Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Jedi-18a53c67-2f96-441b-83dd-5594016530f2.html | rainews/live/ | true
MONDO

l'universo cinematografico entra nella vita reale

"Che la Forza sia con te". Da Star Wars alla Chiesa dello Jediismo, tra religione e ossessione

Il fenomeno Jedi è una fissazione, un'arte, un passatempo, una filosofia di vita. E gli "adepti" sono quasi un milione in tutto il mondo. A quasi 40 anni dall'uscita del primo film, oggi non è solo una moda, un modo per ritrovarsi tra fan e ammiratori ma anche un pensiero spirituale, perfino una religione

Condividi
di Mariaceleste de Martino

Si è fatto cacciare da un supermercato di Bangor, nel Galles, perché rifiutava di togliersi il classico cappuccio del mantello Jedi, un "hood" per motivi religiosi in quanto fondatore e leader della Chiesa dello Jedi. Il cappuccio (ma non il velo che copre il volto) è vietato dalla legge britannica per ragioni di sicurezza perché nasconde il capo. Ma Daniel Jones non ha voluto sentire ragioni. Perché lui è uno Jedi dalla testa ai piedi, non solo dentro. Un caso che ha conquistato i media britannici e non solo.
    
29 anni, non ha figli, non è sposato, è un multi talento: ha conseguito tre diplomi (Music Technology, in eMedia, e Performing arts), ha una laurea in Counseling ed è iscritto al secondo anno universitario della facoltà di Chimica. Ha studiato Buddismo, è un terapista dell’Emotional Freedom Technique (tecnica di libertà emotiva). Si interessa come ricercatore di meccanica e scienza quantistica. Ed è anche un musicista e YouTuber.

“Ho deciso di creare la Church Of Jedi (Chiesa dello Jedi) nell’estate del 2007 dopo un viaggio in giro per gli Stati Uniti e un altro subito dopo in Francia. Parlai con diverse persone, di ogni genere, e attraverso loro conobbi di più la vita e del suo vero significato. 
Quanti sono i “follower”?
“Tra 500mila e un milione in tutto il mondo”
Dov’è la sede principale?
“La Chiesa è stata fondata nel Galles, ma al momento il quartier generale è online, non finché avremo i soldi per avere un nostro edificio”.
La vostra “Bibbia”, i vostri “Comandamenti” lo considerano un “peccato” se un seguace non obbedisce sempre alla vostra dottrina?
“La dottrina è a disposizione di tutti i membri, ma non c’è alcun tipo di punizione se l’impegno e la dedizione non sono completi da parte dei credenti. Allontaniamo quei membri che possano essere nocivi alla Chiesa”.
Lo Jediismo è più una religione, una filosofia o uno stile di vita?
“Una religione composta di una serie di credenze e convinzioni. E viene applicata anche come una filosofia che può migliorare la vita a chiunque”.
C’è una gerarchia?
“ Abbiamo membri a diversi livelli. Si comincia come apprendista fino ad arrivare al Cavalierato, dopo studi, lavoro e addestramenti”. C’è un Consiglio ai vertici che crea e mette in pratica le decisioni della Chiesa".
Vi sposate tra di voi? Ci sono anche dei riti religiosi per matrimoni e battesimi?
“Celebriamo dei riti di unificazione Jedi per le persone unite nella forza. Queste cerimonie vengono celebrate dai ministri della nostra Chiesa e sono cerimonie private. Abbiamo anche le linee generali per celebrare l’assegnazione di un nome (“battesimo” ndr), ma non ne abbiamo mai svolta una finora”.
Pregate?
“Non le chiamiamo preghiere, usiamo tecniche di ordinamento cosmico. I membri seguono il “training” della Chiesa di Jediismo per arricchire le loro vite e farli giungere pacificamente al livello di consapevolezza dell’esistenza”.
Avete delle restrizioni o regole sull’alimentazione? Banditi droghe e alcol?
“Le nostre linee guida indicano: mangiare tutto integrale, bere tanta acqua e tè verde. Consigliamo di stare lontani da alcol e droga in quanto danno dipendenza".
Qual è la sua opinione su questo pianeta, su questo mondo? Cosa ha da dire sui terrestri e sulla vita basate sull’incastro del sistema del lavoro in cambio di denaro?
“Parlerei in eternità di quello che penso. Sarò chiaro ed esplicito in poche parole: il mondo sta vivendo una ‘simil-vita’ di simulazione, portata avanti da sé stessi e dovuto da fattori ambientali.  Il ruolo della Chiesa è quello di filtrare tutto questo e ridare alle persone la realtà e le loro vite”.  
Cosa criticate della vita terrestre e contro cosa lottate? Un pensiero sulla politica? E cosa pensate delle altre religioni?
“Noi lottiamo per dare alle persone una chance per riprendersi la propria vita, ad aiutare gli altri a raggiungere grandezza, splendore, magnificenza attraverso la creatività e l’amore”.

