MONDO
martedì 9 novembre 2021
Le notizie dal mondo, la rassegna stampa internazionale
di Paolo Cappelli
Il tempo di ascoltare Obama alla Cop26 a Glasgow puntare il dito contro Russia e Cina, e l'Europa si ritrova di fronte due problemi non meno facili da affrontare: l'ondata di contagi Covid stasera discorso di Macron ai francesi - e la pressione dei migranti ai confini, che ad est, come in precedenza a sud, diventa arma disinvolta di vicini di casa scomodi come il presidente bielorusso Lukashemko. Ma sulle prime pagine dei giornali francesi troviamo oggi un'altra notizia, per alcuni versi 'storica' : un segnale di discontinuità forte della chiesa cattolica.
Le Parisien
Pedofilia, la chiesa pagherà
I vescovi francesi hanno deciso ieri di indennizzare le migliaia di vittime di abusi recensite dal rapporto Sauvé. A costo di vendere beni del patrimonio immobiliare o anche di indebitarsi. I fedeli non dovranno pagare. "Cambiamo la nostra logica, ora partiamo dalle vittime" dice al quotidiano un vescovo, al termine dell'assemblea generale della Conferenza episcopale francese, che ha reso pubbliche le conclusioni di una settimana di lavoro sulla base del rapporto della Commissione sugli abusi sessuali nella Chiesa.
La Croix
Rapporto Sauvé
I vescovi ieri hanno annunciato misure consistenti per lottare contro la pedofilia nella Chiesa, testimonianza di un cambio di mentalità inedito
edito: Jerome Chauis: la svolta
Al termine di una settimana intensa, la Chiesa di Francia sembra finalmente in grado di passare dalle parole ai fatti. Riuniti a Lourdes, i vescovi hanno preso decisioni forti. Di fronte al disastro della pedofilia, niente sarebbe stato peggio che parole, preghiere o gesti commemorativi - per quanto veritieri - non seguiti da azioni. Per rispondere alla peggiore crisi della sua storia recente, la Chiesa mette in campo metodo e risorse. La creazione di un organismo nazionale di riconoscimento e risarcimento indipendente come il Ciase, consentirà di rispondere caso per caso alle richieste di risarcimento. Le somme necessarie saranno tratte da un fondo che la conferenza episcopale e le diocesi otterranno cedendo parte dei loro beni. Oltre a ciò, va sottolineato diverso atteggiamento dei vescovi. "Abbiamo capito che avevamo bisogno di un aiuto esterno", ammette il vescovo Éric de Moulins-Beaufort, presidente della CEF. Le procedure di ascolto delle vittime, i protocolli di indagine… su questo i vescovi sistematizzano il ricorso a società di revisione esterne, alla giustizia francese o a laici. E' un passo importante verso una nuova concezione più collegiale della loro autorità.
Le Figaro
Pedofilia: come la Chiesa risarcirà le vittime
editoriale: in ginocchio
I vescovi guardano in faccia il lato oscuro della Chiesa: un'iniziativa inedita e coraggiosa. E' un atto concreto di quella costruzione della 'casa sicura' indicata da Papa Francesco. E' il primo capitolo di una storia nuova nel rapporto con migliaia di preti e milioni di fedeli sconvolti dall'orrore rivelato dal rapporto Sauvé, un capitolo intitolato 'speranza'
alle 20 discorso del presidente Macron alla nazione, stamattina il consiglio di difesa sanitaria, all'ordine del giorno la terza dose di vaccino e il green pass
Irish Daily Star
Obama: dobbiamo agire ora
"Sono plasmato dalla mia esperienza di un giovane cresciuto alle Hawaii", ha detto Obama, aggiungendo: "Dobbiamo agire ora, con adattamento e resilienza". I leader delle nazioni insulari alla COP26 hanno pressato Obama sul fallimento degli Stati Uniti e di altri paesi occidentali nell'ottemperare agli impegni per dare 100 miliardi (€86bn) all'anno ai paesi più vulnerabili per fronteggiare i cambiamenti climatici. "Tra gli altri, gli Stati Uniti sono tristemente indietro nel pagare la loro quota", ha detto il primo ministro delle Fiji Frank Baini marama, aggiungendo: "Ora a chi è più vulnerabile viene detto di portare pazienza e aspettare". Obama ha sottolineato il grande divario tra la proiezione ottimistica fatta la scorsa settimana dall'Agenzia internazionale per l'energia sull'efficacia deli impegni adottati per limitare il riscaldamento globale a 1.8 C e le previsioni delle Nazioni Unite che parlano di "aumento catastrofico" di 2.7 C già questo secolo. "Questo fa una grande differenza per le nazioni insulari", ha detto Obama.
