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POLITICA

Plenum del Consiglio superiore della magistratura

Legnini: Autoriforma del Csm entro un anno

L'annuncio del vicepresidente del Csm nel corso del plenum presieduto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dedicato all'autoriforma di Palazzo dei Marescialli, alla presenza del ministro Orlando
 

Palazzo Csm
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Il Consiglio Superiore della Magistratura intende provvedere "con decisione ed entro l'anno ad un'estesa riforma delle regole di funzionamento" dell'organo. Il Csm, infatti, nell'ambito del percorso riformatore, "intende formulare una proposta di riforma di rango legislativo sulle materie non riservate al regolamento interno". Ad annunciarlo è stato Giovanni Legnini, il vicepresidente dell'organo di governo autonomo della magistratura ricordando che già il Guardasigilli Andrea Orlando, nella seduta di plenum dello scorso 10 novembre, "ebbe a sollecitare il Consiglio ad avanzare una ipotesi di riforma da sottoporre a Governo e Camere".

Legnini, dunque, torna sul tema oggi, nel corso del plenum presieduto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dedicato all'autoriforma di Palazzo dei Marescialli, alla presenza del ministro Orlando.

La ragione dell'autoriforma che il Csm sta mettendo a punto "non è affatto riconducibile, come da taluno erroneamente paventato, all'intento di anticipare i propositi di modifica ordinamentale annunciati lo scorso anno dal Governo, né tantomeno si tratta di porsi in antitesi rispetto ad eventuali iniziative legislative che comunque spetta al Governo di promuovere e alle Camere di discutere e definire", ha sottolineato Legnini. Governo e Parlamento, ha aggiunto il vicepresidente del Csm, "valuteranno in piena autonomia" la proposta di riforma che sarà loro avanzata, "auspicabilmente tenendo in conto il complessivo impianto riformatore".  

Il vicepresidente ha anche citato la riforma del Testo unico per il conferimento di incarichi direttivi e semidirettivi, su cui sta lavorando la Quinta Commissione del Csm: "Con essa si potrà finalmente garantire maggiore certezza, linearità e prevedibilità nelle procedure consiliari per l'assegnazione dei ruoli apicali - ha concluso Legnini - introducendo così un'effettiva autolimitazione nell'esercizio della discrezionalità consiliare". Quella sarà la sede in cui rivisitare "almeno in parte e nei limiti di competenza, i criteri per il collocamento fuori ruolo e per l'autorizzazione agli incarichi extragiudiziari". 
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