Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Lo-spazio-italiano-guarda-alla-Guyana-martedi-un-lancio-tricolore-c79fa831-8224-4589-b0e2-7c43a49c9f2d.html | rainews/live/ | true
SCIENZA

Tutto pronto nello spazioporto di Kourou

Lo spazio italiano guarda alla Guyana: martedì un lancio tricolore

Alle 9.54 ora italiana, in diretta su RaiNews24, la partenza di cinque satelliti. Fra loro il nuovo membro della costellazione italiana COSMO-SkyMed e CHEOPS, il telescopio dell'ESA che studierà i pianeti extrasolari con strumenti fabbricati in Italia
 

Condividi
di Andrea Bettini Nella base spaziale di Kourou il vettore Soyuz è già in posizione. L'avvicinamento al lancio di martedì mattina procede come da programma: alle 9.54 ora italiana, le 5.54 del mattino sulla costa del Sud America, il gigante alto quasi 50 metri accenderà i motori e volerà fuori dall'atmosfera. Sarà la nona e ultima partenza dell'anno dalla Guyana Francese e il mondo dello spazio italiano l'attende con ansia perché il carico è prezioso: due missioni in cui l'Italia è in prima linea.
 
La seconda generazione di COSMO-SkyMed
Il lanciatore Soyuz martedì posizionerà in orbita ben cinque satelliti. Il più grande è il nuovo elemento della costellazione COSMO-SkyMed dell'ASI e del Ministero della Difesa. È interamente italiano e avrà il compito di osservare il nostro pianeta con un livello di dettaglio superiore ai quattro già operativi, lanciati fra il 2007 e il 2010. Sarà il primo passo per il rinnovo della costellazione. Costruito da Thales Alenia Space, utilizzerà tecnologie radar che gli permetteranno di compiere osservazioni anche con il cielo nuvoloso o nel cuore della notte.
 
“Andiamo a ricollocare i satelliti che sono ormai in obsolescenza - spiega il responsabile dell'unità Tecnologia e Ingegneria dell'ASI, Roberto Formaro –  Dal punto di vista tecnico questo tipo di satelliti ci dà possibilità di fare una serie di osservazioni del nostro pianeta e abilitare servizi quali change detection, gestione territorio de gestioni flussi marittimi”. 
 
Con CHEOPS, l'Europa studia i pianeti extrasolari
Più piccolo, ma con un potenziale altrettanto grande è il satellite CHEOPS dell'Agenzia Spaziale Europea. Invece di guardare la Terra, volgerà i suoi strumenti verso i pianeti in orbita intorno a stelle lontane. Frutto di una partnership fra l'ESA e 11 paesi europei, ha avuto anche il supporto dell'ASI. Il suo telescopio è stato progettato dai ricercatori dell'INAF di Padova e di Catania e realizzato dall'industria italiana con Leonardo, Media Lario e Thales Alenia Space.
 
“Le domande di fondo sono: siamo soli? Da dove veniamo? Lo studio degli esopianeti ci aiuterà a capire meglio la formazione dei pianeti e quindi anche della Terra - dice il direttore dei programmi scientifici dell'ESA, Guenther Hasinger - Conosciamo circa 4mila esopianeti. Ora bisogna caratterizzarli: CHEOPS studierà alcuni dei più interessanti pianeti già scoperti per capire come sono fatti“.
 
Tre piccoli satelliti
Il lancio di martedì porterà in orbita anche i piccoli satelliti OPS-SAT, EyeSat e ANGELS. OPS-SAT, dell'ESA, è una prima assoluta: funzionerà da piattaforma per testare il software per il controllo satellitare direttamente in orbita. EyeSat e ANGELS sono invece di fabbricazione francese e avranno il compito, rispettivamente, di studiare la Via Lattea e di fare da apripista a una costellazione di nanosatelliti.
Condividi