Salzburger Nachtrichten
"Se non agiamo ora è troppo tardi"
The Guardian
Secondo una ricerca pubblicata dal Met Office del Regno Unito alla cop26, un miliardo di persone saranno colpite da caldo estremo se la crisi climatica aumenterà la temperatura globale di soli 2 °C. Secondo l'OMS, almeno 166.000 persone sono morte a causa delle ondate di caldo in tutto il mondo nei due decenni fino al 2017
FT
Discorso alla Cop26, Obama spera nei giovani attivisti e punta il dito su Russia e Cina che non fanno abbastanza per contrastare la crisi climatica e non ne riconoscono l'urgenza
Gideon Rachman: una Cina isolata è elemento di preoccupazione per tutti
Il rifiuto di Xi JinPin di andare a Glasgow per la COP26 - o al G20 a Roma, è parte di un più ampio modello di autoisolamento cinese. In risposta alla pandemia Covid-19, la Cina ha installato uno dei sistemi più severi al mondo di controlli alle frontiere e di quarantena. Gli stranieri o i cittadini cinesi che entrano nel paese devono andare in stretta quarantena per minimo due settimane. Controlli extra si applicano se entrano a Pechino. Xi Jin Ping stesso non lascia la Cina da quasi due anni. Yu Jie, un analista della Chatham House di Londra, sostiene che la pandemia ha permesso a Xi di accelerare su un percorso dove era già diretto - verso l'autosufficienza nazionale. Eì una politica iniziata ben prima della pandemia, con la campagna "Made in China 2025", che ha promosso la tecnologia e la produzione nazionale. Ma la straordinaria ascesa della Cina negli ultimi 40 anni è stata innescata dall'apertura al mondo di Deng Xiaoping negli anni '80. Deng vide che l'isolamento della rivoluzione culturale di Mao Zedong aveva portato a povertà e all'arretratezza. L'umore attuale in Cina è molto diverso. Rana Mitter, professore di storia cinese a Oxford, indica il pericolo che "i confini chiusi porteranno a menti chiuse". Dopo 40 anni di rapida crescita, la Cina è sicura di sé. Molti esperti pensano che la politica cinese di zero-Covid - e le frontiere chiuse che ne conseguono - si estenderanno fino al 2023. I media cinesi ritraggono l'Occidente, e gli Stati Uniti in particolare, come in un inesorabile declino. Il governo cinese crede che il paese sia molto avanti in alcune tecnologie chiave del futuro, green economy e intelligenza artificiale. Pechino può credere che il mondo ora abbia bisogno della Cina più di quanto la Cina abbia bisogno del mondo (e questo non è un bene).
NYT
Riaprono le frontiere, torna il traffico aereo passeggeri, si moltiplicano gli ingressi negli USA, famiglie riunite dopo 18 mesi di lontananza. Nella foto un abbraccio a Newark
I colloqui della Cop26 di Glasgow portano promesse: 105 paesi si sono impegnati a tagliare del 30% entro il decennio le emissioni nocive di metano.
I critici hanno notato che alcuni degli annunci della scorsa settimana si sono rivelati pieni di 'buchi'. Dopo aver firmato l'impegno contro la deforestazione, i funzionari dell' Indonesia, sede della terza foresta pluviale più grande del mondo, hanno chiarito che porre fine alla deforestazione nel loro paese entro il 2030 a spese dello sviluppo economico è "ovviamente inappropriato e ingiusto". Un altro voto di oltre 40 paesi per eliminare gradualmente l'energia a carbone presentava scadenze vaghe e tralasciava i principali utilizzatori di carbone come Cina, India e Stati Uniti. "I negoziati qui rischiano di essere soffocati da un blitz di comunicati stampa che ottengono grandi titoli, ma sono spesso meno di quanto sembri", dice Mohamed Adow, direttore di Power Shift Africa, un istituto di ricerca con sede in Kenya. "Ci sono molte belle chiacchiere e meno azioni reali".
