SCIENZA
L’intervento alle Molinette di Torino
Madre dona parte del suo fegato e salva la figlia di 3 anni
Una storia finita bene che fa parte di quei casi non legati alla pandemia ma che ne sono rimasti coinvolti, per ritardi e per dare precedenza ai malati di Covid

Ai primi segni di scompenso funzionale della malattia cirrotica, la bambina era stata presa in carico dalla Gastroenterologia pediatrica dell'ospedale Infantile Regina Margherita. Dopo un'approfondita valutazione multidisciplinare, la bambina era stata inserita nella lista d'attesa nazionale per trapianto di fegato pediatrico già nel maggio dell'anno scorso. Tuttavia, complice anche il periodo pandemico, non si sono presentate per la bimba offerte d'organo da donatore deceduto con le dimensioni e le caratteristiche più idonee per lei. Anzi, le condizioni della bambina sono progressivamente peggiorate a causa per infezioni che hanno compromesso la crescita e le hanno portato a una malnutrizione. A tre anni e mezzo pesava appena 11 chili.
L’attesa si faceva troppo lunga troppo per una bimba di 3 anni. Bisognava decidere. La mamma medico decise di donare il rene alla figlia. Dopo un'attenta valutazione da parte della équipe trapianti e il giudizio favorevole della Commissione 'terza parte' attivata dalla Direzione sanitaria, la donna è stata considerata idonea. Il duplice intervento di prelievo della parte sinistra del fegato della mamma e di trapianto dell'organo al posto del fegato malato nella bambina è durato circa 12 ore ed è tecnicamente riuscito. La mamma donatrice, dopo l’intervento senza complicazioni, ha recuperato e segue con attenzione i progressi della sua bambina, estubata e sveglia dal giorno dopo il trapianto, presso l'Area Intensiva del Centro Trapianto di fegato delle Molinette.