personalizzata in base alle caratteristiche genetiche del tumore stesso. Ma l’obiettivo dei prossimi anni è di poter aumentare questa percentuale scoprendo nuove alterazioni genetiche che fungono da bersaglio ai farmaci biomolecolari e di sviluppare nuovi farmaci per le alterazioni già note. Grandi promesse vengono dalla nuova immunoterapia e in particolare dai farmaci anti PD1 e anti PDL1 che stanno dando risultati molto interessanti.
Esistono zone del paese dove l’incidenza è maggiore e quali possono esserne le ragioni?
Vi è una maggiore incidenza di tumori al nord e al centro rispetto al sud Italia. Anche se però paghiamo al sud, da un punto di vista meramente scientifico, lo scotto di una maggiore mortalità prevalentemente per una scarsa applicazione dei programmi di prevenzione dei tumori (screening) ma anche per una carenza di apparecchiature (in particolare di radioterapia), per una scarsità di centri che effettuano ricerca clinica e non ultimo per l’assenza di reti oncologiche regionali.
Quale è il livello del nostro Paese per la ricerca e la cura?
Il livello medio è sicuramente buono con aree di eccellenza. Soffriamo nella ricerca per le note problematiche di carenza del personale, in particolare in alcune regioni, specialmente del sud, oggetto del blocco del turnover. Nella cura, oltre che la carenza di personale, scontiamo anche il ritardo della possibilità di impiego di farmaci antitumorali innovativi rispetto ad altri paesi europei e agli Stati Uniti.
Di quanto stanno migliorando la sopravvivenza e la qualità della vita?
La sopravvivenza sta migliorando in particolare nei tumori polmonari che oggi possiamo trattare con una terapia personalizzata a bersaglio molecolare, con aspettativa di vita triplicata rispetto a pochi anni fa. Però ad oggi questo è possibile solo nel 20% dei casi cioè quando è riconoscibile una alterazione genetica della cellula tumorale che funge da bersaglio e permette di effettuare una terapia specifica. Infatti la mutazione del gene EGFR è presente nel 15% dei casi e quella del gene ALK nel 5% circa. Anche la qualità di vita è migliorata grazie all’impiego di chemioterapici meno tossici rispetto al passato, al miglioramento delle terapie di supporto alla chemioterapia e soprattutto all’utilizzo di farmaci biologici.
Quanto conta l’alimentazione nell’insorgenza di un tumore? E quali attenzioni sono conseguentemente necessarie?
Oggi purtroppo il 30% circa di tutti tumori è legato ad una alimentazione non corretta. E’ importante pertanto avere un’alimentazione corretta basata sulla dieta mediterranea con una riduzione dei grassi animali, in particolare delle carni rosse, e un maggior consumo di frutta e verdura con una quota equilibrata di proteine provenienti da carni bianche e pesce. A tal proposito unendo le mie competenze professionali alla passione per la cultura gastronomica ho di recente pubblicato un libro in cui si consigliano comportamenti per una alimentazione corretta, le problematiche provenienti da alcune modalità di cottura e conservazione dei cibi, le potenzialità di sostanze antitumorali presenti negli alimenti e 100 ricette da utilizzare.
Le “eccellenze” si trovano in tutte le zone del nostro Paese o questa è solo una illusoria aspettativa?
Ne esistono in tutto il paese ma è innegabile che ce ne siano di meno al sud.
La presenza di amianto nel nostro Paese che incidenza ha per quanto riguarda l’insorgenza di tumori?
Sicuramente vi è una correlazione tra esposizione lavorativa ed ambientale all’amianto e il mesotelioma pleurico maligno, inoltre per i fumatori anche esposti all’amianto vi è un amplificazione del rischio di cancro al polmone.