La Vanguardia
L'UE frenerà l'importazione di prodotti che causano la deforestazione
Soia, legname, carne incontreranno più ostacoli per entrare sul mercato europeo
Washington Post
Il cambiamento climatico porta danni irreversibili ai paesi poveri. Alla Cop26 ricchi sotto pressione per pagare il conto
I popoli più colpiti dal cambiamento climatico hanno fatto il minimo per provocarlo. Alcuni vogliono un risarcimento per ciò che hanno perso. Alcune ricerche hanno stimato il fabbisogno finanziario annuale di danni nei paesi in via di sviluppo dai 290 ai 580 miliardi di dollari l'anno entro il 2030, a seconda degli scenari. Gli attuali finanziamenti umanitari, ai sopravvissuti a terremoti, eruzioni vulcaniche e conflitti violenti o crisi climatiche coprono meno di un decimo.
Kantar
Un sondaggio condotto in 10 Paesi rivela che i cittadini sono allarmati dalla crisi climatica, ma la maggior parte crede che stia già facendo di più per preservare il pianeta di chiunque altro, compreso il proprio governo, e pochi sono disposti a fare cambiamenti significativi nello stile di vita
Il 76% degli intervistati dice che accetterebbe norme e regolamenti ambientali più rigorosi, ma il 46% ritiene che non sia necessario modificare le proprie abitudini personali. Dice Emmanuel Rivière, direttore di Kantar Public: i governi devono ancora convincere i cittadini non della realtà della crisi climatica questo è già fatto ma di quali sono le soluzioni e di come possiamo condividere equamente le responsabilità".
Bild
Migliaia di rifugiati in cammino verso la Germania. Putin e Lukaskeo ricattano l'Europa manovrando il flusso di migranti ai confini della Bielorussia con la Polonia
Tagesspiegel
Lukashenko spinge masse di profughi a premere ai confini dell'Ue
Il ministro dell'Interno Horst Seehofer chiede una rispsta europea coordinata dalla Commissione. Bruxelles legge nel rubinetto aperto da Lukashenko la risposta del leader bielorusso alle sanzioni europee ma Ursula von der Layen a questo punto sembra orientata a proporre nuove sanzioni. Per le autorità polacche, attualmente ci sono tra i 3.000 ei 4.000 migranti nell'area di confine bielorusso-polacca, molti dei quali provengono da aree di crisi come l'Afghanistan e l'Iraq.
Kurier
la regola delle due G ( o vaccinato o guarito da covid) per favore, altrimenti resta fuori
FAZ
Ottimismo per un accordo fra le forze politiche per il ritorno a test rapidi gratuiti
Sport
Storico, in 10mila al Camp Nou per Xavi sulla panchina del Barca
Mundo depor
Xavi superstar
il fuoriclasse torna e fa rivivere l'illusione ai tifosi blaugrana: il rinnovo di Dembelé la priorità
AS
Bisogna fare ordine
A Barcellona bisogna vincere, i giocatori devono capire che pareggiare o perdere ha conseguenze. Un onore il paragone con Guardiola, siamo tutti figli di Cruyff
Dalla Redazione
kommersant.ru (Russia)
Medioevo matrimoniale
Attivisti russi per i diritti umani affermano che negli ultimi anni le donne delle regioni del Caucaso settentrionale hanno cercato sempre più aiuto relativamente alla violenza domestica e ai matrimoni forzati. La maggior parte delle denunce, secondo gli esperti, proviene da tre regioni: Cecenia, Inguscezia e Daghestan.
