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MONDO

Almeno 43 i morti

Libano, attentati Isis in roccaforte Hezbollah a Beirut. Usa e Onu condannano la strage

Ferma condanna anche dal ministro degli esteri italiano Gentiloni, vicinanza al popolo libanese. L'attacco è avvenuto nel quartiere trafficato di Bourj al Barajneh nel sud della città controllato da Hezbollah, confina con il campo profughi palestinese

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Arriva la ferma condanna di Usa e Onu alla strage avvenuta giovedì in Libano. Due attentati suicidi rivendicati dall'Isis, a distanza di qualche minuto, nel quartiere trafficato di Bourj al Barajneh nel sud della città controllato da Hezbollah, al confine con il campo profughi palestinese. Il bilancio dei morti è salito a quota 43, circa 180 i feriti. Si tratta del peggiore attacco nella capitale dalla fine della guerra civile nel 1990.

Nella tarda serata di ieri un aspirante attentatore suicida, sopravvissuto ai due attacchi, ha detto agli investigatori libanesi di essere stato reclutato dall'Isis. L'uomo, nativo di Tripoli, in Libano, è stato arrestato dopo i due attacchi: alla polizia ha detto di essere arrivato in Libano, insieme ad altri tre attentatori, dalla Siria due giorni fa.

Nell'esprimere cordoglio per le famiglie delle vittime, gli Usa ribadiscono il loro sostegno al governo del Libano per portare i responsabili alla giustizia. "Tali atti di terrore - si legge nella nota del portavoce per la Sicurezza nazionale - rafforzano il nostro impegno a sostenere le istituzioni libanesi per garantire la sicurezza nel Paese".

Anche il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni ha espresso la sua vicinanza al popolo libanese. Nel condannare fermamente questi atti di terrorismo, Gentiloni ha confermato il pieno sostegno dell'Italia alla stabilità del Libano. Il presidente francese Francois Hollande esprime "Indignazione e orrore". 

Gli attentati, secondo quanto riferito dal Site (il sito americano di monitoraggio dell'estremismo islamico sul web), sono stati rivendicati con un comunicato dai miliziani jihadisti dell'Isis. Nel comunicato, l'Isis afferma che "soldati del Califfato" hanno compiuto l'attentato a Beirut contro un "raggruppamento di sciiti" e "apostati". Si indica Hezbollah (Partito di Dio) come "Hezbollat", "partito delle divinità". Secondo la ricostruzione fornita dal comunicato, il primo kamikaze era a bordo di una moto-bomba, mentre il secondo era a piedi e ha azionato la cintura esplosiva che aveva indosso tra i soccorritori del primo attentato.


 
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