Nel 2001, nel Regno Unito si svolse un censimento su quanti fossero i guerrieri Jedi: un’enormità, molti di più degli “adepti” di Scientology. E quindi, il 21enne Daniel Jones, decise di ufficializzare il credo.  
 
Non si immedesimano ma “sono”. Non imitano, ma “vivono” da “guerrieri”. Credono che la religione Jedi sia “innata in ogni individuo” e che “in ognuno di noi si annidi un senso di moralità”: solo “silenziando” la mente si può ascoltare la forza interna. "Emozione ma pace, ignoranza ma conoscenza, caos ma serenità, morte ma forza”, è il codice Jedi. Sono persone reali che vivono secondo i principi dello Jediismo, una religione da praticare, una filosofia di vita.

Lo Jediismo, come pensiero, nacque appena uscì il primo Star Wars, nel 1978. L’Ordine del Tempio dello Jedi è una Chiesa riconosciuta negli Stati Uniti dal 2005. Prima ancora c’era il Santuario Jedi, istituzione anch’essa riconosciuta dal 2001. Ma anche queste congregazioni non sono le più antiche. La Comunità Jedi comincia a essere attiva nel 1996 con il “Praexeum (la struttura vista nell’Universo espanso di Guerre Stellari) di Kharis Nyteflyer, e poi si è evoluta. L’Accademia della Forza è l’Ordine attivo sin dagli Anni 90 e contemporaneamente c’era anche Il Credo Jedi e Jedi del Nuovo Millennio.
  