Konstantin Kazenin, specialista in sociologia del Caucaso settentrionale, ricercatore senior presso l’Accademia Presidenziale Russa dell'Economia Nazionale e della Pubblica Amministrazione, afferma che la modernizzazione delle relazioni familiari nelle regioni caucasiche è ancora in corso, sebbene in modo non uniforme, e che "il momento di transizione instabile è il più conflittuale". L'ultimo caso eclatante di matrimonio forzato si è verificato a ottobre a Kazan, quando la polizia ha fatto irruzione nella casa rifugio 'Casa Materna' e ha portato via due ragazze del Daghestan che si nascondevano lì. Gli amministratori del centro hanno riferito che entrambe le ragazze sono fuggite dal Daghestan perché sono state costrette a sposarsi. Sono arrivate nella casa rifugio la notte del 18 ottobre, ma poche ore dopo sono state prelevate e portate via dagli agenti di polizia, e ora non si sa dove si trovino. Il Ministero degli Interni del Tatarstan ha affermato di non avere nulla a che fare con quanto accaduto nella casa rifugio.
Secondo i difensori dei diritti umani del progetto "Legal Initiative" (inserito dal ministero della Giustizia russo nel registro degli agenti stranieri), nelle regioni del Caucaso settentrionale esistono diverse case rifugio per le donne. Di norma, i loro indirizzi e il numero esatto non vengono pubblicizzati per la sicurezza delle vittime di violenza. I rifugi stessi sono finanziati sia attraverso sovvenzioni statali che sussidi da fondazioni e da benefattori privati. Ogni anno, secondo i difensori dei diritti umani, centinaia di donne che hanno subito violenze domestiche, così come quelle che si trovano in difficoltà finanziarie, passano attraverso questi rifugi. Molto spesso si tratta di persone che non hanno più la forza di continuare a vivere in famiglia a causa del comportamento aggressivo dei loro mariti e parenti.
Rppnoticias (Perù)
Nicaragua: Daniel Ortega, il guerrigliero trincerato nel potere
Daniel Ortega, il guerrigliero nicaraguense dagli occhiali grossi che ha combattuto la dittatura di Anastasio Somoza, dopo dieci anni è trincerato al potere in Nicaragua. Oggi viene paragonato allo stesso personaggio che proprio lui aveva rovesciato.
Al potere dal 2007, e fra poco compie 76 anni, è stato rieletto per il quarto mandato consecutivo senza aver incontrato nessun ostacolo, mentre i suoi avversari politici sono in carcere con l'accusa di "minare la sovranità del Paese", in base a una legge creata dal suo stesso governo. Ortega è stato rieletto nel 2011 e nel 2016 dopo aver rimosso l'impedimento alla rielezione immediata, e ha incarcerato i suoi oppositori, reprimendo ogni protesta e critica. Questo gli è valso le sanzioni di Washington e della comunità internazionale, mentre i suoi critici ritengono che il governo di Ortega sia tenuto in mano dalla sua famiglia, a cominciare dalla moglie e vicepresidente, Rosario Murillo. Stanno "rischiando tutto, perché senza potere politico non possono sopravvivere", ha rivelato dall'esilio la figlia adottiva di Ortega, Zoilamérica, che nel 1998 lo aveva denunciato per abusi sessuali, motivo che aveva portato alla rottura con la madre.
L'esperta militare Elvira Cuadra, in esilio, racconta che negli ultimi anni, l'apparato militare "si è piegato politicamente" al governo di Ortega, e quell'alleanza, "anche economica", sarà cruciale per il suo "modello di governabilità" che partirà dal 2022. I militari possiedono supermercati, negozi, ospedali, beni economici e il suo braccio finanziario, l'Istituto di Previsione Sociale (IPSM), è quotato alla Borsa di New York. La rivista Confidencial in un report ha dichiarato che almeno il 35% dei suoi fondi investiti in obbligazioni negli Stati Uniti sono stimati in circa 100 milioni di dollari.
