MONDO
Marrakech
Kerry: i cambiamenti del clima sono reali per la maggioranza degli americani
Il segretario di stato Usa parlando alla Conferenza Onu sul clima di Marrakech (Cop22) rassicura: "Il mondo è più unito che mai. Non solo accetta la sfida, ma vuole mantenere gli impegni presi a Parigi".

Kerry: business costringerà politici ad agire
"Sono ottimista per i mercati, per gli impegni che il mondo del business ha assunto e che costringeranno i politici a raggiungere gli obiettivi. Investire in energia pulita è una scelta di senso economico. Nessuna nazione potrà fare meglio, se resta fuori". Ha aggiunto il segretario di stato Usa.
Italia sale in classifica per impegno su cambiamento clima
L'Italia risale di 4 posti, dal 20/o al 16/o, nella classifica dei paesi che meglio combattono il cambiamento climatico. Lo rivela il rapporto annuale sulle performance climatiche degli stati del mondo, preparato da Germanwatch e CAN-Europe, con la collaborazione per l'Italia di Legambiente. La ricerca segnala un rallentamento dell'impegno per il clima da parte dell'Europa e un'accelerazione da parte delle economie emergenti, come India e Brasile. I primi tre posti della classifica non sono stati assegnati, perché nessun paese al mondo è riuscito a contenere le sue emissioni di gas serra in modo sufficiente per contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell'Accordo di Parigi sul clima.
Al 4 posto si classifica la Francia, grazie al ruolo svolto per il raggiungimento dell'Accordo di Parigi. Seguono Svezia (5) e Regno Unito (6), che beneficiano delle politiche climatiche dei precedenti governi. Il Marocco (8), che ospita la Conferenza sul clima di Marrakech Cop22, consolida la sua leadership in Africa grazie a rinnovabili e piani ambiziosi. L'Italia fa un passo in avanti, rispetto allo scorso anno, passando dal 20 al 16 posto, grazie alla considerevole riduzione delle sue emissioni (-19.8% nel 2014 rispetto al 1990 con una riduzione del 4.6% rispetto all'anno precedente) dovuta all'onda lunga degli investimenti degli anni precedenti nelle rinnovabili (22esima posizione della classifica specifica), arrestatasi nel 2014, e dal contributo dell'efficienza energetica (21 posto) combinato con la perdurante stagnazione economica. Il rapporto denuncia però l'assenza di una politica climatica nazionale a livello degli altri partner europei, relegando l'Italia in fondo alla classifica specifica (44).