Alethea Jolene Thompson e il marito Nathan Thompson sono sposi Jedi, anche se in realtà lui si professa  pagano e di conseguenza la cerimonia si è svolta con ritualità mista. Lei è un ex militare (otto anni e mezzo nell’Esercito e un anno nella Guardia Costiera), ha vissuto un anno nelle Hawaii, un anno in Iraq, un anno in Giappone e un anno in Calfornia. Si è sposata con Nathan  prima in Giappone perché si trovano lì per lavoro (base militare Usa di Torii a Okinawa), poi hanno celebrato la cerimonia a Franklin, nel Tennessee, lo Stato dov’è nata. Lei è una Jedi convinta, ha 30 anni, mamma di un bellissimo bambino di nome Makai, ex militare, lavora per una compagnia di assicurazione a Greenville, in South Carolina. Ma il suo sogno è un altro: “Sto costruendo una fondazione per un’organizzazione non-profit che si chiama “Let’s Regroup: Building Stronger Citizens” (Riorganizziamoci per costruire cittadini più forti) che ha lo scopo di migliorare l’America e creare Comunità che tra di loro hanno relazioni più salde. E per far sì che un giorno sia realizzabile, ora sono attiva in un gruppo che si occupa di sorveglianza del crimine dove vivo. Come ex soldato della polizia militare dell’Esercito Usa posso dire che si tratta di un supporto valido per le forze di sicurezza. Noi cerchiamo di rafforzare i legami e i rapporti tra persone e di aiutare a creare un valore nella vita di ognuno”.
Come si è svolta la cerimonia del suo matrimonio?
“A sposarci è stato uno Jedi, che è anche un pastore Metodista”.
Quanti credenti Jedi ci sono negli Stati Uniti?
“Circa 2000”
Quando è diventata una Jedi?
“Sono entrata nella Comunità Jedi il 14 aprile 2002 e ho dato vita a un’Accademia della Forza. Ora sono il leader dell’Aspetto Luce nel Consiglio Jedi”.
Cosa l’ha spinta a unirsi alla Chiesa?
“Sono un membro della Chiesa dello Jediismo da qualche anno, dopo essere entrata in lotta con la Chiesa di Daniel Jones, perché la mia Chiesa non è stata sempre accettata dalla Comunità degli Jedi. Sia io sia il Ren del Santuario dello Jedi (che ha chiuso), il Tempio dell’Ordine Jedi e i Cavalieri Ashla abbiamo contestato la Chiesa dello Jedi perché non rappresentavano quello che noi invece sosteniamo. Poi, le acque si calmarono, ma si aggravarono quando accadde l’episodio del “cappuccio” al supermercato, che fece molto arrabbiare tutta la Comunità. Nel frattempo, riuscii a mettermi in contatto con Daniel Jones e così creai una chat per la Comunità per raccogliere tutte le nostre preoccupazioni e le speranze della Chiesa dello Jediismo. Ci volle tempo ma alla fine siamo giunti a una tregua. Ho anche lavorato saltuariamente per COJ”.
Qual era la sua religione prima di diventare un fedele Jedi?
“Nasco cristiana. Ma non è che io sia una fan di Guerre Stellari. Sono diventata una Jedi per un bisogno di battaglia spirituale. Ci fu un evento che cambiò la mia vita e in quell’occasione mi vennero dubbi sulla fede che avevo praticato da anni, ovvero Wicca (religione della natura ndr).Le perplessità erano se continuare o di tornare al Cristianesimo. La mia amica Melissa mi mise davanti a un computer e mi disse di creare un login nell’Accademia di Forza. Mi disse che ne sarei rimasta innamorata. Dopo qualche minuti di discussione, su quanto a me non piacesse Star Wars, lei riuscì a farmi creare un username e una password.  Era al secondo anno di Liceo a quel tempo. Da allora sono rimasta con loro. Per un periodo ho anche lavorato con gli Ordini in Russia e nella Repubblica Ceca: fu nel 2008, dopo essere tornata da una missione di 14 mesi in Iraq. Mi identifico come una Jedi Cristiana”.
Suo figlio Makai è stato battezzato come Jedi?
“No, deciderà lui quando sarà abbastanza grande, se seguire il percorso Jedi o di abbracciare un’altra religione. Ci sono tanti buoni valori Jedi che lui apprenderà presto, tra questi: Rispettare la legge, l’importanza del Coraggio e della Forza d’animo, Responsabilità, Disciplina.
Cosa c’è dopo la vita terrestre?
“Non vi è alcun pensiero su questo per noi Jedi. Ogni singolo Jedi pensa quello che vuole. Io credo nella sincerità. Puoi anche credere a un aldilà, ma non soffermarti troppo fino al punto di lottare per arrivarci. Quello che trovi potrebbe non portarti sul cammino degli Jedi e per noi va bene così, noi aiutiamo a trovare quello che va bene per ognuno”.
Indossa abiti Jedi tutti i giorni?
“No. Il mio “mantello” è solo per le cerimonie. Quando insegno indosso un “corsetto” per rappresentare il mio ruolo”.
Chi è esattamente? Un Obi Wan? Un Cavaliere?
“Dipende dove mi trovo. Nella Chiesa dello Jediismo sono ambasciatrice e alleato, all’Accademia della Forza sono un Maestro, l’Ordine del Sith mi riconosce come Cavaliere Jedi che è il più alto riconoscimento. Alla Chiesa dello Jedi The Original sono un’amministratore. Poi, sono un Cavaliere della Heartland Jedi riconosciuta dalla Jedi Federation, sono un ambasciatore-alleato in vari altri Ordini,  un apprendista al Tempio dell’Ordine Jedi. Come avrai notato la nostra è una Comunità molto complessa”.

PER GIOCO, MA PUR SEMPRE UN'OSSESSIONE
La passione per Star Wars va oltre l’imitazione della finzione cinematografica anche per chi non è un "fanatico" religioso. C'è chi si diverte e gioca a fare lo Jedi. Semplici fan, seppur sfegatati e ossessionati, che si travestono come i personaggi della saga, che giocano, che si divertono e che organizzano raduni e performance fedeli al capolavoro di George Lucas.   

I JEDI NON RELIGIOSI
Senza essere un “fedele”, c'è chi per gioco si immedesima in uno dei personaggi, tra questi ci sono quelli che per spettacolarizzare la loro festa nuziale si sposano con i “damigelli” che puntano le spade laser o che sono vestiti da Stormtrooper (Assaltatori). Tra questi ammiratori di Guerre Stellari il 49enne Richard Johnson, cittadino Usa, nato e cresciuto in Ohio, vive con la moglie Elaine (che non è una fan di Star Wars ma tollera e appoggia la sua “ossessione”) ad Aledo, vicino a Fort Worth, in Texas, ha due figlie, quattro nipoti, di cui due sono già stati ben “indottrinati” con la “Forza”, sin dai primi anni di vita. Star Wars è un legame forte che lega la famiglia Johnson. Richard è un eCommerce manager di un’azienda famosissima di telefonia. Tra i suoi hobby pratica la corsa e il ciclismo, nel weekend, dopo una lunga e dura settimana di lavoro, si rilassa con la pittura ad acquerello, ama l’architettura e riproduce fedelmente edifici storici usando inchiostro di china. Cattolico praticante si dedica anche allo studio della Bibbia, fa parte di un gruppo che si riunisce settimanalmente.