"Il principale strumento di repressione è la polizia, ma anche la magistratura che imprigiona chiunque non sia d'accordo". A dichiararlo è stato il difensore dei diritti umani Vilma Núñez, riferendosi ai quasi 150 oppositori detenuti. "La forza che ha come appoggio all'estero proviene principalmente da Russia, Cuba e Venezuela. In misura minore Iran e Turchia. L'analista Edgar Parrales, afferma che ci sono russi, cubani e venezuelani "che consigliano il governo“ in materia di repressione, e nelle leggi recentemente varate su ”crimini informatici” e “agenti stranieri”. La dittatura di Ortega è il prodotto della rigorosa applicazione per 15 anni del manuale del nuovo autoritarismo, che insegna come il potere possa assassinare gradualmente la democrazia.
Le Parisien

Pedofilia, la chiesa pagherà
I vescovi francesi hanno deciso ieri di indennizzare le migliaia di vittime di abusi recensite dal rapporto Sauvé. A costo di vendere beni del patrimonio immobiliare o anche di indebitarsi. I fedeli non dovranno pagare. "Cambiamo la nostra logica, ora partiamo dalle vittime" dice al quotidiano un vescovo, al termine dell'assemblea generale della Conferenza episcopale francese, che ha reso pubbliche le conclusioni di una settimana di lavoro sulla base del rapporto della Commissione sugli abusi sessuali nella Chiesa.
La CroixRapporto Sauvé
I vescovi ieri hanno annunciato misure consistenti per lottare contro la pedofilia nella Chiesa, testimonianza di un cambio di mentalità inedito
edito: Jerome Chauis: la svolta
Al termine di una settimana intensa, la Chiesa di Francia sembra finalmente in grado di passare dalle parole ai fatti. Riuniti a Lourdes, i vescovi hanno preso decisioni forti. Di fronte al disastro della pedofilia, niente sarebbe stato peggio che parole, preghiere o gesti commemorativi - per quanto veritieri - non seguiti da azioni. Per rispondere alla peggiore crisi della sua storia recente, la Chiesa mette in campo metodo e risorse. La creazione di un organismo nazionale di riconoscimento e risarcimento indipendente come il Ciase, consentirà di rispondere caso per caso alle richieste di risarcimento. Le somme necessarie saranno tratte da un fondo che la conferenza episcopale e le diocesi otterranno cedendo parte dei loro beni. Oltre a ciò, va sottolineato diverso atteggiamento dei vescovi. "Abbiamo capito che avevamo bisogno di un aiuto esterno", ammette il vescovo Éric de Moulins-Beaufort, presidente della CEF. Le procedure di ascolto delle vittime, i protocolli di indagine… su questo i vescovi sistematizzano il ricorso a società di revisione esterne, alla giustizia francese o a laici. E' un passo importante verso una nuova concezione più collegiale della loro autorità.
Le FigaroPedofilia: come la Chiesa risarcirà le vittime
editoriale: in ginocchio
I vescovi guardano in faccia il lato oscuro della Chiesa: un'iniziativa inedita e coraggiosa. E' un atto concreto di quella costruzione della 'casa sicura' indicata da Papa Francesco. E' il primo capitolo di una storia nuova nel rapporto con migliaia di preti e milioni di fedeli sconvolti dall'orrore rivelato dal rapporto Sauvé, un capitolo intitolato 'speranza'
alle 20 discorso del presidente Macron alla nazione, stamattina il consiglio di difesa sanitaria, all'ordine del giorno la terza dose di vaccino e il green pass
Irish Daily StarObama: dobbiamo agire ora
"Sono plasmato dalla mia esperienza di un giovane cresciuto alle Hawaii", ha detto Obama, aggiungendo: "Dobbiamo agire ora, con adattamento e resilienza". I leader delle nazioni insulari alla COP26 hanno pressato Obama sul fallimento degli Stati Uniti e di altri paesi occidentali nell'ottemperare agli impegni per dare 100 miliardi (€86bn) all'anno ai paesi più vulnerabili per fronteggiare i cambiamenti climatici. "Tra gli altri, gli Stati Uniti sono tristemente indietro nel pagare la loro quota", ha detto il primo ministro delle Fiji Frank Baini marama, aggiungendo: "Ora a chi è più vulnerabile viene detto di portare pazienza e aspettare". Obama ha sottolineato il grande divario tra la proiezione ottimistica fatta la scorsa settimana dall'Agenzia internazionale per l'energia sull'efficacia deli impegni adottati per limitare il riscaldamento globale a 1.8 C e le previsioni delle Nazioni Unite che parlano di "aumento catastrofico" di 2.7 C già questo secolo. "Questo fa una grande differenza per le nazioni insulari", ha detto Obama.
