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MONDO

Crisi ucraina

Battaglia a Slovinask: 5 morti. Putin: ci saranno conseguenze. Kiev: Mosca fermi soldati

Mosca ha annunciato di aver avviato nuove esercitazioni militari al confine con l'Ucraina: "Siamo costretti a reagire alla macchina militare di Kiev e alle esercitazioni della Nato" ha detto il ministro della Difesa russo. Nella città orientale di Slovinask alcuni insorti filorussi sono morti nei combattimenti con le truppe di Kiev. Putin: "L'operazione militare di Kiev avrà conseguenze"

Ucraina (AP)
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Ucraina Il governo di Kiev ha dato alla Russia 48 ore di tempo (fino alle ore 16 locali del 26 aprile) per spiegare nel dettaglio le esercitazioni militari che sta effettuando vicino al confine con l'Ucraina. Lo ha annunciato il ministero degli Esteri. Poco prima, in un'intervista tv, il presidente ad interim Oleksandr Turchynov ha ribadito la richiesta alla Russia di "fermare l'ingerenza negli affari interni di Kiev e ritirare le truppe dai confini orientali dell'Ucraina". 

Mosca annuncia nuove esercitazioni al confine con l'Ucraina
Mosca ha annunciato di aver avviato nuove esercitazioni militari al confine con l'Ucraina, in relazione al concentramento di truppe ucraine alla frontiera e all'inizio dell'operazione militare di Kiev nel sud-est ucraino. "Siamo costretti a reagire alla macchina militare ucraina e alle esercitazioni della Nato", ha detto il ministro della Difesa.

Putin: "L'operazione militare di Kiev avrà conseguenze"
Un annuncio arrivato poco dopo le parole del presidente russo Vladimir Putin che ha definito l'intervento dell'esercito ucraino contro il suo stesso popolo nell'est del Paese "un crimine grave". Putin ha minacciato "conseguenze" per quella che Kiev definisce un'operazione "antiterrorismo" contro i separatisti filorussi.

"Se il regime attuale a Kiev ha veramente iniziato ad usare l'esercito contro il popolo – ha tuonato - si tratta di un crimine grave. E' un'operazione di repressione che avrà conseguenze su coloro che prendono decisioni, in particolare sulle relazioni tra i governi".

Combattimenti a Sloviansk
A scatenare la reazione di Mosca è quanto sta accadendo nelle ultime ore nell’Ucraina dell’est. Divampa infatti la battaglia alle porte di Sloviansk, la città ribelle diventata la roccaforte della rivolta filo-russa. Le forze di Kiev hanno raggiunto la periferia della città in mano ai ribelli da metà aprile e negli scontri sono stati uccisi 5 miliziani separatisti e distrutti tre checkpoint "illegali".

Non è chiaro se le truppe ucraine si preparino a invadere Sloviansk, la città simbolo del movimento separatista che vuole l'annessione alla Russia dell'est dell'Ucraina, il cuore industriale e russofono del Paese. Certo è che il ministero dell'Interno di Kiev ha chiesto agli abitanti di non uscire dalle proprie abitazioni e di "non lasciare bambini da soli per le strade", come si legge in un comunicato.

Stampa ucraina: Kiev sospende blitz a est, rischio invasione russa
Secondo il quotidiano ucraino in lingua inglese Kyiv Post, Kiev avrebbe sospeso per ora l'operazione militare lanciata a Sloviansk contro gli insorti filorussi. La testata cita un ufficiale dei servizi di sicurezza ucraini, secondo cui Kiev starebbe riformulando il suo piano d'azione anche perché il rischio che le truppe russe attraversino il confine sarebbe cresciuto drammaticamente. Il giornale inoltre parla di almeno 7 vittime tra i filorussi nei combattimenti a Sloviansk.

Kiev riconquista il municipio di Mariupol con un’operazione pacifica
Un’operazione senza spargimento di sangue è stata condotta invece a Mariupol, importante città portuale sul Mar Nero nella regione di Donetsk, dove le truppe ucraine hanno riconquistato il Municipio occupato dal 13 aprile da miliziani filo-russi. ll ministro dell'Interno ucraino, Arsen Avakov, ha spiegato che l'operazione è avvenuta in modo pacifico e che gli uffici comunali potranno tornare ora alla normale attività appena completate le ispezioni degli artificieri. 

Le preoccupazioni internazionali. L'Onu: "Azione militare da evitare". L'Ue: "Le parti rispettino gli accordi di Ginevra"
La crisi ucraina suscita le preoccupazioni internazionali. Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon fa sapere, tramite un portavoce del Palazzo di Vetro, di essere preoccupato che "la situazione divenga rapidamente fuori controllo con conseguenze imprevedibili". Per questo sottolinea la necessità che tutte le parti rispettino gli impegni assunti con la Dichiarazione di Ginevra: "L'azione militare - afferma - deve essere evitata a tutti i costi". Sulla stessa linea l'alto rappresentante della politica estera Catherine Ashton:  "Tutte le parti devono attenersi alla dichiarazione di Ginevra del 17 aprile". 
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