Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/James-Bond-slitta-ancora-e-mette-in-pericolo-i-cinema-di-sua-maesta-cca8db24-8777-4303-b3ec-877b2c8feea7.html | rainews/live/ | true
SPETTACOLO

No Time to Die

James Bond slitta ancora e mette in pericolo i cinema di sua maestà

Condividi
Il Curzon Cinema di Hoxton e il Picturehouse di Finsbury Park sarebbero dovute essere due nuove bellissime sale cinematografiche londinesi. Sono praticamente pronte da marzo, ma non hanno ancora aperto i battenti - come riporta Italpress - nonostante abbiano addirittura già fatto le selezioni per il personale.

Dal 9 ottobre tutte le sale del circuito Cineworld e Picturehouse  - come ricorda anche il Financial Times - hanno richiuso i battenti, almeno fino ad aprile, quando finalmente dovrebbe arrivare il tanto atteso No Time to Die, venticinquesimo film della saga di James Bond.

Ma per il momento 007 la sua licenza l'ha usata per uccidere l'esercenza britannica, a cui ulteriori colpi sono stati dati dagli spostamenti dei blockbuster delle major nel 2021.

Sempre che arrivino sul grande schermo, dato che è fresco fresco l'annuncio che Soul, il nuovo film Pixar che aprirà il 15 ottobre la Festa del cinema di Roma (dopo l'anteprima mondiale proprio a Londra l'11 ottobre al London Film Festival), andrà direttamente su Disney+ il giorno di Natale, e senza sovrapprezzo come accaduto per Mulan.

Insomma, il cinema come lo conosciamo è in pericolo, la situazione è molto difficile anche in Italia e la seconda ondata di Covid sta alimentando l'incertezza. 

Eppure, nonostante tutto, qualche raggio di sole spunta qua e là. I cinema indipendenti, per esempio, stanno traendo giovamento dalla chiusura dei multiplex, favorendo un cinema diverso dai supereroi Marvel che a quanto pare gli spettatori britannici apprezzano. Una tendenza che molti nel settore auspicano possa proseguire anche quando l'emergenza sarà finita.

"Il momento è difficile, è inutile negarlo - ha dichiarato al Guardian Jason Wood, direttore creativo del HOME, uno dei cinema indipendenti più famosi del Regno Unito, con base a Manchester - ma è anche importante riconoscere che esiste un'industria anche oltre la cultura del blockbuster".

La città ha potuto scoprire sul grande schermo un piccolo film, bellissimo, come The Assistant (del quale in Italia non si hanno tracce). 

Chi invece sembra avere avuto un effetto contrario alle attese e' stato invece proprio il grande film che doveva far rinascere il cinema, Tenet.

Lungo, complesso, freddo, è stato piu' "un agnello sacrificale" che un salvatore della patria, come ha commentato l'editorialista di The Observer Guy Lodge.

Ma al di là degli incassi, i numeri importanti sono quelli dei lavoratori del settore che non hanno più un'occupazione, e si parla di 45.000 persone, la maggior parte con contratti a zero euro, quindi privi di qualunque ammortizzatore sociale.

E parlando di ricaduta sulla società, la chiusura dei Cineworld avrà un impatto notevole sulla comunità indiana e pakistana. La catena distribuisce infatti nelle sue sale cinquanta film l'anno dell'industria cinematografica bollywoodiana, dando così la possibilità di restare legati alla cultura del proprio paese ad alcuni milioni di cittadini britannici.

La situazione è in evoluzione, ma la preoccupazione di molti è che quando James Bond deciderà che non è tempo per morire, sarà già morto il cinema come lo abbiamo conosciuto per oltre 120 anni. 
Condividi