Salzburger Nachtrichten
"Se non agiamo ora è troppo tardi"
The GuardianSecondo una ricerca pubblicata dal Met Office del Regno Unito alla cop26, un miliardo di persone saranno colpite da caldo estremo se la crisi climatica aumenterà la temperatura globale di soli 2 °C. Secondo l'OMS, almeno 166.000 persone sono morte a causa delle ondate di caldo in tutto il mondo nei due decenni fino al 2017
FTDiscorso alla Cop26, Obama spera nei giovani attivisti e punta il dito su Russia e Cina che non fanno abbastanza per contrastare la crisi climatica e non ne riconoscono l'urgenza
Gideon Rachman: una Cina isolata è elemento di preoccupazione per tutti
Il rifiuto di Xi JinPin di andare a Glasgow per la COP26 - o al G20 a Roma, è parte di un più ampio modello di autoisolamento cinese. In risposta alla pandemia Covid-19, la Cina ha installato uno dei sistemi più severi al mondo di controlli alle frontiere e di quarantena. Gli stranieri o i cittadini cinesi che entrano nel paese devono andare in stretta quarantena per minimo due settimane. Controlli extra si applicano se entrano a Pechino. Xi Jin Ping stesso non lascia la Cina da quasi due anni. Yu Jie, un analista della Chatham House di Londra, sostiene che la pandemia ha permesso a Xi di accelerare su un percorso dove era già diretto - verso l'autosufficienza nazionale. Eì una politica iniziata ben prima della pandemia, con la campagna "Made in China 2025", che ha promosso la tecnologia e la produzione nazionale. Ma la straordinaria ascesa della Cina negli ultimi 40 anni è stata innescata dall'apertura al mondo di Deng Xiaoping negli anni '80. Deng vide che l'isolamento della rivoluzione culturale di Mao Zedong aveva portato a povertà e all'arretratezza. L'umore attuale in Cina è molto diverso. Rana Mitter, professore di storia cinese a Oxford, indica il pericolo che "i confini chiusi porteranno a menti chiuse". Dopo 40 anni di rapida crescita, la Cina è sicura di sé. Molti esperti pensano che la politica cinese di zero-Covid - e le frontiere chiuse che ne conseguono - si estenderanno fino al 2023. I media cinesi ritraggono l'Occidente, e gli Stati Uniti in particolare, come in un inesorabile declino. Il governo cinese crede che il paese sia molto avanti in alcune tecnologie chiave del futuro, green economy e intelligenza artificiale. Pechino può credere che il mondo ora abbia bisogno della Cina più di quanto la Cina abbia bisogno del mondo (e questo non è un bene).
NYTRiaprono le frontiere, torna il traffico aereo passeggeri, si moltiplicano gli ingressi negli USA, famiglie riunite dopo 18 mesi di lontananza. Nella foto un abbraccio a Newark
I colloqui della Cop26 di Glasgow portano promesse: 105 paesi si sono impegnati a tagliare del 30% entro il decennio le emissioni nocive di metano.
I critici hanno notato che alcuni degli annunci della scorsa settimana si sono rivelati pieni di 'buchi'. Dopo aver firmato l'impegno contro la deforestazione, i funzionari dell' Indonesia, sede della terza foresta pluviale più grande del mondo, hanno chiarito che porre fine alla deforestazione nel loro paese entro il 2030 a spese dello sviluppo economico è "ovviamente inappropriato e ingiusto". Un altro voto di oltre 40 paesi per eliminare gradualmente l'energia a carbone presentava scadenze vaghe e tralasciava i principali utilizzatori di carbone come Cina, India e Stati Uniti. "I negoziati qui rischiano di essere soffocati da un blitz di comunicati stampa che ottengono grandi titoli, ma sono spesso meno di quanto sembri", dice Mohamed Adow, direttore di Power Shift Africa, un istituto di ricerca con sede in Kenya. "Ci sono molte belle chiacchiere e meno azioni reali".
