Coronavirus
Lamorgese: "In estate vaccineremo i giovani, verso vacanze sicure"
Intervista al Messaggero

"Verranno intensificate tutte le misure di prevenzione analogamente a quanto avviene in occasione delle più importanti festività, con un dispositivo di circa 70 mila donne e uomini in divisa. E come l'anno scorso, bisognerà tenere conto delle limitazioni imposte in tutta Italia per contenere la diffusione del Covid 19, con specifici servizi programmati a livello territoriale che riguarderanno, in particolare, le aree urbane più esposte al rischio di assembramenti, i parchi, i litorali più frequentati, le arterie stradali e autostradali, le stazioni ferroviarie, i porti e gli aeroporti". Ha spiegato la ministra dell’Interno.
"Ho convocato per domani mattina al Viminale il Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica - continua - Cresce, soprattutto tra i ragazzi, un senso di stanchezza e di mancanza di fiducia per il futuro. Siamo alla seconda Pasqua chiusi in casa e questo crea altro disorientamento. Ma non è il momento di abbassare la guardia, perché i progressi registrati dalla campagna per i vaccini fanno finalmente intravedere un orizzonte diverso che ci consentirà di tornare gradualmente alla normalità. In questo contesto sociale molto delicato, le forze di polizia continuano a svolgere un'attenta attività di vigilanza e per questo voglio ringraziare tutti gli uomini e le donne impegnati con professionalità nelle nostre città
Lei stessa, assicura, si vaccinerà. "Ho potuto fare la prenotazione on line sul sito della Regione Lazio proprio alla fine della scorsa settimana, appena è stato il turno del mio anno di nascita. Pertanto, mi vaccinerò al più presto" dice Lamorgese. Quanto alla ripresa degli sbarchi di immigrati: "Per la gestione dei flussi migratori è indispensabile una strategia comune da parte dell'Europa. Tuttavia, nella complessa trattativa sul Patto europeo Migrazione e Asilo, alcuni Stati membri si oppongono a ogni forma di relocation obbligatoria. Ne ho parlato a Parigi, con il ministro Darmanin, e presto incontrerò il collega tedesco Seehofer". E ancora: "Un risultato molto significativo lo abbiamo già ottenuto ad Atene dove i Paesi del Med5 Cipro, Grecia, Italia, Malta e Spagna hanno sottoscritto un documento comune per la Commissione in cui vengono fissati due paletti irrinunciabili: il principio di solidarietà e di equa ripartizione delle responsabilità; e la necessità di istituire un meccanismo europeo gestito a livello centrale per facilitare i rimpatri su richiesta degli Stati membri. Sabato scorso, ho parlato di rimpatri anche con il ministro degli Esteri tunisino, Othman Jerandi, tenendo conto che i migranti irregolari tunisini generalmente non fanno la domanda per la protezione internazionale, essendo il loro Paese considerato sicuro: per questo, ho chiesto di implementare, anche con una maggiore flessibilità, l'accordo operativo sui rimpatri che ha già dato risultati importanti in questi anni".