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POLITICA

Il caso

Lo scivolone dei sondaggi: dopo le Politiche, in tilt anche alle Europee

Si parlava di un testa a testa tra Pd e M5S, è arrivato lo tsunami-Renzi. Per la seconda volta in meno di due anni le rilevazioni prima del voto non sono riuscite a stimare con precisione l'esito delle urne

Operazioni di voto in un seggio elettorale (Ansa)
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Roma Per i sondaggisti è il secondo flop in meno di due anni. È accaduto alle Politiche 2013, si è ripetuto alle Europee: i dati ufficiali hanno smentito in modo netto le stime dei sondaggi delle settimane precedenti. Nella prima occasione era stato clamorosamente sottovalutato il boom del Movimento 5 Stelle, questa volta non è stato previsto il larghissimo successo del Partito Democratico.
 
Gli ultimi sondaggi pubblicati prima dello stop del 10 maggio parlavano di un Pd tra il 29 e il 32 per cento e di un Movimento 5 Stelle vicinissimo o addirittura a un passo dal successo. Anche le notizie semiclandestine diffuse negli ultimi giorni sul web a proposito di corse ippiche, cardinali e conclavi descrivevano una situazione simile. Iniziato lo spoglio, ecco la sorpresa: la distanza fra le due forze politiche è di quasi 20 punti percentuali.
 
Ogni rilevazione è soggetta a un margine di errore, questo è noto. È però evidente che in questo caso si è ben al di là delle fluttuazioni concesse dalla statistica. Deve esserci stato un problema di fondo, un errore strutturale che ha mandato tutti in tilt.
 
Gli italiani non sono sempre sinceri nel rispondere alle domande dei sondaggi, dice qualcuno. Il panorama politico si è modificato radicalmente in poco tempo e questo complica il lavoro degli statistici, aggiungono altri. Sicuramente è vero. Resta comunque l’immagine di uno strumento che da due tornate elettorali sembra faticare in modo inedito a cogliere gli orientamenti del Paese. 

Maggiore precisione c'è stata invece nelle proiezioni diffuse dopo la chiusura dei seggi. In questo caso le stime, basate su dati reali, sono state decisamente più precise. Ipr Marketing, che forniva le proiezioni per la Rai ha inquadrato subito la distanza fra i contendenti, prima in Italia, con il Pd al di sopra della soglia del 40%.
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