La VanguardiaL'UE frenerà l'importazione di prodotti che causano la deforestazione
Soia, legname, carne incontreranno più ostacoli per entrare sul mercato europeo
Washington PostIl cambiamento climatico porta danni irreversibili ai paesi poveri. Alla Cop26 ricchi sotto pressione per pagare il conto
I popoli più colpiti dal cambiamento climatico hanno fatto il minimo per provocarlo. Alcuni vogliono un risarcimento per ciò che hanno perso. Alcune ricerche hanno stimato il fabbisogno finanziario annuale di danni nei paesi in via di sviluppo dai 290 ai 580 miliardi di dollari l'anno entro il 2030, a seconda degli scenari. Gli attuali finanziamenti umanitari, ai sopravvissuti a terremoti, eruzioni vulcaniche e conflitti violenti o crisi climatiche coprono meno di un decimo.
KantarUn sondaggio condotto in 10 Paesi rivela che i cittadini sono allarmati dalla crisi climatica, ma la maggior parte crede che stia già facendo di più per preservare il pianeta di chiunque altro, compreso il proprio governo, e pochi sono disposti a fare cambiamenti significativi nello stile di vita
Il 76% degli intervistati dice che accetterebbe norme e regolamenti ambientali più rigorosi, ma il 46% ritiene che non sia necessario modificare le proprie abitudini personali. Dice Emmanuel Rivière, direttore di Kantar Public: i governi devono ancora convincere i cittadini non della realtà della crisi climatica questo è già fatto ma di quali sono le soluzioni e di come possiamo condividere equamente le responsabilità".
BildMigliaia di rifugiati in cammino verso la Germania. Putin e Lukaskeo ricattano l'Europa manovrando il flusso di migranti ai confini della Bielorussia con la Polonia
TagesspiegelLukashenko spinge masse di profughi a premere ai confini dell'Ue
Il ministro dell'Interno Horst Seehofer chiede una rispsta europea coordinata dalla Commissione. Bruxelles legge nel rubinetto aperto da Lukashenko la risposta del leader bielorusso alle sanzioni europee ma Ursula von der Layen a questo punto sembra orientata a proporre nuove sanzioni. Per le autorità polacche, attualmente ci sono tra i 3.000 ei 4.000 migranti nell'area di confine bielorusso-polacca, molti dei quali provengono da aree di crisi come l'Afghanistan e l'Iraq.
Kurierla regola delle due G ( o vaccinato o guarito da covid) per favore, altrimenti resta fuori
FAZOttimismo per un accordo fra le forze politiche per il ritorno a test rapidi gratuiti
SportStorico, in 10mila al Camp Nou per Xavi sulla panchina del Barca
Mundo deporXavi superstar
il fuoriclasse torna e fa rivivere l'illusione ai tifosi blaugrana: il rinnovo di Dembelé la priorità
ASBisogna fare ordine
A Barcellona bisogna vincere, i giocatori devono capire che pareggiare o perdere ha conseguenze. Un onore il paragone con Guardiola, siamo tutti figli di Cruyff
Dalla Redazione
kommersant.ru (Russia)Medioevo matrimoniale
Attivisti russi per i diritti umani affermano che negli ultimi anni le donne delle regioni del Caucaso settentrionale hanno cercato sempre più aiuto relativamente alla violenza domestica e ai matrimoni forzati. La maggior parte delle denunce, secondo gli esperti, proviene da tre regioni: Cecenia, Inguscezia e Daghestan.
Konstantin Kazenin, specialista in sociologia del Caucaso settentrionale, ricercatore senior presso l’Accademia Presidenziale Russa dell'Economia Nazionale e della Pubblica Amministrazione, afferma che la modernizzazione delle relazioni familiari nelle regioni caucasiche è ancora in corso, sebbene in modo non uniforme, e che "il momento di transizione instabile è il più conflittuale". L'ultimo caso eclatante di matrimonio forzato si è verificato a ottobre a Kazan, quando la polizia ha fatto irruzione nella casa rifugio 'Casa Materna' e ha portato via due ragazze del Daghestan che si nascondevano lì. Gli amministratori del centro hanno riferito che entrambe le ragazze sono fuggite dal Daghestan perché sono state costrette a sposarsi. Sono arrivate nella casa rifugio la notte del 18 ottobre, ma poche ore dopo sono state prelevate e portate via dagli agenti di polizia, e ora non si sa dove si trovino. Il Ministero degli Interni del Tatarstan ha affermato di non avere nulla a che fare con quanto accaduto nella casa rifugio.