Quanti anni aveva quando fu “colpito” dalla spada laser?
“Avevo 11 anni quando Star Wars uscì per la prima volta al cinema. Ne fui subito “infettato”. Mi innamorai di tutto che provenisse da quella galassia lontana. Comprai il mio primo action figure (modellino) nel 1978 appena furono messi in vendita. Presi anche il mantellato Jawa in vinile, raro pezzo da collezione oggi. E da lì cominciò la mia infinita collezione. Mettevo da parte la mia paghetta (i miei genitori mi davano 40 dollari ogni due settimane) che spendevo solo ed esclusivamente per acquistare giocattoli, magliette e poster di Star Wars. A 12 anni ero già un collezionista vero: conservavo anche tutte le scatole e l’imballaggio. Quindi, ora, la mia collezione vintage si trova ancora così com’era al momento dell’acquisto, con tanto di foglietti con le istruzioni e cataloghi”.
Cosa le piacque di Star Wars e cosa la tiene ancora legato alla saga?
“Rimasi colpito perché il primo Sci-Fi (fantascienza) film sembrava proprio vero. I personaggi sembravano vivi e l’Universo appariva vissuto. Le loro navi spaziali erano ammaccate e danneggiate. I personaggi erano così reali, anche i Droids, C-3PO e R2-D2, avevano la loro personalità. E io mi ci potevo confontare. Anche se alla fine, per me Star Wars era un gran bel negozio di giocattoli!”.
Si è mai vestito da uno di loro?
“Possiedo un abito che è una riproduzione fedele dell’originale: è l’outift di Boba Fett (appare per la prima volta ne L’Attacco dei cloni da bambino, ndr), il cacciatore di taglie assunto da Darth Vader dall’Impero per braccare Han Solo e Millennium Falcon in “The Empire Strikes Back” (L’Impero colpisce ancora). Per me è un personaggio fantastico, che ha poche battute, direi un uomo di poche parole. E a me piace. L’armatura e tutti gli accessori, sono statu realizzati da una trentina di artigiani di tutto il mondo. Indosso questo abito alle feste per bambini, mi aiuta mia moglie a indossarlo e il  mio sogno è quello di creare una “Make-a-Wish Foundation” (fondazione “esprimi un desiderio”) o anche un’associazione per organizzare visite in ospedale ai bambini ricoverati che hanno bisogno di essere sollevati e intrattenuti dal vivo da un personaggio di Star Wars. Sarei felice di far qualcosa di utile con uno scopo benefico indossando il mio costume originale di Boba Fett”.
Lei pensa che la sua sia una mania, una fissazione o una passione?
“Tutte e tre. Star Wars ha un’enorme platea di follower in tutto il mondo, quindi penso sia una “mania”, che ho oramai da 38 anni e ho il sospetto che continuerà per altri 38 anni in ogni Paese del pianeta Terra”. Per alcuni è una “fissazione”. Star Wars ha sfornato ogni tipo di creatività che si possa immaginare, a cominciare dalla pittura: i maniaci delle auto dipingeranno Vader e Stormtroopers sui loro veicoli”. Ed è assolutamente una passione. I collezionisti di oggi spendono 5mila dollari per acquistare modellini, a tirature limitata, grandezza naturale, di Hoth Snowspeeder, Millennium Falcon o altri, con luci e audio. Io mi concentro sugli action figure più piccoli, dagli Hot Toys alle Sideshow Collectibles, che sono fatti con maggior accuratezza: occhi in vetro e pelle che sembra umana. Ne possiedo 24 e sono in procinto di comprarne altre nuovi. Ma la mia collezione vintage è la mia passione, così come sono affezionato ai miei 84 “MOC” (come li chiamano i collezionisti) modellini.
Cosa si aspetta dal nuovo film “Star Wars: The Force Amakens” in uscita il 16 dicembre?
“In Texas uscirà il 17. Ho già i biglietti per il film in 3D per lo show delle 22.30 e porterò con me due dei miei nipotini che si chiamano Harrison e Mckendree. Siamo tutti molto ansiosi ed eccitati. Io sono un po’ più cauto dopo la delusione di Episode 1 (La minaccia fantasma). Non aveva la stessa sensazione di Star Wars. Non vedevo nulla che si riconoscesse con l’originale, nulla, né le navi spaziali, né i personaggi. Però mi piace come J.J.Abrams (regista di Star Wars: Il risveglio della forza ndr) abbia rivitalizzato lo Star Trek franchise, quindi ho fiducia in lui. Noi fan sfegatati degli Anni 70 non avevamo né aspettative né pregiudizi. Per noi tutto era nuovo e fantastico e ‘mangiavamo’ il più possibile di quello che ci veniva offerto. Ora gli spettatori di oggi sono stufi. Vedono i trailer per un anno interno in attesa del film e arrivano al cinema già sapendo tanto e troppo. Poi, i social media cambiano totalmente il lancio di un film. Quando ero bambino Star Wars uscì senza i forum online, senza i commenti sul web. Ora i fan pretendono molto. Ci sono anche i cartoon (Clone Wars e Rebels) che preparano i bambini. Io sono uno ‘Star Wars fan originale’. Voglio solo tornare alla galassia da dove siamo partiti, per tornare assieme ai miei vecchi amici”.
Lei è cattolico. Ha mai pensato alla ‘Trilogia’ come una sorta di ‘Trinità’?
“Penso che la religione Jedi sia una miscela di tante religioni terrestri: è molto Zen, Orientale, con un enfasi sulla meditazione e un punto di incontro con le tecniche delle arti marziali. La Forza è metafisica e per niente come quella di Dio nella Bibbia. Non avevo mai pensato a confrontare la trilogia SW con la Trinità. In effetti ci sono gli stessi elementi: Padre (Vader/Anakin), Figlio (Luke) e Spirito Santo (la Forza e i suoi Spiriti della Forza Obi-Wan e Yoda dopo la morte). Quindi, sì ora che mi ci fa pensare ci sono delle correlazioni”.

