MONDO
Dopo la strage
La Tunisia in piazza contro il terrorismo. L'allarme della Gran Bretagna: Possibili altri attacchi
Manifestazioni a Sousse e Tunisi per dire no al terrore come dopo l'attacco al museo del Bardo. Per il Foreign Office britannico esiste il rischio di nuovi attacchi contro i resort turistici

Dalla Gran Bretagna arriva però un nuovo allarme: estremisti islamici potrebbero colpire altri resort turistici in Tunisia. Secondo un aggiornamento dell'avviso del Foreign Office ai turisti britannici, i più colpiti dalla strage sulla spiaggia, a compiere i nuovi attacchi potrebbero essere "individui non noti alle autorità e le cui azioni sono ispirate da gruppi terroristici attraverso i social network".
Allarme inglese che trova parziale conferma nell'analisi di Rid, la Rivista Italiana Difesa, che descrive la Tunisia come un Paese "fragile" ed "esposto all'instabilità che emana dalla vicina Libia e dal Sahel. Una parte significativa del sud e dell'ovest è in mano ai gruppi terroristici ed è impiegata come corridoio per il traffico di armi ed il passaggio di miliziani dalla Libia all'Algeria, fino al nord del Mali. Gli sforzi congiunti compiuti negli ultimi mesi assieme all'Algeria sembrano non bastare".
"Da diversi mesi - continua la rivista - in Tunisia si stanno infiltrando anche elementi di Isis provenienti dalla Libia". Sarebbero "almeno 3/400" gli adepti del Califfato in Tunisia "che stanno intensificando le attività propagandistiche, soprattutto tra le insoddisfatte giovani generazioni, tentando di replicare esattamente la strategia già attuata con successo in Libia per favorire scissioni nei gruppi qaedisti come Ansar al-Sharia Tunisia e la Uqba ibn Nafi Brigade".
Francia e Tunisia "sono da mesi nel mirino di Isis e gruppi qaedisti dopo gli attacchi di Parigi ed al Museo Bardo. La Francia, come tutti i Paesi europei, si trova di fronte alla minaccia dei cosiddetti foreign fighters. Ad oggi - aggiunge Rivista Italiana Difesa - si calcola che un migliaio di cittadini francesi siano partiti per combattere in Iraq, Siria, Libia e Mali, tra le fila di gruppi jihadisti quali Isil, al-Nusra, Ansar al-Sharia o Ansar al-Dine. Di questi, 2-300 sarebbero rientrati in Patria ed alcuni di essi sarebbero molto pericolosi tanto è vero che dopo gli attacchi di Parigi la Francia è un Paese che vive blindato". "Più in generale - conclude Rid - il problema dei foreign fighters è lungi dall'essere risolto nonostante le misure prese di recente dalla gran parte dei governi europei.
Intanto, si apprende che "le autorità di Germania, Francia e Regno Unito ci hanno informati che non impediranno ai turisti di venire in Tunisia ma vogliono partecipare alle indagini e vedere decisioni chiare in materia di sicurezza". Lo ha detto il ministro del Turismo tunisina, Salma Loumi, parlando con i giornalisti. "Martedì riceveremo tutti gli ambasciatori per informarli delle misure di sicurezza adottate per proteggere i turisti", ha aggiunto, sottolineando che molti turisti britannici hanno deciso di rimanere in Tunisia fino alla fine delle vacanze. Oltre 3mila altri turisti, invece, hanno già lasciato la Tunisia a seguito dell'attentato di Sousse.