Secondo i difensori dei diritti umani del progetto "Legal Initiative" (inserito dal ministero della Giustizia russo nel registro degli agenti stranieri), nelle regioni del Caucaso settentrionale esistono diverse case rifugio per le donne. Di norma, i loro indirizzi e il numero esatto non vengono pubblicizzati per la sicurezza delle vittime di violenza. I rifugi stessi sono finanziati sia attraverso sovvenzioni statali che sussidi da fondazioni e da benefattori privati. Ogni anno, secondo i difensori dei diritti umani, centinaia di donne che hanno subito violenze domestiche, così come quelle che si trovano in difficoltà finanziarie, passano attraverso questi rifugi. Molto spesso si tratta di persone che non hanno più la forza di continuare a vivere in famiglia a causa del comportamento aggressivo dei loro mariti e parenti.
Rppnoticias (Perù) Nicaragua: Daniel Ortega, il guerrigliero trincerato nel potere
Daniel Ortega, il guerrigliero nicaraguense dagli occhiali grossi che ha combattuto la dittatura di Anastasio Somoza, dopo dieci anni è trincerato al potere in Nicaragua. Oggi viene paragonato allo stesso personaggio che proprio lui aveva rovesciato.
Al potere dal 2007, e fra poco compie 76 anni, è stato rieletto per il quarto mandato consecutivo senza aver incontrato nessun ostacolo, mentre i suoi avversari politici sono in carcere con l'accusa di "minare la sovranità del Paese", in base a una legge creata dal suo stesso governo. Ortega è stato rieletto nel 2011 e nel 2016 dopo aver rimosso l'impedimento alla rielezione immediata, e ha incarcerato i suoi oppositori, reprimendo ogni protesta e critica. Questo gli è valso le sanzioni di Washington e della comunità internazionale, mentre i suoi critici ritengono che il governo di Ortega sia tenuto in mano dalla sua famiglia, a cominciare dalla moglie e vicepresidente, Rosario Murillo. Stanno "rischiando tutto, perché senza potere politico non possono sopravvivere", ha rivelato dall'esilio la figlia adottiva di Ortega, Zoilamérica, che nel 1998 lo aveva denunciato per abusi sessuali, motivo che aveva portato alla rottura con la madre.
L'esperta militare Elvira Cuadra, in esilio, racconta che negli ultimi anni, l'apparato militare "si è piegato politicamente" al governo di Ortega, e quell'alleanza, "anche economica", sarà cruciale per il suo "modello di governabilità" che partirà dal 2022. I militari possiedono supermercati, negozi, ospedali, beni economici e il suo braccio finanziario, l'Istituto di Previsione Sociale (IPSM), è quotato alla Borsa di New York. La rivista Confidencial in un report ha dichiarato che almeno il 35% dei suoi fondi investiti in obbligazioni negli Stati Uniti sono stimati in circa 100 milioni di dollari.
"Il principale strumento di repressione è la polizia, ma anche la magistratura che imprigiona chiunque non sia d'accordo". A dichiararlo è stato il difensore dei diritti umani Vilma Núñez, riferendosi ai quasi 150 oppositori detenuti. "La forza che ha come appoggio all'estero proviene principalmente da Russia, Cuba e Venezuela. In misura minore Iran e Turchia. L'analista Edgar Parrales, afferma che ci sono russi, cubani e venezuelani "che consigliano il governo“ in materia di repressione, e nelle leggi recentemente varate su ”crimini informatici” e “agenti stranieri”. La dittatura di Ortega è il prodotto della rigorosa applicazione per 15 anni del manuale del nuovo autoritarismo, che insegna come il potere possa assassinare gradualmente la democrazia.