FAN CINEFILI
In Italia c’è chi è andato oltre la passione da fan che si travestono o che collezionano pupazzetti. Angelo Licata e la sua ‘squadra’ di appassionati Jedi del sito Guerrestellari.net hanno realizzato un film Stars Wars dal titolo Dark Resurrection, che ha riscontrato un grandissimo successo a livello internazionale, apprezzato anche all'interno della LucasFilm.Il backstage spiega perché e come hanno "impersonificato" il mondo dei Jedi.
Quanti sono i fan in Italia?
“I fan ufficiali in Italia non sono quantificabili. Ma si aggirano attorno a svariate decine di migliaia, un movimento che è in crescita costante soprattutto negli ultimi anni, grazie alla rinascita del marchio Star Wars per vie di tutti i nuovi prodotti editoriali e multimediali, e ovviamente i film, nati sotto l'insegna della nuova proprietà di Disney”, ci dice Carlo “Skyrules” Porciatti (si fa chiamare così), amministratore del sito Guerrestellari.net, un portale di notizie e forum di Star Wars.
In Italia neanche un "religioso" iscritto alla Chiesa?
"Difficile che accada in un Paese cattolico"
Ma lei ci crede comunque profondamente?
“Giocando con i colleghi sono “il Signore dei Sith”, scherzando con i ruoli dei Villain di Dtar Wars, il Darth Vader di Gs.net. Noi ci sentiamo Jedi, ma anche dei Sith (i malvagi di Star Wars), ma non crediamo in una sorta di religione basata sui principi della Forza. Siamo Jedi in quanto protettori del fandom italiano e marchio Star Wars; in quanto appassionati della Saga e coinvolti dalle vicende narrate nei film e in tutto il materiale a loro legati. Star Wars è una parta della nostra vita, con i suoi insegnamenti filosofici, ma anche con le sue semplici caratteristiche di saga cinematografica fantasy. Per noi non è assolutamente una religione, ma è una forte, fortissima e intensa passione. Apprezziamo le storie di quell'universo fantasioso, irreale ma tangibile, che ci permette di sognare e fantasticare”.
Siete una squadra affiatata
”Non abbiamo "squadre". Quindi, non abbiamo uno Yoda o un Obi-Wan Kenobi; e non ci confrontiamo con il mondo secondo il presunto credo Jedi, anche se a volte, per ilarità, si scherzi nei nostri discorsi su come potrebbe essere il mondo se realmente esistesse la Forza e i Jedi, ma siamo ben consci che è fantasia”.

Fanfilm italiano: DARK RESURRECTION di Angelo Licata


 

Condividi