SPETTACOLO
Lutto a Helsinki
Morto lo scrittore e regista finlandese Jörn Donner: tra i primi a denunciare il "potere dei maschi"
Esordì a Venezia nel 1963 vincendo nella categoria Opera prima della Mostra del Cinema. Lungo il sodalizio artistico con Ingmar Bergman cui dedicò la monografia "Il volto del diavolo"

Era nato a Helsinki il 5 febbraio 1933 e ha unito in una lunga carriera l'attività di narratore con quella di cineasta. Autore della monografia "Il volto del diavolo" sul regista Bergman, Donner esordì in patria nel cortometraggio.
In Svezia diresse l'attrice Harriet Andersson nel film "Una domenica di settembre" (1963, che ottenne il premio Opera Prima alla Mostra del Cinema di Venezia) e in "Amare" (1964), di nuovo in concorso a Venezia.
Con la stessa attrice girò altri tre film in Finlandia, tra cui "Qui comincia l'avventura", e nel 1967 ha fondato una casa di produzione.
Donner è stato tra l'altro il produttore di "Fanny & Alexander" (1982) di Bergman.
Nel 1978 è tornato alla regia con "Gli uomini non si possono violentare", decisa presa di posizione contro le sopraffazioni della società maschilista. È autore di una quarantina di film. Donner esordì come scrittore: il radicalismo giovanile emerge dai libri di viaggio "Rapporto da Berlino" (1958) e "Rapporto dal Danubio" (1962), diluito in seguito in un criticismo "costruttivo", come dimostra "Il nuovo libro sul nostro paese" (1967).