POLITICA
Il caso
Jobs act. Tocci (Pd) vota la fiducia ma poi si dimette da senatore: "Il mio dissenso è profondo"
Dissenso e gesto clamoroso per il senatore Pd: "Non voglio far cadere governo ma è impossibile seguire mie idee"

Una scelta di coscienza
La conferma arriva anche dal suo blog dove il senatore scrive: "I margini di maggioranza al Senato sono esigui e non ho intenzione di causare una crisi politica". Perciò "voterò la fiducia, ma subito dopo prenderò atto dell'impossibilità' di seguire le mie idee e mi dimetterò da senatore". Poi precisa: si tratta di una una scelta di "coscienza, senza alcun disegno politico per il futuro".
Il mio dissenso è profondo
Sulla delega lavoro "il mio dissenso è profondo sia nella forma che nella sostanza del provvedimento. Soprattutto mi preoccupano gli equivoci che hanno dominato il dibattito. I progetti raccontati ai cittadini non corrispondono ai testi che votiamo in Parlamento" sottolinea Tocci annunciando l'addio a palazzo Madama per le divergenze sul Jobs act: "L'opinione pubblica sa che stiamo cancellando l'art.18 ma questo non c'è scritto nella delega. Quell'articolo non esiste più perché è stato cancellato due anni fa da Monti".
Le motivazioni
"Questa legge delega non contiene indirizzi e criteri direttivi, è una sorta di delega in bianco che affida il potere legislativo al potere esecutivo senza i vincoli e il limiti indicati dalla Costituzione" spiega Walter
Tocci sul suo blog. "Queste scelte sono a mio parere - aggiunge motivando la decisione di dimettersi da parlamentare - in contrasto con il mandato ricevuto dagli elettori. Non erano certo contenute nel programma elettorale che abbiamo sottoscritto come parlamentari del Pd nel 2013".